Archivio anno 2014

Industria e servizi Fvg: assunzioni previste in crescita del 16%, ma il 76% a termine
18 dicembre 2014
Previsioni occupazionali nelle imprese dell’industria e dei servizi - Excelsior 4° trimestre - Il rapporto per il Fvg del Sistema informativo Unioncamere-Ministero del Lavoro

  • le assunzioni si concentreranno per il 76% nel settore dei servizi e per il 62% nelle imprese con meno di 50 dipendenti;
  • per il 24% interesseranno giovani con meno di 30 anni;
  • in 13 casi su 100 le imprese prevedono di avere difficoltà a trovare i profili desiderati

Anche nelle imprese dell’industria e dei servizi del Friuli Venezia Giulia, con percentuali più elevate che in Italia, è previsto un incremento dei contratti attivati nel 4° trimestre del 2014 rispetto al 4° 2013. I nuovi contratti saranno 4.330, il 16% in più rispetto allo stesso trimestre 2013 (in Italia è +6%). Questa variazione tendenziale positiva è il risultato di un aumento del 29% delle assunzioni dirette effettuate dalle imprese e di una riduzione dell'8% dei contratti atipici. In termini assoluti, in questo trimestre le assunzioni effettuate dalle imprese saranno pari a 3.150 unità (73% dei contratti totali), mentre i contratti atipici dovrebbero attestarsi a 1.180 unità (27%).

Il "saldo" occupazionale previsto in regione resta però in area negativa: si prevede pari a -2.080 unità, pur in lieve miglioramento rispetto alle -2.270 di un anno prima.
I numeri arrivano dal rapporto Excelsior (elaborato per il Fvg da Unioncamere regionale), il sistema informativo di Unioncamere e Ministero del Lavoro, che monitora le previsioni occupazionali manifestate dalle imprese dei comparti dell’industria e dei servizi, italiane e delle regioni. A livello nazionale, le imprese hanno programmato di attivare, in questo ultimo trimestre, oltre 173.000 contratti di lavoro. Di questi, le assunzioni effettuate direttamente dalle imprese saranno quasi 128.000 (74% del totale), alle quali si dovrebbero aggiungere 45.500 contratti atipici (26%).

Così come accade nell’intero del Paese, tra ottobre e dicembre 2014, in Fvg l’analisi Excelsior fa attendere una variazione negativa dell'occupazione. Il "saldo" occupazionale atteso per questo trimestre, come detto negativo di -2.080 unità, è la sintesi tra 4.330 entrate di lavoratori, sia subordinati sia autonomi, e 6.410 uscite (dovute a scadenza di contratti, pensionamento o altri motivi). Guardando alle diverse modalità contrattuali, il saldo occupazionale dovrebbe essere generalmente negativo e attestarsi attorno a -2.010 unità per le assunzioni dirette programmate dalle imprese, a -230 unità per i contratti in somministrazione e a -50 unità per le collaborazioni occasionali e gli incarichi a professionisti con partita Iva. Per le collaborazioni a progetto, invece, il numero dei contratti attivati dovrebbe essere superiore a quello dei contratti in scadenza, da cui un saldo positivo pari a +210 unità. Considerando sempre sia il lavoro dipendente sia quello atipico, in tutte le province del Fvg si registrano saldi occupazionali negativi, compresi tra - 320 unità a Trieste e -790 unità a Udine.

FOCUS: PREVISIONI OCCUPAZIONALI DI LAVORATORI DIPENDENTI


Più 29% (4° trimestre 2014 su 2013) di assunzioni, ma il 76% contratti a tempo determinato Il rapporto Excelsior entra poi ulteriormente nel dettaglio, concentrandosi esclusivamente sulle previsioni che riguardano le assunzioni di lavoratori dipendenti (il 73% della domanda di lavoro espressa dalle imprese che operano nella regione). Le assunzioni programmate dalle imprese del Fvg nel 4° trimestre sono pari a 3.150 unità, il 29% in più rispetto alle 2.450 di un anno prima. Anche in questo trimestre si conferma una netta prevalenza dei contratti a termine: 2.380 assunzioni, il 76% del totale, saranno effettuate con contratto a tempo determinato. Più in dettaglio, queste assunzioni saranno finalizzate soprattutto a realizzare attività stagionali (1.180 unità, il 38% del totale regionale). A queste si aggiungeranno 480 assunzioni per far fronte a picchi di attività (15%), 400 per valutare i candidati in vista di una possibile assunzione stabile (13%) e altre 310 per sostituire lavoratori temporaneamente assenti dall'azienda (10%).
Le assunzioni stabili (cioè a tempo indeterminato o con un contratto di apprendistato) sono previste in 710 unità, il 23% del totale. In particolare, i contratti di apprendistato potranno interessare quasi un quarto dei giovani di cui si prevede l'assunzione.

I settori che assumono: il 76% nei servizi, soprattutto commercio, turismo e ristorazione
Le imprese dei servizi dovrebbero concentrare il 76% delle 3.150 assunzioni programmate in Friuli Venezia Giulia nel 4° trimestre, 5 punti in più rispetto al trimestre precedente. Diminuisce quindi il peso dell'industria (costruzioni comprese), che pare destinata a raggiungere il 24% del totale. Tra i comparti dei servizi, prevale il commercio, che però risente della stagionalità positiva legata alle feste di fine anno, con 580 assunzioni previste (il 18% del totale regionale). Seguono le attività del turismo e della ristorazione, con 500 assunzioni (16%) e quelle dei servizi alle persone (450 unità, 14%). Nell'industria, il comparto che concentrerà una parte significativa delle assunzioni è quello delle metalmeccaniche ed elettroniche (320 unità, il 10% del totale).

Esperienza: più richiesta dall’industria del legno e mobile per i nuovi assunti
Nel 4° trimestre dell'anno sarà richiesta un'esperienza lavorativa specifica al 66% degli assunti in Friuli Venezia Giulia, percentuale leggermente superiore alla media nazionale (62%). In particolare, al 24% dei candidati sarà richiesta un'esperienza nella professione da esercitare e al 42% un'esperienza almeno nel settore dell'impresa. L'esperienza è un requisito segnalato più spesso nell'industria rispetto ai servizi (70% delle assunzioni contro 65%). Per singoli comparti, la richiesta di esperienza specifica sarà più frequente nelle industrie del legno e del mobile (si prevede riguarderà il 94% delle assunzioni), seguite dalle attività legate al turismo e alla ristorazione (76%). Al contrario, il commercio e i servizi alle persone sono i settori più disponibili a inserire persone senza esperienza.

Figure professionali difficili da reperire: il 13% del totale
La quota di assunzioni difficili da reperire resta stabile, pari al 13% del totale. Anche a livello nazionale queste si mantengono stabili attorno al 10%. In Fvg, le difficoltà di reperimento sono attribuite più a una scarsa presenza delle figure ricercate (7%) che all'inadeguatezza della preparazione dei candidati (6%).

Il profilo dei dipendenti: più richieste le professioni qualificate in attività commerciali e gli operai
In questo 4° trimestre le imprese Fvg hanno programmato di assumere circa 470 lavoratori dirigenti, specialisti e tecnici, il 15% delle assunzioni programmate (in Italia il 16%). Il gruppo più numeroso è quello delle professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi, con 1.060 assunzioni previste (34% del totale), seguito dai profili operai (840, 26%) e impiegatizi (440, 14%). Le assunzioni di figure generiche e non qualificate saranno 350 (l'11% del totale).
Dettaglio: commessi più richiesti, ma quasi tutti a termine. Più nel particolare, le cinque professioni più richieste concentrano il 51% delle assunzioni totali previste in Fvg. Al primo posto le professioni tipiche del commercio, ossia commessi e personale di vendita, con 440 assunzioni previste (in oltre 9 casi su 10 saranno a termine). Per essi le imprese segnalano problemi di reperimento molto inferiori alla media di tutte le professioni (5% delle assunzioni contro 13%) e richiedono una precedente esperienza lavorativa nel settore o nella professione in meno di 6 casi su 10. Le difficoltà di reperimento sono invece superiori alla media per gli operai metalmeccanici ed elettromeccanici (previste criticità nel 22% delle assunzioni programmate). Forse anche in virtù di queste difficoltà, le imprese sono più propense a stabilizzare l'assunzione, proponendo un contratto a tempo indeterminato a oltre un quarto dei candidati.
La richiesta di esperienza lavorativa è invece molto elevata per i cuochi, camerieri e simili (requisito richiesto a tre quarti degli assunti) e per i conduttori di mezzi di trasporto e di macchinari mobili (7 candidati su 10 devono avere una esperienza pregressa).

Assunzioni di giovani e donne
Nel 4° trimestre 2014, la quota di assunzioni di giovani con meno di 30 anni dovrebbe attestarsi attorno al 24% del totale, 4 punti in meno rispetto al trimestre precedente. Considerando però le assunzioni per cui l'età non è ritenuta un requisito importante e ripartendole proporzionalmente fra le due classi di età (meno di 30 anni e più di 30 anni), si stima che le opportunità per i giovani potranno raggiungere il 60% delle assunzioni totali (contro il 58% del trimestre precedente). Per quanto riguarda il genere, tenendo conto delle assunzioni per cui le imprese considerano uomini e donne ugualmente adatti a esercitare la professione e ripartendole in proporzione a quanto espressamente dichiarato, le opportunità per le donne in Friuli Venezia Giulia risultano pari al 39% del totale (erano il 50% nel trimestre precedente).
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Stabile l’export Fvg nei primi nove mesi del 2014 (+0,07%)
12 dicembre 2014
Segnali positivi verso l’America Centro Meridionale e l’Africa. Buone le performance di prodotti alimentari, mobile arredo ed elettronica

Resta stabile il valore delle esportazioni del Fvg: tra gennaio e settembre 2014, come confermano le elaborazioni del Centro Studi Unioncamere Fvg su Istat, è stato sostanzialmente pari a quello registrato nello stesso periodo del 2013 (+0,07%), con 8.716 milioni di euro, mentre sono calate di quasi il 2% le importazioni (4.677 milioni di euro), portando comunque a un saldo commerciale positivo per 4.038 milioni di euro.
Le performance territoriali sono però molto differenziate: una crescita (di circa il 2/3%) si rileva per Pordenone, Udine e Gorizia, mentre una flessione, del 14%, per Trieste.
I settori che hanno presentato le migliori performance sono “Prodotti alimentari e bevande” (+10,7%), “Mobile arredo” (+5%, incremento quasi tutto concentrato a Pordenone) ed elettronica (+12%). «Analizzando i dati per territorio e per comparto – commenta il presidente Unioncamere Fvg Giovanni Da Pozzo –, possiamo trovare alcuni segnali positivi, che arrivano soprattutto dall’export del comparto manifatturiero. Di contro registriamo ancora situazioni di crisi internazionali che interferiscono in modo significativo. L’andamento delle esportazioni in quest’ultimo trimestre torna ad essere negativo rispetto al trimestre precedente e le crisi politiche presenti in alcune aree strategiche per il commercio estero (Russia, Ucraina, Medio Oriente, Libia), condizionano i volumi di esportazione dell’industria».
Il risultato di stabilità rispetto all’anno precedente «resta comunque un segnale importante – aggiunge Da Pozzo –, che non pregiudica il percorso di riorganizzazione avviato da molte imprese regionali ma fa capire quanto le dinamiche geopolitiche possano influenzare la nostra economia».
Per quanto riguarda la destinazione, resta sostanzialmente stabile il valore dell’export del Friuli Venezia Giulia verso i Paesi dell’Unione Europea (-1,7%), riprende quota verso i Paesi dell’America Centro Meridionale (+22%, un valore concentrato su pochi Paesi e prodotti) e cresce l’export verso l’Africa (quasi raddoppiato).
Cala l’export destinato ai Paesi dell’Asia (-13%).
In questo 2014 le esportazioni sono andare bene verso la Germania (+6%) ed il Regno Unito (+7%), si espande l’export in Croazia (+10%) e tiene verso la Russia (+4,3%). Sono invece calate le esportazioni verso la Francia (-17%), Spagna (-6,3%) e Slovenia (-6%).
Le buone performance verso l’Africa sono determinate soprattutto da tre Paesi: l’Algeria, l’Egitto e la Mauritania.
Anche la geografia dell’export verso l’Asia si sta modificando: al calo registrato verso la Cina (-2,6%), verso l’India (-3,5%), Singapore e la Corea del Sud, fa riscontro una crescita del nostro export verso l’Indonesia, la Birmania, il Giappone, l’Iraq.
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Presentazione nuova indagine congiunturale Unioncamere Fvg
9 dicembre 2014
Com'è andato il 3° trimestre 2014 e che cosa si aspettano dal 4° gli imprenditori del Fvg -  Focus turismo ed ospitalità. Venerdì 12 dicembre ore 12.00 CCIAA di Pordenone

La nuova indagine congiunturale regionale – “consuntivo” del terzo trimestre 2014 e aspettative degli imprenditori Fvg per il trimestre in corso – sarà presentata venerdì 12 dicembre, alle 12, in Camera di Commercio di PORDENONE. Introdurrà i lavori il presidente della Cciaa ospite, Giovanni Pavan, e interverrà quindi il presidente della Cciaa di Udine e Unioncamere Fvg Giovanni Da Pozzo. Assieme a loro ci saranno i colleghi presidenti delle Cciaa di Gorizia e Trieste, Gianluca Madriz e Antonio Paoletti. A illustrare l’indagine congiunturale, realizzata dalla società Questlab su un campione di imprese di tutto il territorio regionale, dei settori legno-arredo e meccanica, edilizia, commercio al dettaglio, alberghi e ristoranti e vitivinicolo, sarà il presidente della Srl Nicola Ianuale. L’indagine congiunturale prevede come sempre un focus, che questa volta evidenzierà le opinioni delle imprese sul turismo e l’ospitalità. .
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Agenzia per l’Italia digitale: Unioncamere Fvg ha comunicato i dati
14 novembre 2014
Un mero errore metodologico, che si sta cercando di “riparare”: sono stati comunicati contestualmente a quelli della Camera di Commercio di Udine, che gestisce l’Unioncamere Fvg fino a tutto il 2014

I dati dell’Unioncamere Fvg sono stati inviati entro i termini (prima del 18 settembre) all’Agenzia per l’Italia digitale, ma sono stati comunicati contestualmente a quelli della Camera di Commercio di Udine, che gestisce l’Unione regionale delle Cciaa fino ancora a tutto il 2014. «È sicuramente per questo motivo, dunque per un mero errore metodologico, che i dati per l’Unioncamere non risultano comunicati», ha commentato il presidente Giovanni Da Pozzo, che ha comunque assicurato che «gli uffici stanno verificando come sanare questa incongruità».
In ogni caso, aggiunge il presidente, «le Camere di Commercio della nostra regione sono tutte “coperte”. Com’è evidente dalle tabelle nazionali siamo ai vertici. La media italiana riporta che il 66% delle Cciaa ha effettuato la comunicazione. Solo il Trentino risulta al 100% e noi siamo all’80%, percentuale che non tiene conto però dell’errore segnalato».
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I dati Unioncamere Fvg sulle imprese attive di servizi a famiglie e persone: cresciute 12% tra 2009 e 2014, a dispetto della crisi
10 novembre 2014
“Telemedicina” per controllo e cura di alcune malattie croniche: rete, tecnologia e “teoria dei giochi” per pazienti più consapevoli e terapie efficienti anche a distanza, con minori costi Calabrese (Uni Ts), parte del team del progetto Phama: «La tecnologia deve comunque promuovere l’inclusione sociale fatta di rapporti reali tra persone reali». Il percorso internazionale sta partecipando ai finanziamenti europei Horizon 2020

Nel prossimo futuro, grazie alla “telemedicina”, i pazienti potranno essere consapevolizzati maggiormente sulle loro malattie croniche e viverle con maggior responsabilizzazione. Grazie alle nuove tecnologie, alla rete e alla “tecnica dei giochi” (“game-ization”), sarà cioè più facile mantenere uno stile di vita sano e informato, correggere i comportamenti dannosi, ottenere l’aiuto dei medici e personale qualificato anche a distanza dalle strutture sanitarie, con la garanzia di risposte efficienti ed efficaci e nel contempo permettendo un risparmio, tanto per il paziente quanto per il sistema sanitario.

«E sempre, comunque, mirando all’inclusione sociale, fatta di rapporti reali tra persone reali», com’è stato spiegato sabato 8 novembre al Future Forum, dove è stato presentato il progetto Phama su cui si sta lavorando in regione grazie all’impegno dall’Università di Trieste e del team del professor Agostino Accardo, gruppo che ha costituito un consorzio internazionale con partner pubblici e privati di tanti Paesi e che sta partecipando a Horizon 2020 per ottenere il finanziamento europeo per l’innovazione in campo sanitario. Del team fa parte anche Raffaele Calabrese, studente PhD in ingegneria clinica all’ateneo giuliano, che oggi ha spiegato questa esperienza, introdotto da Barbara Puschiasis per la Camera di Commercio e Paola Benini dell’Associazione cooperative friulane e con l’intervento di Marco Pascoli di Assocoop e Assixto.

E la realtà dei servizi alle famiglie e alle persone, secondo elaborazioni del Centro Studi Unioncamere Fvg su dati Infocamere, sta crescendo in regione in termini di imprese attive, a dispetto della crisi: dal 2009 al 2014 in Fvg registriamo un incremento del 12% di aziende, in un settore in cui sono ricompresi vari servizi: d’istruzione, assistenza sanitaria, sociale e domiciliare, attività d’intrattenimento, altri servizi alla persona... Si è passati nel complesso da 4.884 imprese attive nel 2009 alle 5.467 del terzo trimestre 2014.

«La nostra società sta invecchiando – ha ricordato Calabrese – e ciò sta modificando sensibilmente il sistema sanitario e le politiche sociali. Sempre più in futuro sarà necessario saper sviluppare nei pazienti la capacità di gestirsi da soli alcune malattie croniche, integrando ovviamente il supporto di personale medico, anche tramite la rete, e consentendo una personalizzazione totale del sistema. Le nuove tecnologie consentono di compiere misurazioni, parametrare cure, fornire consigli, regolare con precisione terapie o il mantenimento di comportamenti di vita utili per un buono stato di salute». Per farlo, come nel progetto del team Accardo, si farà ricorso anche all’applicazione della “teoria dei giochi”. Il che non significa affatto minimizzare i problemi o sottovalutarli, anzi: si tratta di introdurre un sistema che, tramite sfide, punti, “premi” in base a risultati concreti, aiuti il paziente a comportarsi secondo il protocollo di cura, terapia e mantenimento e a gestire la sua situazione con maggior coinvolgimento, senso di responsabilità, interesse». Anche questo sarà parte del progetto internazionale, che «un percorso molto complesso che andremo a potenziare e migliorare sempre, ma che ha l’obiettivo ultimo di mettere al centro il paziente: la rivoluzione nel futuro è che i pazienti smettono di sentirsi totalmente dipendenti dalle strutture sanitari e si mettono nelle condizioni di essere più consapevoli, sempre chiaramente con la supervisione medica. La telemedicina in tal senso non è più controllo elettronico esterno che domina su di noi, è il miglioramento della percezione del proprio stato di salute. Da qui si parte». E pur con una forte base tecnologica, il progetto si basa sul concetto che «la tecnologia deve promuovere l’inclusione sociale fatta di rapporti reali tra persone reali», ha rimarcato Calabrese.

Nel settore stanno crescendo i progetti d’impresa e cooperazione, tutti basati su un forte lavoro di squadra tra competenze diverse, in campo sanitario, formativo, tecnologico, tecnico e istituzionale, come ha spiegato anche Pascoli introducendo alcune novità messe in campo da Assixto, che sta potenziando sempre più gli strumenti tecnologici per migliorare la vita e la qualità di vita, soprattutto degli anziani, nel proprio domicilio.
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Movimprese Fvg terzo trimestre: in Fvg saldo positivo di 152 imprese
28 ottobre 2014
Ma le iscrizioni mai state così basse e nei primi nove mesi, in Fvg, il saldo tra iscrizioni e cancellazioni è comunque negativo, di -785 unità, per 4.423 iscrizioni e 5.208 cancellazioni

È positivo di 152 unità il saldo tra imprese iscritte e cancellate nei registri delle quattro Camere di Commercio del Fvg tra luglio e settembre, che hanno ricevuto 1.137 domande di iscrizione a fronte di 985 cancellazioni. Le note positivi fanno però emergere anche alcuni campanelli di allarme: le iscrizioni del terzo trimestre (1.137) rappresentano il dato più basso tra quelli registrati nel 3°trimestre degli ultimi 10 anni.
Inoltre, la positività del secondo (+302) e del terzo trimestre (+152 appunto) non sono sufficienti a compensare un primo trimestre mai così difficile (-1.239): il saldo dei nove mesi resta dunque in area negativa, di 785 unità.
Sono i dati Movimprese elaborati dal Centro Studi Unioncamere Fvg, che evidenzia anche come il numero delle imprese registrate in regione sua ira pari a 105.831 unità, di cui solo 93.455 attive.
«La lunga crisi economica pesa ancora molto sulla vitalità del sistema produttivo regionale -commenta il presidente di Unioncamere Fvg Giovanni Da Pozzo - Le nostre imprese, se pure con fatica, cercano di reagire e leggiamo con piacere che le iscrizioni tornano a superare le cancellazione. Ma il momento è ancora delicato, visto poi che la domanda estera, per le conosciute e varie questioni geo-politiche in tante parti del mondo, incide sugli ordini e quindi su produzione fatturato delle nostre imprese esportatrici».
Le forme giuridiche sono un elemento di analisi della natimortalità delle imprese, evidenzia il Centro Studi.
Il rapporto tra la crescita dei due principali aggregati e cioè delle imprese individuali e delle società, in particolare quelle di capitali, vede un recupero della prima forma giuridica.
Le imprese individuali hanno determinato la metà della crescita.
Si conferma tuttavia l’andamento di fondo del sistema imprenditoriale regionale, che vede progressivamente diminuire il peso delle imprese individuali in favore di forme più organizzate di impresa, in particolare delle società di capitali passate del 17,5% in un anno fa all’attuale 18,1% del totale delle imprese attive.
Le dinamiche territoriali: l'esame dei dati disaggregati in base alle quattro province ci dice che, almeno in termini di demografia delle imprese, tutte hanno fatto registrare un tasso di crescita positivo.
Le crisi d’impresa: nel 3° trimestre 2014, sono state aperte 53 procedure fallimentari, con una diminuzione del 12% dello stesso periodo del 2013. Il conto dei default aperti nei primi 9 mesi è pari a 170 casi con un calo del 6,6% rispetto al periodo gennaio-settembre 2013. Scioglimenti e liquidazioni: tra luglio e settembre del 2014, sono state presentate 308 domande di scioglimento e liquidazione, un valore sostanzialmente stabile con quello osservato nel 3°trimestre 2013.
Con questo dato, il numero delle domande presentate nei primi 9 mesi nel 2014, ammonta a 1.076 con un incremento del 4,3% rispetto al periodo gennaio-settembre 2013.
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Sindacati e Unioncamere Fvg chiederanno un incontro alla Regione sul riordino delle Cciaa
07 ottobre 2014
D’accordo sulla necessità di una riforma del sistema, ma salvaguardando il ruolo e le professionalità delle Camere, che non pesano sui bilanci pubblici e investono grandi risorse di supporto all’economia del territorio
"Dalla stessa parte del tavolo" i rappresentanti dei lavoratori e i vertici dell’Unioncamere Fvg


Sindacati e vertici Unioncamere Fvg seduti "dalla stessa parte del tavolo" nell'incontro in Cciaa di Udine, seguìto all'assemblea sindacale unitaria che ha coinvolto il personale di tutti e quattro gli enti camerali provinciali.

Presenti per le Cciaa i presidenti Giovanni Da Pozzo e Antonio Paoletti e il vice di Gorizia Roberto Tonca, assieme ai segretari generali Maria Lucia Pilutti (Ud), Stefano Patriarca (Ts) ed Emanuela Fattorel (Pn), mentre per i sindacati sono intervenuti Luca Munno ed Eleonora Marosa (Fp CGIL), Susanna Pellegrini (FILCAMS CGIL), Massimo Bevilacqua, Fabia Bensi, Maurizio Perazzoni (CISL FP), Manuel Togni (UIL) e Paolo Duriavig (Fisascat Cisl).

Tutti si sono dichiarati concordi nello stimolare l'azione sul livello nazionale, terreno effettivo su cui si gioca la partita della riforma, ma partendo dal chiedere un incontro congiunto con la presidente della Regione Debora Serracchiani, per discutere della situazione che verrà a verificarsi quando, con il prossimo anno, le Camere si troveranno a gestire un taglio pesante (solo in Fvg, nel complesso, oltre 7 milioni di euro), dovuto alla riduzione del diritto annuale del 35% - che diventerà 40% nel 2016 e 50% nel 2017. La misura attesa della diminuzione di tali risorse mette a rischio, nel medio termine, l'operatività delle Cciaa a favore del territorio e delle imprese, poiché corrisponde praticamente agli investimenti in progetti, interventi, contributi e iniziative per le realtà produttive.

I rappresentanti sindacali hanno proposto la sottoscrizione di un protocollo d'intesa, di carattere regionale e provinciale, che affronti il tema del personale delle Cciaa e delle conseguenze derivanti da un riordino del sistema camerale, che pur da tutti è stato ritenuto necessario.
«I livelli relazionali instaurati con Unioncamere Fvg sono risultati all’insegna dei principi di trasparenza, correttezza e buona fede, con una dichiarata condivisione di obiettivi e modalità - ha dichiarato Luca Munno - ci auguriamo che tale impegno si concretizzi anche nella sottoscrizione del protocollo d’intesa unitariamente proposto. Abbiamo giudicato positiva anche l’attenzione e l’impegno a difendere, compatibilmente con le risorse a disposizione per effetto dei tagli, gli attuali livelli occupazionali di Cciaa e Aziende speciali». Nell’incontro, si è infatti evidenziata l’importanza di concordare ogni azione che da qui in avanti dovesse riguardare il personale tutto, «ribadendo - hanno evidenziato i sindacalisti presenti - che siamo in stretto contatto con le nostre federazione nazionali, in quanto sono coinvolti circa 12 mila lavoratori in tutta Italia».

Un conto è riformare il sistema, fatto necessario, un conto è depauperare enti che sono tra i rari esempi di efficienza e con funzioni importantissime di tutela del mercato, a partire dalla tenuta della più importante banca dati dell’economia tramite il Registro imprese - ha poi aggiunto Da Pozzo -. Già con la riduzione del 35% del diritto annuale realizzeremo forti risparmi sui costi di gestione, ma purtroppo dovremo tagliare anche quella parte cospicua di fondi, oltre 4 milioni solo per la Camera di Udine, sempre stanziati a favore dell'economia locale. Tutto questo, avendo a cuore la salvaguardia dell’occupazione, anche se è chiaro che un problema andrà a crearsi. Che cosa potrà fare il nostro personale se dovessimo ridurre azione, funzioni e attività, minati anche da altri interventi normativi in discussione? Le Cciaa - ha concluso Da Pozzo - sono esempio di vero federalismo e democrazia, risorse delle imprese reinvestite per dare loro supporto, servizi e progettualità, senza alcun aggravio sulle finanze pubbliche». «Per far risparmiare poche decine di euro alle singole imprese, il tessuto economico rischia di perdere ingenti risorse e finanziamenti. Pensiamo al supporto ai Confidi, che mette in moto oltre 90 milioni di investimenti del sistema produttivo, ma anche progetti e manifestazioni locali», ha aggiunto Paoletti, che ha evidenziato in ogni caso come «sia necessaria una strategia congiunta a livello nazionale, per difendere il ruolo delle Camere e la professionalità del personale che vi opera».

I sindacati hanno ribadito il loro impegno alla collaborazione congiunta, anche alla luce dell’assemblea partecipatissima in Sala Valduga, dove tuttavia, «abbiamo respirato un clima di grande preoccupazione da parte dei dipendenti », hanno evidenziato, proponendo la sigla del protocollo d’intesa che preveda la costituzione di un tavolo permanente per confrontarsi sul tema del personale delle Cciaa e nell’ottica di una riforma che, pure, è stata ritenuta necessaria da tutti.
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Avvio dell'indagine congiunturale - 3° trimestre 2014 e previsioni 4° trimestre 2014
07 ottobre 2014
Inizia oggi 7 ottobre 2014, la 9a Indagine congiunturale promossa da Unioncamere Friuli Venezia Giulia, che ha lo scopo di analizzare l’andamento dell’economia regionale e indagare sulle sue prospettive. I dati raccolti ed elaborati forniscono in tempo reale alle quattro Camere di Commercio ma anche alle altre istituzioni della regione, significativi elementi per supportare i processi di crescita e di sviluppo del sistema economico locale. L'indagine coinvolge i settori dell’industria (con particolare riferimento ai comparti del legno e arredo e della meccanica) dell’edilizia, del commercio al dettaglio, degli alberghi e ristoranti, della logistica ed il comparto vitivinicolo. Dal 7 ottobre al 5 novembre saranno intervistate circa 1.500 imprese regionali. Il tema di approfondimento riguarda il "turismo: soddisfazione degli operatori nell'attuale sistema e proposte di modifica". Unioncamere Friuli Venezia Giulia ha affidato l’indagine alla Questlab (www.questlab.it), società specializzata nella realizzazione di indagini campionarie. I risultati dell’indagine saranno diffusi dopo il 24 novembre 2014. Si ricorda che qualsiasi tipo di ricerca o di sondaggio proveniente da Unioncamere Friuli Venezia Giulia è sempre verificabile presso i numeri telefonici diretti 0432 273219 273200 (Centro Studi Unioncamere FVG) e 0432 273210 273543 (Ufficio Relazioni con il Pubblico Camera di Commercio di Udine).
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Riprendere il cammino di unificazione delle fiere
29 settembre 2014
L'intervento di Da Pozzo (Unioncamere Fvg e Cciaa Udine) all'inaugurazione di Casa Moderna

Una Fiera, quella di Udine, che nonostante le difficoltà del sistema fieristico sta gestendo bene risorse e iniziative. E che con Gorizia ha già completato un processo di unificazione che il presidente di Uniocamere Fvg e Cciaa Udine Giovanni Da Pozzo ha invitato la Regione a riprendere in mano, nel rispetto delle peculiarità di tutti i territori. L'appello, rivolto all'assessore regionale Mariagrazia Santoro, è arrivato all'inaugurazione della 61esima Casa Moderna, fiore all'occhiello di Udine e Gorizia Fiere al via sabato 27 nel quartiere fieristico, con quasi 500 espositori. Da Pozzo ha ricordato come Casa Moderna abbia saputo rinnovarsi e adeguarsi alle esigenze più attuali, fra cui quelle di «una casa sostenibile - ha detto -, attenta ai materiali, all'efficienza e al risparmio energetico, esigenze sempre più richieste dal mercato locale e internazionale. Il rapporto Greenitaly di Uniocamere-Symbola evidenzia una crescita forte di questa sensibilità: le imprese che investono in tecnologie e professionalità green sono in crescita e in sviluppo, anche in quel sistema casa che ha subito così pesantemente la crisi di questi anni». Un sistema casa che, dai dati elaborati dal Centro Studi Unioncamere Fvg, è rappresentato in regione da circa 19.800 localizzazioni imprenditoriali (circa un quinto di tutta l'economia), in calo del 3%, nel suo complesso e variegato insieme, dal 2009 a oggi. A pesare sul calo, soprattutto le imprese legate all'edilizia, ma - con piacevole sorpresa - risultano invece in crescita le cosiddette "costruzioni specializzate" e i servizi, settori di nicchia e alta qualificazione, legati all'innovazione, alle tecnologie e ai servizi speciali per la casa e i giardini.
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Presentazione nuova indagine congiunturale Unioncamere Fvg
16 settembre 2014
Com'è andato il 2° trimestre 2014 e che cosa si aspettano dal 3° 2014 gli imprenditori del Fvg - Focus: rapporto Banche-imprese

Giovedì 18 settembre Ore 11.30 Sala Giunta (5° piano) Camera di Commercio di Udine.
La nuova indagine congiunturale regionale – consuntivo del secondo trimestre 2014 e aspettative degli imprenditori Fvg per il trimestre in corso – sarà presentata giovedì 18 settembre, alle 11.30, nella Sala Giunta (5° piano) della Camera di Commercio di Udine.
Interverrà il presidente della Cciaa di Udine e Unioncamere Fvg Giovanni Da Pozzo, con i colleghi presidenti delle Cciaa di Gorizia, Pordenone e Trieste, Gianluca Madriz, Giovanni Pavan e Antonio Paoletti. A illustrare l’indagine congiunturale, realizzata dalla società Questlab su un campione di imprese di tutto il territorio regionale, dei settori legno-arredo e meccanica, edilizia, commercio al dettaglio, alberghi e ristoranti e vitivinicolo, sarà Nicola Ianuale, presidente di Questlab. L’indagine congiunturale prevede come sempre un focus, che questa volta evidenzierà il rapporto tra banche e imprese.
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Contributi a favore del rafforzamento e del rilancio della competitività
08 agosto 2014
Presentazione domande dal 22 settembre 2014

Con DPReg. n. 043/Pres. del 21/03/2014 pubblicato sul BUR n. 14 del 02/04/2014 la Regione Autonoma F.V.G. ha approvato il Regolamento che definisce contenuti, modalità, e termini per la concessione degli incentivi per il rafforzamento ed il rilancio della competitività delle microimprese e delle piccole e medie imprese del Friuli Venezia Giulia , relativamente a spese che riguardano attività finalizzate all'utilizzo del commercio elettronico, all’introduzione di una certificazione di qualità, al ricorso a un manager a tempo, al ricorso al consulente per l'internazionalizzazione, al ricorso al consulente per la strategia aziendale.

Le domande potranno essere presentate esclusivamente tramite PEC a partire dalle ore 9.15 del giorno 22 settembre 2014 alle ore 16.30 del giorno 31 dicembre 2014 alla Camera di Commercio sul cui territorio l'impresa richiedente ha stabilito la sede legale o l'unità operativa presso cui è realizzato il progetto.
Gli incentivi sono concessi tramite procedimento valutativo a sportello, su base provinciale, nel rispetto dei criteri valutativi di cui all’allegato C del Regolamento e fino ad esaurimento delle risorse finanziarie disponibili.

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Unioncamere Fvg pensa ad un riordino a due cciaa
31 luglio 2014
Ne ha discusso mercoledì 30 la giunta dell’Unioncamere regionale, presenti i quattro segretari generali e i presidenti di Udine, Pordenone e Gorizia.

Anche la Giunta di Unioncamere Fvg, nell’attuazione di un percorso che sta interessando e si sta attuando via via in tutte le regioni italiane, ha discusso nella riunione di mercoledì 30, di ipotesi di riorganizzazione del sistema camerale regionale, alla presenza dei segretari generali dei quattro enti e dei presidenti Giovanni Da Pozzo (presidente Cciaa Udine e Unioncamere Fvg), Gianluca Madriz (Cciaa Gorizia) e Giovanni Pavan (Pordenone). In particolare, nel rispetto delle autonome decisioni dei singoli consigli camerali, la giunta Unioncamere Fvg – concordi le Camere di Gorizia, Trieste e Udine, mentre Pordenone si riserva ulteriori valutazioni nell’ambito dei propri organi – individua in un sistema a due Camere di Commercio la possibile soluzione di una riorganizzazione che punti a una riduzione delle spese e contemporaneamente alla tutela delle specificità territoriali del sistema produttivo e all’ottimizzazione dei servizi e delle azioni rivolti alle imprese.
La giunta Unioncamere Fvg si è impegnata inoltre, entro la fine dell’anno, a intraprendere un percorso che porti a un’unica struttura regionale deputata a gestire le attività di internazionalizzazione e quelle riguardanti le funzioni delegate.
La dichiarazione di intenti di Unioncamere Fvg dovrà essere ovviamente condivisa e armonizzata con la proposta di riordino nazionale delle Camere di Commercio.
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Movimprese Fvg: secondo trimestre positivo, ma non basta
21 luglio 2014
Le +302 imprese registrate in questo trimestre non bastano per risollevare il saldo dei primi sei mesi dell’anno, che resta negativo di quasi 1000 unità. Il 2° trimestre 2014 dà il peggior risultato per quanto riguarda le iscrizioni di nuove imprese.

Nel secondo trimestre 2014, è positivo, di 302 unità, il saldo tra imprese iscritte e cancellate nei Registri imprese delle Camere di Commercio del Friuli Venezia Giulia. Il tasso di crescita nel trimestre è sostanzialmente stabile (0,28%) ed è inferiore sia alla media azionale (0,59%) sia a quello rilevato nello stesso periodo dello scorso anno: sono infatti diminuite le iscrizioni, che sono state 1.372 (mentre nel 2° trimestre 2013 erano 1.555), ma sono diminuite – pur di poco – anche le cancellazioni, che sono state 1.208 (mentre nel 2° trimestre 2013 erano state 1.248). E’ questo il quadro generale del Movimprese sul 2° trimestre 2014, diffuso oggi da Unioncamere nazionale, con i dati elaborati per la regione dal Centro studi Unioncamere Fvg.
l trend, anche qui, segue quello italiano: il 2° trimestre 2014 dà il peggior risultato per quanto riguarda le iscrizioni di nuove imprese, come evidente dalla serie storica. Un fenomeno, questo, che si riscontra in tutta Italia e che evidenzia come «la crisi – commenta il presidente Giovanni Da Pozzo – abbia inciso e stia ancora incidendo molto sul dinamismo imprenditoriale, pur se va guardata con favore la contemporanea contrazione delle cancellazioni. Il saldo positivo di questo trimestre, però, non è sufficiente a riportare il segno più all’andamento delle imprese di questi primi sei mesi dell’anno». Il semestre segna infatti -937 unità, con 3.286 iscrizioni e 4.533 cancellazioni. Tanto che continua ad assottigliarsi il numero complessivo delle aziende del Fvg: sono scese sotto la soglia delle 106 mila (105.955) quelle registrate e sono 93.685 quelle attive. Un anno fa i numeri erano 107.871 e 95.639. Nel 2005? Registrate ben 116.235, di cui 102.470 attive.
«Come ha sottolineato anche il presidente Unioncamere nazionale Dardanello – aggiunge Da Pozzo – restiamo in una situazione delicata, in cui è necessario prestare massima attenzione alle politiche da mettere in campo per supportare chi crede nell’impresa, soprattutto i giovani, e ha bisogno di sentire le istituzioni al suo fianco in modo efficiente e veloce. Ora che il Governo sta operando per le tante riforme necessarie a riattivare il Paese, tra cui quella che riguarderà anche le Camere di commercio, confidiamo riconosca il ruolo delle nostre istituzioni, primario interlocutore delle imprese, capaci di interpretarne le esigenze e dare risposte concrete e in tempi rapidi. Molte di loro lo stanno evidenziando in questi giorni, contattando Governo e Parlamento. Dunque confidiamo che la riforma della Pa sappia valorizzare questi contributi e la nostra azione, per rendere sempre più efficiente il nostro operato, a fianco della crescita economica, dell’impresa e del lavoro».

Dinamiche provinciali:
Trieste risulta la provincia con il tasso di crescita leggermente superiore alle altre, con 248 imprese iscritte e 154 cancellate (+94 unità) nel 2° trimestre 2014. A Udine risultano 641 imprese iscritte e 514 cancellate, con un saldo positivo di 127 unità. A Pordenone 327 iscritte e 268 cancellate (+59 unità) e infine a Gorizia 156 iscritte e 134 cancellate (+22 unità).

Quanto alle forme giuridiche, tra iscritte e cancellate, le società di capitale registrano un saldo di +155, le società di persone di +33, mentre le imprese individuali di +94. Le società di capitale passano così dalle 22.961 del 30 giugno 2013 alle 23.025 del 30 giugno 2014, «segno, questo, che le imprese che resistono si strutturano», spiega Da Pozzo.
La nati-mortalità delle imprese artigiane fa registrare per il 2° trimestre un +82 unità (474 iscrizioni e 392 cessazioni), con un tasso di crescita identico a quello di tutto le imprese (0,28%), mentre le cooperative segnano un esiguo +3 unità nel 2° trimestre, attestandosi al 30 giugno con uno stock di 1.259 unità in regione.
L’indagine fornisce elementi positivi sui fallimenti: in Fvg, nel 2° trimestre 2014, sono state 55 le imprese entrate in procedura fallimentare, con una decrescita del -21,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, secondo miglior dato tra le regioni italiane. Sono poi 7 quelle in concordato (con un -12,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno).

Dinamiche settoriali:
Al 30 giugno 2014, rispetto al 30 giugno 2013, crescono – anche se numericamente sono poche – le imprese del Fvg che si occupano di fornitura di energia (+10,50%).
Segno più anche per le imprese che si occupano di attività artistiche, sportive, d’intrattenimento (+4,74%), di sanità e assistenza (+3,75%), le aziende che si occupano di noleggio, le agenzie di viaggio e quelle specializzate in servizi alle imprese (+3,05%), le attività dei servizi di alloggio e ristorazione (+1,60%). I cali più consistenti sono quelli registrati tra le imprese dell’agricoltura, silvicoltura e pesca (-8,35%), quelle (poche) di estrazione di minerali da cave e miniere (-7,53%), quelle di fornitura d’acqua e di reti fognarie (-5.05%). Cali più esigui, invece, per le imprese manifatturiere (-1,10%) delle costruzioni (-1,01%), di trasporto e magazzinaggio (-1,84%), del commercio (-1,09%), nonché le attività immobiliari (-1,49%) e le attività professionali, scientifiche e tecniche (-1,32%).
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Presentazione nuova indagine congiunturale Unioncamere Fvg - Focus: internazionalizzazione
02 luglio 2014
Giovedì 3 luglio 2014, ore 11.30, Camera di Commercio di Gorizia

La nuova indagine congiunturale regionale, a consuntivo del primo trimestre 2014 e con le aspettative degli imprenditori Fvg per il secondo, sarà presentata giovedì 3 luglio, alle 11.30 in Camera di Commercio a Gorizia.
Introdurrà i lavori il Presidente della Cciaa ospite, Gianluca Madriz, e interverrà quindi il Presidente della Cciaa di Udine e Unioncamere Fvg Giovanni Da Pozzo. Assieme a loro ci saranno i colleghi presidenti delle Cciaa di Trieste e Pordenone, Antonio Paoletti e Giovanni Pavan.
A illustrare l’indagine congiunturale, realizzata dalla società Questlab su un campione di imprese di tutto il territorio regionale, dei settori legno-arredo e meccanica, edilizia, commercio al dettaglio, alberghi e ristoranti e vitivinicolo, sarà Nicola Ianuale, presidente di Questlab. L’indagine congiunturale prevede come sempre un focus, che questa volta evidenzierà l’internazionalizzazione delle imprese del Fvg.
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Avvio dell'indagine congiunturale - 2° trimestre 2014 e previsioni 3° trimestre 2014
01 luglio 2014
Inizia oggi 1° luglio 2014 l’ 8.a indagine congiunturale promossa da Unioncamere Friuli Venezia Giulia, che ha lo scopo di analizzare l’andamento dell’economia regionale e indagare sulle sue prospettive. I dati raccolti ed elaborati forniscono in tempo reale alle quattro Camere di Commercio ma anche alle altre istituzioni della regione, significativi elementi per supportare i processi di crescita e di sviluppo del sistema economico locale.
L'indagine coinvolge i settori dell’industria (con particolare riferimento ai comparti del legno e arredo e della meccanica) dell’edilizia, del commercio al dettaglio, degli alberghi e ristoranti, della logistica ed il comparto vitivinicolo. Dal 1° al 28 luglio saranno intervistate circa 1.500 imprese regionali. Il tema di approfondimento riguarda il rapporto tra imprese e credito.
Unioncamere Friuli Venezia Giulia ha affidato l’indagine alla Questlab (www.questlab.it), società specializzata nella realizzazione di indagini campionarie.
I risultati dell’indagine saranno diffusi dopo il 1° settembre 2014.
Si ricorda che qualsiasi tipo di ricerca o di sondaggio proveniente da Unioncamere Friuli Venezia Giulia è sempre verificabile presso i numeri telefonici diretti 0432 273219/200 (Centro Studi Unioncamere FVG) e 0432 273210/543 (Ufficio Relazioni con il Pubblico Camera di Commercio di udine).
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Export, dinamiche positive da tutte le province nel primo trimestre
20 giugno 2014
Pronti anche i dati provinciali delle esportazioni, elaborati dal Centro Studi Unioncamere Fvg: Udine +9,7%, Pordenone +6,7%, Trieste +3,2%, Gorizia + 2,6%

Sono positive, secondo le rilevazioni del Centro Studi Unioncamere Fvg, tutte le dinamiche provinciali dell’export nel primo trimestre 2014: se in Regione il valore delle esportazioni, recentemente divulgato, è stato di 2.630 milioni di euro, con un +7,3% rispetto allo stesso periodo del 2013, ora a conferma sono arrivati i dati dei territori. A trainare il risultato è stata Udine con un + 9,7%, seguita da Pordenone con un 6,7%, e sempre positivi sono stati pure i dati di Trieste (+3,2%) e Gorizia (2,6%).
«Anche questo ci dà conto di un dinamismo incoraggiante – commenta il presidente Unioncamere Fvg Giovanni Da Pozzo –, in coerenza peraltro con i primi elementi che ci arrivano dall’indagine congiunturale, ora in chiusura, e che indicano un trend positivo dichiarato dalle imprese dell’industria regionale».
Altro aspetto da considerare: l’andamento congiunturale (cioè rispetto al trimestre precedente) delle esportazioni del Fvg, da tre trimestri è positivo e fa ritrovare alla regione l’atteso allineamento con le altre economie del Nord Est. Anzi, l’export del Fvg cresce per la prima volta in misura più forte rispetto al Veneto e al Trentino Alto Adige. «Il risultato va certamente confermato nei prossimi trimestri, ma di positivo resta che cambia il segno della variazione e dopo otto trimestri negativi per il Fvg», aggiunge Da Pozzo.
Per quanto riguarda la destinazione, cresce il valore d’export verso i Paesi dell’Unione Europea (+4,7%), riprende quota verso i Paesi dell’America Centro Meridionale (+15,2%) e cresce quello verso l’Africa (il valore esportato triplica, da 58 a 178 milioni di euro, specie verso Algeria, Mauritania, Nigeria). Cala invece l’export verso l’Asia (-11%, specie verso Cina -5%, India -14% e Corea del Sud).
Andamenti molto differenziati per tipologia di prodotto: a una crescita del valore esportato per le classi “Macchinari ed apparecchi industriali” (+20%), “Metalli di base e prodotti in metallo” (+8,6%), “Articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalli” (+12,5%), “Mobili” (+2,8%), fa riscontro un calo piuttosto sensibile per “Apparecchi elettrici” (-7%) e per “Sostanze e prodotti chimici” (-7%).
I prodotti più esportati da Udine, in questo 1° trimestre 2014, sono siderurgia (un terzo del valore esportato) e impianti industriali. L’economia di Pordenone esporta al primo posto macchinari industriali e mobili-arredo (quasi +9% il valore esportato).
Per l’economia goriziana il “peso” della cantieristica è determinante, anche se in questo 1° trimestre sono cresciute le esportazione di “macchinari e apparecchi industriali”, che primeggiano pure a Trieste, assieme ai “prodotti alimentari e bevande”
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Seminario - Crescere e sviluppare la propria azienda, anche sul mercato estero, facendo RETE con altre imprese. Il contratto di rete
09 giugno 2014
Organizzato dalla Camera di Commercio di Gorizia, tramite Confcommercio Gorizia, il seminario si svolgerà

Lunedì 16 giugno 2014, ore 14.30 - 17.00
Gorizia – Via Locchi 14/1
Sala riunioni Confcommercio Gorizia.

Destinatari

Pmi regionali che vogliono acquisire i primi strumenti per valutare il contratto di rete come opportunità di crescita e sviluppo del proprio business, anche sui mercati esteri.

Programma
- Introduzione alle reti d’impresa e al contratto di rete
- Il contratto di rete: struttura e aspetti legali
- Programma comune e piano strategico della rete
- Analisi di mercato e accordi preliminari al contratto di rete
- Il ruolo della capofila e delle altre imprese
- Il ruolo del manager della rete
- Finanziamento bancario e pubblico delle aggregazioni a rete
- Contabilità e aspetti fiscali
- Analisi di alcuni business case:
- Domande e dibattito

La partecipazione è gratuita. Adesioni entro il 10 giugno 2014.
Al termine dell’incontro sarà possibile incontrare individualmente i relatori, previa richiesta (check up).

Segreteria Organizzativa
Confcommercio Gorizia
Tel. 0481 582811
e-mail: direzione@confcommerciogorizia.it
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12a Giornata dell'economia
23 maggio 2014
I Presidenti delle Camere di Commercio di Gorizia Gianluca Madriz, di Pordenone Giovanni Pavan, di Trieste Antonio Paoletti e di Udine Giovanni Da Pozzo promuovono la 12a Giornata dell’Economia, che consentirà di fotografare e presentare da un osservatorio unico lo stato di salute e le dinamiche economiche in atto sul territorio regionale.

L’incontro dal titolo "Il web: una strada innovativa per lo sviluppo delle nostre imprese" è previsto per venerdì 6 giugno, alle ore 11.00, presso la Sala Valduga della Camera di Commercio di Udine.

PROGRAMMA

INTRODUZIONE
Giovanni Da Pozzo
Presidente Unioncamere Fvg

APPROFONDIMENTO
Daniele Pitteri
Saggista e giornalista esperto di comunicazione
Le imprese e i mercati nell’era digitale

CONVERSAZIONE

Imprenditori on web a confronto

CONCLUSIONI
Debora Serracchiani
Presidente Regione Autonoma Fvg

Modera
Omar Monestier
Direttore Messaggero Veneto

Segreteria Organizzativa
Tel. 0432 273227 273223 273224
e-mail: unioncamerefvg@ud.camcom.it
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Contributo regionale per l'acquisto di autoveicoli ecologici: presentazione domande dal 3 giugno 2014
22 maggio 2014
La Regione Autonoma F.V.G. eroga un contributo a chi acquista un autoveicolo nuovo euro 5 o euro 6 a basse emissioni di CO2 con contestuale rottamazione di un autoveicolo classificato euro 0 o euro 1 o euro 2. (Regolamento approvato con DPReg. n. 073/Pres. del 22/04/2014 pubblicato sul BUR n. 19 del 07/05/2014 "Regolamento Bonus Auto" in attuazione dell’articolo 84 della legge regionale 5 dicembre 2013, n. 21)
Le domande potranno essere presentate a partire dal giorno 3 giugno 2014 al giorno 20 gennaio 2015 alla Camera di Commercio sul cui territorio vi è la residenza alla data di presentazione della domanda.
Gli incentivi saranno concessi secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande e fino ad esaurimento delle risorse finanziarie disponibili.

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Avvio dell'indagine congiunturale - 1° trimestre 2014 e previsioni 2° trimestre 2014
22 aprile 2014
Inizia il 22 aprile 2014 la settima indagine congiunturale promossa da Unioncamere Friuli Venezia Giulia, che ha lo scopo di analizzare l’andamento dell’economia regionale e indagare sulle sue prospettive.
I dati raccolti ed elaborati forniscono in tempo reale alle quattro Camere di Commercio ma anche alle altre istituzioni della regione, significativi elementi per supportare i processi di crescita e di sviluppo del sistema economico locale.
L'indagine coinvolge i settori dell’industria con particolare riferimento ai comparti del legno e arredo e della meccanica, dell’edilizia, del commercio al dettaglio, degli alberghi e ristoranti ed il comparto vitivinicolo.
Dal 22 aprile al 12 maggio saranno intervistate circa 1.500 imprese regionali. Unioncamere Friuli Venezia Giulia ha affidato l’indagine alla Questlab (» http://www.questlab.it - link esterno), società specializzata nella realizzazione di indagini campionarie. I risultati dell’indagine saranno diffusi dopo il 30 maggio 2014.
Si ricorda che qualsiasi tipo di ricerca o di sondaggio proveniente da Unioncamere Friuli Venezia Giulia è sempre verificabile presso il numero telefonico diretto 0432 273210 273200 (Centro Studi Unioncamere FVG) e 0432 273210 273543 (Ufficio Relazioni con il Pubblico)
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E’ on-line il Catalogo per i Partecipanti Expo 2015. Presenta i tuoi prodotti/servizi per diventare fornitore!
10 aprile 2014
Presenta la tua azienda o la tua attività professionale e proponi i tuoi prodotti/servizi ai Paesi partecipanti a Expo Milano 2015 per supportarli nel progettare, costruire, allestire i loro padiglioni.
Il Catalogo per i Partecipanti a Expo 2015 è una piattaforma online in cui imprese e professionisti possono presentare i propri prodotti/servizi ai Paesi partecipanti, i quali a loro volta possono selezionare i potenziali fornitori iscritti e contattarli direttamente.
Accedi al sito: http://fornitori.expo2015.org/
- registrati inserendo la CNS o altra firma digitale (smart card) del legale rappresentante
- accetta il regolamento d’iscrizione
- completa il profilo aziendale inserendo la categoria merceologica di appartenenza, caratteristiche, certificazioni, referenze. Approfondisci la presentazione dei servizi erogati o prodotti forniti
- Potrai essere contattato dai Paesi Partecipanti ricevendo richieste tramite il sistema di messaggistica
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Da Pozzo (Unioncamere Fvg) sul ruolo del sistema camerale regionale
28 marzo 2014
«Almeno dal febbraio 2012, da che ho assunto il ruolo di presidente Unioncamere Fvg, e ancor prima, dal 2010, dal collega Paoletti che mi ha preceduto, abbiamo più volte sollecitato la passata amministrazione regionale a firmare insieme un protocollo d’intesa per rafforzare il ruolo di Unioncamere Fvg come interlocutore unico della Regione su una serie di attività. Protocollo mai firmato nella passata legislatura, nonostante le nostre ripetute richieste, e siglato dalla presidente Serracchiani l’ottobre scorso. Con l’impegno a formulare un concreto, vero e proprio accordo di programma per rendere operativa la razionalizzazione».
Il presidente Giovanni Da Pozzo, unitamente ai presidenti Gianluca Madriz, Antonio Paoletti e Giovanni Pavan, ci tiene a fare chiarezza sul ruolo e gli obiettivi del sistema camerale, precisando «che non ci sottraiamo affatto a un confronto, ci rendiamo anzi conto dei tempi e delle esigenze di cittadini e imprese, che vengono da noi, ai nostri sportelli, per accedere a servizi sempre più numerosi, per presentare progetti e proposte, e anche critiche, certo, quando servono, poiché nessuno è infallibile e c’è sempre spazio per miglioramenti e riparare a eventuali errori».
Da Pozzo ricorda però «che il terreno del dibattito è nazionale: le Camere di Commercio sono disciplinate da legge dello Stato. Si sono già riformate una prima volta, proprio in un’ottica di rafforzamento delle Unioni regionali e razionalizzazione. Un percorso di riforma che, anche se si è interrotto a causa dei diversi cambi di Governo, è continuato e continua ora, in questi mesi e in questi giorni: anche noi dal Fvg siamo impegnati nel gruppo di lavoro nazionale per portare avanti una nuova autoriforma. Siamo i primi a metterci in discussione e a rinnovarci, come abbiamo dimostrato in più occasioni, chiamati ad assumerci compiti sempre più articolati poiché siamo il raccordo fra imprese e Stato, ruolo che ci consente di agire spesso in anticipo sui tempi. E insieme auspichiamo una riforma anche delle rappresentanze espresse dalle categorie e dei sindacati dei lavoratori, ancora troppo divisi su base territoriale e settoriale. Quindi, evitando demagogie molto care ad alcuni politici, mettiamoci tutti insieme a riformare la politica e i partiti, le rappresentanze dell’impresa e del lavoro».
Sui costi, Da Pozzo evidenzia che «i nostri bilanci sono per la quasi totalità di derivazione delle imprese, e a loro e alle categorie in cui sono rappresentate rispondiamo dunque del nostro operato. Imprese che, tra diritto annuale e diritti di segreteria, compongono circa l’80% dei nostri proventi correnti, da noi restituiti in forma di servizi.
I rimborsi spese che la Regione ci riconosce per le funzioni che ci ha delegato a svolgere incidono dunque minimamente sui nostri proventi correnti e peraltro coprono solo in parte il costo da noi sostenuto per esercitare quelle funzioni. E immagino non ci siano state delegate perché siamo poco efficienti. Anche perché, parlando per esempio di Udine – ma mi sento di estendere la valutazione a tutto il sistema camerale –, evadiamo pratiche entro 5 giorni nell’86,7 % dei casi, arrivando ad evaderle per quasi il 90% per via telematica. Se vogliamo rispondere con demagogia alla demagogia, possiamo misurare quali i risparmi della politica, che nell’ultima legislatura ha visto una gemmazione di vari gruppi, con relativa ripetizione di costi di segreterie e collaboratori? Non crediamo però sia intelligente o produttivo scaricarsi colpe a vicenda, quando la situazione del nostro tessuto economico e sociale sono ancora così difficili. Lasciateci aiutare le imprese!».
Da Pozzo cita l’appello del presidente Unioncamere nazionale Ferruccio Dardanello, intervenuto recentemente «sul ruolo del sistema camerale che, in questi tempi in cui la sfiducia degenera a volte nel disfattismo, viene spesso mal interpretato o percepito in modo parziale. Faccio mio questo appello, perché so che siamo in grado di aiutare le imprese, soprattutto se il sistema Paese s’impegna davvero a prendere in mano il suo futuro. Se si vuole valutare l’efficienza delle Cciaa, partiamo dunque da qualche fatto. Dal 2010 sensibilizziamo istituzioni e tessuto economico sull’importanza delle reti d’impresa, di cui oggi tutti parlano, e siamo stati all’avanguardia nel proporre formazione, incontri concreti tra imprese che desiderano fare rete per essere più competitive, bandi di contributi con fondi propri per stimolare tangibilmente le imprese a fare rete». Nell’internazionalizzazione, poi, «il sistema camerale è un punto di riferimento riconosciuto dalle imprese stesse - oltre 2 mila l’anno quelle che partecipano alle nostre attività a livello regionale –, siamo in connessione diretta con tutte le strutture italiane e internazionali che se ne occupano, accompagniamo le aziende in missione individuando assieme i mercati più promettenti perché non possono essere lasciate in questo percorso, forniamo loro supporto e consulenza, e voucher per abbattere le spese a loro carico, perché sappiamo, specie con questa crisi, che affacciarsi alla competizione globale è un investimento che può pesare.
Ancora: per le imprese giovani, fin dal abbiamo messo a disposizione bandi innovativi, per sostenerle nell’avvio e nella gestione, e raggruppando tutte le Cciaa arriviamo in questi ultimi anni attorno ai 7 milioni di fondi propri concessi. A tutto ciò, si aggiunga che abbiamo aumentato la semplificazione per chi vuole aprire un’impresa con la Comunicazione Unica, dato servizi di assistenza ad aspiranti e neoimprenditori, di orientamento e formazione continui, servizi che hanno registrato negli ultimi 2 anni circa 5 mila utenti in tutte e quattro le Cciaa». Gli esempi sono davvero molti, dai bandi e iniziative a sostegno alle imprese innovative ai bandi e iniziative per agevolare l’accesso al credito, anche tramite i Confidi, ancor più importante in un momento di stretta creditizia.
«Spesso, i detrattori circoscrivono l’attività delle Cciaa al solo Registro imprese, peraltro trascurando il servizio prezioso e indispensabile che svolge. Anche in favore di autorità giudiziaria e forze dell’ordine che vi accedono milioni di volte l’anno per rafforzare la sicurezza e la garanzia del mercato. Ma non siamo “solo” Registro imprese – precisa Da Pozzo –: svolgiamo funzioni articolate, di promozione dell’economia, cultura imprenditoriale e supporto ai progetti delle imprese, di regolazione del mercato e sostegno alla competitività con orientamento e consulenza sulla proprietà industriale, di innovazione e prospettiva futura, di sviluppo della giustizia alternativa con la mediazione in tempi certi e costi contenuti. Basti pensare che il dato italiano diffuso da Unioncamere è di 42 mila conciliazioni, sia di imprese sia consumatori, risolte con un decimo dei costi normalmente necessari e riducendo i tempi della giustizia civile a 46 giorni di durata media rispetto agli anni necessari nei tribunali e facendo risparmiare 130 milioni di euro alla collettività. Siamo consapevoli che il mondo sta cambiando e vogliamo continuare ad agire sempre meglio. Siamo pronti al confronto al confronto e alla crescita, purché in una discussione seria».
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Azerbaijan e Kazakhstan, missione molto positiva con le istituzioni al fianco delle imprese
18 marzo 2014
Contatti e prospettive importanti a livello istituzionale e risultati concreti anche per le imprese di Udine e Pordenone, alcune delle quali impegnate ora ad Almaty. Ottanta incontri B2b a Baku e una settantina ora in Kazakhstan. Il sistema camerale, Confindustria, l’Università e le imprese.

«Siamo molto soddisfatti degli esiti della missione economica in Azerbaijan, che ha permesso alle aziende presenti di avere alle spalle il sistema regionale unito. Troppo spesso le Pmi italiane si sentono lasciate sole nel difficile percorso di internazionalizzazione e perciò accompagnarle è un dovere da parte delle istituzioni, soprattutto provenendo da un territorio piccolo come il nostro e per supportare in particolare quelle imprese che affrontano per la prima volta un mercato lontano, nuovo e diverso».
Il bilancio del viaggio d’affari a Baku - per le istituzioni concentrato nella giornata di venerdì ma per le imprese distribuito su più giornate e per alcune di esse in fase di prosecuzione ora in Kazakhstan - è molto positivo da parte del presidente Unioncamere Fvg e Cciaa di Udine Giovanni Da Pozzo.
«Abbiamo presentato il nostro territorio ai più alti rappresentanti della Repubblica azera, con l’accompagnamento dell’ambasciatore italiano Cutillo e dell’ambasciatore azero in Italia Sadiqov. E siamo riusciti peraltro, grazie alla collaborazione con il collega Pavan, a coordinare e convogliare le iniziative delle Camere di Udine e Pordenone, affiancando un raggruppamento di imprese di entrambe le province».
A guidare la missione, una delegazione che ha potuto rappresentare in forma di sistema il territorio del Fvg, a partire proprio dalla Regione con la presidente Debora Serracchiani, quindi il sistema camerale con il presidente Da Pozzo e il presidente pordenonese Giovanni Pavan, nonché il presidente di Confindustria Udine Matteo Tonon, il rettore dell’Ateneo udinese Alberto Felice De Toni e al presidente di Finest Mauro Del Savio.
La missione si svolge nell’ambito del progetto “Fvg Vs global competition”, promosso dal sistema camerale riunito nell’Unioncamere Fvg e cofinanziato dalla Regione, e dell’iniziativa congiunta fra Camera di Commercio di Pordenone e Unindustria Pordenone di promozione degli scambi commerciali con l’Azerbaijan.
Per il presidente di Confindustria Udine Matteo Tonon, l’Azerbaijan è sicuramente una strada su cui investire, in virtù delle possibilità commerciali che offre.
E’ un mercato con indici in piena crescita e dalle importanti opportunità. Positivo è pertanto il mio bilancio sulla missione a Baku perché positiva è stata l’accoglienza istituzionale che abbiamo ricevuto e positiva, anche e soprattutto, si è rivelata la scelta, a supporto e in accompagnamento alle nostre imprese che desideravano sondare questo mercato, di presentarci con un gruppo coordinato e compatto che ricomprendeva rappresentanti istituzionali regionali, associazioni economiche di categoria e università».
E proprio sul fronte specifico della formazione universitaria le prospettive si sono rivelate molto buone, grazie alla presenza del magnifico rettore dell’Ateneo udinese Alberto Felice De Toni, che ha incontrato a Baku sia il rettore dell’Università tecnica sia il prorettore dell’Ada University.
«Con entrambi abbiamo posto le basi - spiega De Toni - per un accordo sulla mobilità per studenti e docenti. E studieremo la possibilità di realizzare dei double degree (ossia un doppio titolo di laurea, italiano e straniero, Ndr): con l’Università tecnica nei settori dell’ingegneria elettronica, meccanica, gestionale e dell’ambiente, con l’Ada nelle materie umanistiche, da arte a lettere, nonché in scienze politiche, relazioni pubbliche, economia e business. In Azerbaijan - prosegue il rettore - hanno un poderoso piano nazionale per favorire gli scambi internazionali riguardanti l’alta formazione, stanno investendo moltissimo nell’education e sono stati perciò molto interessati alla nostra visita. Mi sono infatti preso l’impegno di tornare a breve per chiudere gli accordi, oltre che per approfondire opportunità anche con altre Università azere».

LE AZIENDE.
Sono stati circa un’ottantina in tutto gli incontri B2b delle aziende a Baku, a cui si stanno aggiungendo i circa 70 incontri di business programmati per le imprese ad Almaty. Alcune delle nove imprese regionali presenti a Baku stanno infatti proseguendo il viaggio d’affari in Kazakhstan, dove altre aziende friulane hanno concentrato la loro missione.
Eccole tutte: Besser Vacuum, Del Fabro, Cumini, Marchiol, Midj, Bew Tec, Ideabita, Pilosio, Rdz, Carlieuklima, Il Marmo, Falegnameria Pellegrini, NoxorSokem Group da Pordenone.
«L’organizzazione della missione - hanno spiegato i rappresentanti di Pilosio Group di Tavagnacco - ci ha permesso di realizzare una quindicina di incontri, personalizzandoli in base alle nostre esigenze e attese, tra i territori di Astana e Almaty. Siccome siamo già presenti in Azerbaijan, abbiamo voluto concentrarci questa volta sul Kazakhstan, dove abbiamo avuto ottimi contatti sia per individuare rivenditori sia clienti finali, dunque sia nel settore costruzioni sia nell’oil & gas».
E davvero soddisfatto del viaggio d’affari anche il rappresentante del pordenonese NoxorSokem Group, gruppo nato 35 anni fa e formato da quattro aziende leader nel settore della chimica industriale, nella produzione di adesivi e sigillanti, nel contract sempre per il settore industriale e nella produzione di elettropompe per l’industria, l’agricoltura e civili, «100% made in Italy», sottolinea il direttore commerciale estero Patrick Marcucci, che da 18 anni si occupa dell’apertura di nuovi mercati per il Gruppo.
«La missione è stata organizzata ottimamente e ne ho avuto conferma anche confrontandomi con gli altri imprenditori presenti a Baku», dove si è concentrato il viaggio d’affari per NoxorSokem.
«Questa missione ha dato risultati per noi eccezionali, se si pensa che su 10 incontri con importatori abbiamo chiuso ben 7 contratti, e che 3 di essi verranno ora in visita al nostro stand in Fiera a Milano, per vedere i nostri prodotti».
Inoltre, «il quadro istituzionale è stato importantissimo, con una scaletta serrata di incontri con le massime autorità azere. Ho sempre invidiato aziende di altri Paesi che già 15-20 anni fa andavano all’estero accompagnate dalle loro istituzioni, e ritengo importantissimo che oggi succeda anche a noi. Questo è ciò che a mio avviso le istituzioni devono fare, ora. Non stare chiuse nei loro uffici ma vivere con le aziende l’esperienza di internazionalizzazione, poiché le imprese sono supportate se la loro immagine viene legata anche alla cultura e al sistema istituzionale ed economico del loro territorio. Specialmente nei Paesi emergenti, se non c’è supporto dalle istituzioni spesso si rischia non avere credibilità, di sprecare tempo e non riuscire a realizzare nulla, nemmeno le cose semplici, a livello pratico. A maggior ragione mi sento di valutare questa missione come molto positiva in quello che si è rivelato un mercato inimmaginabile, con una potenzialità di spesa enorme, grazie alle materie prime e ai corposi investimenti in costruzioni e infrastrutture».
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Dichiarazione MUD 2014
14 marzo 2014
Calendario e programma degli incontri formativi Regione FVG

Il D. Lgs. n. 152/2006, art. 189, dispone l’obbligo di comunicare le quantità e le caratteristiche qualitative dei rifiuti per i soggetti indicati al medesimo articolo, secondo le modalità previste dalla legge 25 gennaio 1994, n. 70, tramite il modello unico di dichiarazione MUD.
Sul supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 27 dicembre 2013 è stato pubblicato il DPCM “Approvazione del modello unico di dichiarazione ambientale per l’anno 2014”.

Le Camere di Commercio di Trieste, Udine, Pordenone e Gorizia, in collaborazione con Ecocerved Scarl, nell’ambito dell’attività di supporto alle imprese, promuovono cinque eventi formativi per orientare gli operatori sulle modalità di utilizzo della procedura MUD, evitando ritardi, inesattezze ed incompletezze nella compilazione.

Gli incontri formativi, la cui partecipazione è gratuita, sono rivolti alle aziende, agli enti, alle associazioni di categoria, agli studi professionali, ed avranno luogo:

la mattinata del 21 marzo 2014
presso la sala “Maggiore” della Camera di Commercio di TRIESTE, Piazza della Borsa 14 – Trieste

la mattinata del 2 aprile 2014
presso la sala “Valduga” della Camera di Commercio di UDINE, Piazza Venerio 9 – Udine

il pomeriggio del 2 aprile 2014
presso la sala “Valduga” della Camera di Commercio di UDINE, Piazza Venerio 9 – Udine

la mattinata del 3 aprile 2014
presso la sala “Convegni” della Camera di Commercio di PORDENONE, Corso Vittorio Emanuele II° 47 – Pordenone

la mattinata del 4 aprile 2014
presso la sala polifunzionale “Grado” della Camera di Commercio di GORIZIA, Via De Gasperi 9 – Gorizia

con la seguente articolazione mattutina:
ore 9:15 Registrazione partecipanti
ore 9:30 Presentazione del Seminario
ore 9:40 Daniele Bucci – Esperto di Ecocerved Scarl
- Aspetti normativi della Dichiarazione MUD 2014
- Soggetti obbligati
- Modalità di compilazione e invio
ore 12.00 Dibattito e chiusura lavori.

con la seguente articolazione pomeridiana:
ore 14:15 Registrazione partecipanti
ore 14:30 Presentazione del Seminario
ore 14:40 Daniele Bucci – Esperto di Ecocerved Scarl
- Aspetti normativi della Dichiarazione MUD 2014
- Soggetti obbligati
- Modalità di compilazione e invio
ore 17.00 Dibattito e chiusura lavori.

La partecipazione è subordinata all’invio della comunicazione di adesione che dovrà indicare la sede prescelta (per l’incontro di Udine anche se mattina o pomeriggio), il numero e le generalità dei partecipanti (cognome e nome), tramite mail, agli indirizzi:
itala.ginanneschi@ts.camcom.it
rossella.montanelli@ts.camcom.it
ufficio.ambiente@ts.camcom.it
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Nuova sezione speciale del Fondo di Garanzia, iniziativa nazionale a supporto diretto dei finanziamenti delle imprese "rosa"
07 marzo 2014
La ricognizione 2013 delle imprese femminili in Fvg del Centro Studi Unioncamere regionale

Garanzia diretta, cogaranzia e controgaranzia a sostegno dei finanziamenti richiesti dalle imprese femminili, per accrescerne le possibilità di avvio, crescita o consolidamento. A permetterle è la Sezione speciale “Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per le Pari Opportunità” del Fondo di Garanzia per le Pmi, da poco istituita e dedicata espressamente alle imprese con titolare donna o con prevalente componente femminile della governance.
Tramite Uniocamere nazionale, sono 18 le Camere di Commercio, e tra esse quella di Udine, attive nel promuovere l’iniziativa, anche grazie alla collaborazione con il Comitato imprenditoria femminile insediato nell’ente.
Le risorse della Sezione Speciale, nel complesso, ammontano a 20 milioni di euro (10 messi a disposizione dal Mise, 10 dal Dipartimento per le Po) e il 50% della dotazione della Sezione è riservata alle nuove imprese.
L’iniziativa prevede peraltro modalità semplificate di accesso al Fondo: la prenotazione della garanzia o controgaranzia direttamente da parte dell'impresa beneficiaria, ma anche la priorità di istruttoria e di delibera, l’esenzione dal versamento della commissione una tantum al Fondo e la copertura della garanzia fino all’80% sulla maggior parte delle operazioni.
«Dopo le sezioni speciali a sostegno dell’internazionalizzazione, che ci hanno visto tra i primi e convinti aderenti – spiega il presidente camerale Giovanni Da Pozzo –, promuoviamo anche questa nuova iniziativa nazionale, che si concentra invece sul supporto specifico all’imprenditorialità femminile. La Sezione assicura una modalità ulteriore e più agevole, con la forza dello Stato alle spalle, affinché le imprenditrici e le neoimprenditrici possano ottenere finanziamenti utili ad avviare l’impresa o a concretizzare nuove attività e nuove sfide».
Proprio l’occasione della Festa della donna diventa momento particolare per promuovere l’iniziativa, per cui sul territorio friulano è possibile ottenere indicazioni e informazioni al Punto Nuova Impresa della Cciaa, al numero 0432.273539 o via mail a nuovaimpresa@ud.camcom.it.
In ogni caso, sul sito http://www.fondidigaranzia.it/femminili.html sono evidenziate tutte le caratteristiche delle Sezione speciale e le modalità per prenotare la garanzia.

Ma quante sono le imprese femminili in Friuli Venezia Giulia?
Secondo le più recenti rilevazioni del Centro studi dell’Unioncamere Fvg, aggiornate al 31 dicembre 2013, la regione si attesta leggermente sopra la media italiana con un valore pari al 24,7%: 23.451 unità su 94.900 imprese attive in totale.
Le aziende attive «in rosa» sono però diminuite dell’1,8% (una perdita di 430 unità) nel 2013, in percentuale leggermente maggiore rispetto al Nordest (-0,93%; -2.187 unità) e all’Italia (-0,91%, 11.510 unità). Sempre stando a fine 2013, i comprarti “preferiti” dalle imprese femminili sono si sono rivelati il commercio (25,3%); il primario ( 21,6%) e i servizi alle imprese (16,9%). Per quanto riguarda il “peso” sul totale, il 50% delle imprese impegnate nei servizi alle famiglie è formato da imprese femminili che rappresentano anche il 37% del totale di imprese nei servizi di ospitalità e ristorazione (37% sul totale).
Quanto alla natura giuridica, le imprese “rosa” sono soprattutto imprese individuali: il 70% di quelle attive.
Il 18,6% sono società di persone e il 9,9% società di capitale. Volendo stilare una sorta di classifica delle città regionali con più imprese “rosa”, in testa troviamo Trieste con 3.136 imprese femminili (24,9%), quindi Udine con 2.101 (24,5%), Pordenone con 1.803 (24,4%) e Gorizia con 582 (23,1%). Nella “top 10” seguono Monfalcone, Lignano Sabbiadoro, Sacile, Azzano Decimo, Codroipo e Tavagnacco. Infine, il mercato del lavoro, visto in prospettiva di genere. Anche a fine 2013 l’occupazione femminile è inferiore a quella maschile: il tasso di occupazione si attesta sul 55,2% contro il 70,7% di quello maschile.
Ma dal 2005 il tasso d’occupazione femminile, pur con alti e bassi, in definitiva è lievemente cresciuto (poco più di un punto, dal 54%), mentre quello maschile è diminuito: era al 72% nel 2005. Parimenti si muove il tasso di disoccupazione, con quello femminile più elevato di quello maschile: nel 2013 il 9,1%, contro il 6,6% di quella maschile. Entrambe le percentuali sono peraltro praticamente raddoppiate dal 2005, quando la disoccupazione maschile era del 3,2% e quella femminile del 5,3%.
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40 AUDIT: Più competitività per le imprese regionali con le consulenze sulla proprietà intellettuale
07 marzo 2014
Una nuova iniziativa di Unioncamere FVG supporterà l’innovazione al servizio della competitività delle imprese, grazie a 40 audit in materia di proprietà industriale (Pi)

Nell’ambito del Progetto Unioncamere nazionale (cofinanziato all’80% dal Ministero dello Sviluppo Economico) che riguarda alcune iniziative in ambito di innovazione e PI, l’Unioncamere FVG ha dato avvio all’ultima fase del percorso.
Unioncamere FVG infatti ha emanato un bando per l’affidamento del servizio di realizzazione di audit aziendali nell’ambito del progetto sperimentale “Brevetti Unioncamere FVG”.
Il Polo Tecnologico forte della sua esperienza ha vinto il bando e grazie alla sua specializzazione realizzerà le consulenze specialistiche a elevato potenziale innovativo.
Il progetto prevede la realizzazione di 40 audit a favore di altrettante imprese PMI, consulenza specialistica che ruoterà attorno alla portata competitiva della valorizzazione della proprietà industriale dell’impresa.

Per raccogliere le adesioni da parte delle aziende interessate sono stati programmati 3 incontri preparatori:

Pordenone
c/o POLO TECNOLOGICO DI PORDENONE
via Roveredo, 20/b
Lunedì 10 Marzo 2014 - ore 16.30

Udine
c/o FRIULI INNOVAZIONE
Parco Scientifico e Tecnologico Luigi Danieli
via Jacopo Linussio, 51
Lunedì 17 marzo 2014 - ore 18.00

Trieste
c/o AREA SCIENCE PARK
Padriciano, 99
Lunedì 24 marzo 2014 - ore 16.30

PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI
Polo Tecnologico di Pordenone
Tel 0434 507511 / reception@polo.pn.it
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Più competitività per le imprese regionali con gli audit sulla proprietà industriale
04 marzo 2014
Le consulenze specialistiche valuteranno anche gli asset intangibili, valutazione utile per accrescere il rating delle imprese nei rapporti con le banche per l’ottenimento di finanziamenti. A costo zero per 40 imprese grazie al progetto Unioncamere Fvg, saranno realizzati dal Polo Tecnologico di Pordenone. Presentati anche i dati 2013 sulla proprietà intellettuale in Fvg

Una nuova iniziativa di Unioncamere Fvg supporterà l'innovazione al servizio della competitività delle imprese, grazie a 40 audit in materia di proprietà industriale (Pi), a costo zero per le aziende coinvolte.
Nell'ambito del Progetto Unioncamere nazionale (cofinanziato all’80% dal Ministero dello Sviluppo Economico) che riguarda alcune iniziative in ambito di innovazione e Pi, l’Unioncamere Fvg ha dato avvio all'ultima fase del percorso, che è stata presentata in conferenza stampa, nella sede della Cciaa di Udine.
A illustrare il progetto e l’opportunità per le aziende di tutto il territorio regionali sono stati il presidente Unioncamere Fvg Giovanni Da Pozzo, assieme al presidente pordenonese Giovanni Pavan e al direttore del Polo Tecnologico Franco Scolari, ente che organizzerà e realizzerà la consulenza specialistica, orientata anche alla valutazione dei cosiddetti asset intangibili (brevetti, marchi e know how) utile per accrescere il rating delle imprese nei rapporti con gli istituti bancari per l’ottenimento di finanziamenti.
Il progetto prevede la realizzazione, come detto, di 40 audit a favore di altrettante imprese, consulenza specialistica che ruoterà attorno alla portata competitiva della valorizzazione della proprietà industriale dell’impresa. Il Polo Tecnologico, grazie alla sua specializzazione, metterà materialmente in atto le consulenze, a elevato potenziale innovativo. Per raccogliere le adesioni da parte delle aziende interessate, che saranno poi valutate dal Polo con un metodo a sua volta originale, saranno realizzati tre eventi sul territorio: nella sede del Polo Tecnologico per Pordenone (il primo incontro già il 10 marzo), a Friuli Innovazione per Udine e ad Area Science Park per Trieste.
Saranno queste le occasioni per coinvolgere effettivamente le imprese, in cui esse potranno comunicare la propria volontà di partecipare al progetto: potranno essere interessate in particolare quelle che Scolari ha definito “small giantas”, quelle imprese che magari non hanno molti dipendenti o sono di piccole dimensioni, ma hanno un elevato potenziale innovativo, hanno vocazione globale e sono in grado di valutare le loro quote sui mercati, quelle Pmi che vogliono riuscire a creare valore proteggendo la loro proprietà intellettuale.
«Il sistema camerale ha tra le proprie priorità la promozione della cultura brevettuale e più in generale della tutela della proprietà industriale – ha commentato il presidente Unioncamere Fvg Giovanni Da Pozzo –, cardini che consentono alle Pmi di crescere e avere importanti “armi” in più, soprattutto nella competizione sui mercati internazionali. I nostri uffici sono attivi da tempo nel settore e propongono soluzioni sempre aggiornate per assistere e orientare gli imprenditori in questo campo. Questo progetto rappresenta un ulteriore tassello con risvolti molto validi e concreti per una crescita innovativa delle imprese e per accrescere le loro opportunità di finanziamento, tanto più importanti in questo momento di stretta creditizia. Ci rivolgiamo poi in particolare alle start up innovative, molte delle quali sono gestite da giovani».
«Il progetto – commenta Giovanni Pavan, presidente di Cciaa di Pordenone – incontra numerose esigenze che il mondo dell’impresa a più alto contenuto di innovazione ci chiede da diverso tempo. Mi riferisco sia alla già richiamata valorizzazione del patrimonio brevettuale delle aziende sia alla concreta capacità di poter offrire un servizio alternativo alla giustizia ordinaria per la risoluzione delle controversie in materia di proprietà industriale. Assume ancor più valore strategico il fatto che tutto ciò si sviluppi sotto l’egida di un unico coordinamento regionale».
«È globalmente riscontrata – gli fa eco il direttore del Polo Franco Scolari –, e anche confermata dallo studio svolto proprio dal Polo sulla cultura brevettuale in Fvg dal 2007 al 2012, la relazione fra il peso della ricerca, innovazione, proprietà intellettuale e la ricchezza del territorio: dove si fa ricerca e se ne proteggono i risultati si sviluppa un circuito virtuoso dell’economia avanzata. La strategia di protezione intellettuale – conclude Scolari – non sempre ha le immediate ricadute sui vantaggi competitivi e sui progetti aziendali, ma già oggi numerosi istituti di credito abbassano il costo del debito dopo aver valutato gli asset intangibili».
Scolari ha anche evidenziato che delle aziende che manifesteranno la volontà di partecipare al progetto sarà stilata una classifica dal Polo, che andrà anche a misurare, con un metodo analogo a quello scelto dal Mit, «le barriere competitive che l'azienda sa porre rispetto ai concorrenti valorizzando e tutelando la proprietà intellettuale», quelle che grazie alla difesa della Pi hanno saputo creare valore.
La conferenza stampa è anche occasione, da parte del presidente Da Pozzo, per una ricognizione della situazione dei titoli di proprietà industriale in regione, nel 2013. Si registra un aumento complessivo dei titoli depositati rispetto all’anno precedente, anche se diminuiscono le invenzioni (brevetti) dalle 281 del 2012 alle 246 del 2013 e crescono i marchi, dagli 838 ai 995. In particolare, le invenzioni sono in flessione in tutte le province tranne che a Pordenone, in controtendenza.
Modelli e disegni sono sostanzialmente stabili. Il Fvg si colloca al 10° posto tra le regioni italiane in termini di depositi complessivi. Nel 2013 in regione sono stati depositati 1.321 titoli di Proprietà intellettuale, con una crescita di quasi 200 unità da un confronto con i 1.149 del 2004.
CURIOSITA’. Tra i brevetti, ecco alcune invenzioni curiose o interessanti depositate nel 2013 in Fvg (se ne possono diffondere solo i titoli, perché il contenuto resta riservato per 18 mesi prima di diventare pubblico): un cavatappi specifico per vini spumantizzati, un veicolo a quattro ruote elettrico piegabile e trasportabile (da Gorizia), una particolare attrezzatura per l’affilatura di lamine di sci e di snowboard, un apparato per la simulazione di eventi sismici, ma anche tante invenzioni per pannelli e materiali d’arredo o per macchinari e metalli o ancora per protesi mediche…
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Più competività per le imprese regionali con le consulenze gratuite sulla proprietà industriale
03 marzo 2014
Presentazione del progetto Unioncamere Fvg, realizzato dal Polo Tecnologico di Pordenone. Conferenza stampa lunedì 3 marzo ore 12.00 Cciaa di Udine

Nuova iniziativa Unioncamere Fvg per promuovere l'innovazione al servizio della competitività delle imprese: una serie di audit gratuiti in materia di proprietà industriale, realizzati dal Polo Tecnologico di Pordenone, a costo zero per le imprese di tutta la regione.
Nell'ambito del Progetto Unioncamere nazionale (cofinanziato all’80% dal Ministero dello Sviluppo Economico) che riguarda alcune iniziative in ambito di innovazione e proprietà intellettuale, l’Unioncamere Fvg ha dato avvio all'ultima fase del percorso, che sarà presentato in conferenza stampa lunedì 3 marzo, alle 12, nella sede della Cciaa di Udine (Sala giunta, 5° piano).
A illustrare il progetto e l’opportunità per le imprese di tutto il territorio saranno il presidente Unioncamere Fvg Giovanni Da Pozzo, assieme ai presidenti delle altre Camere di Commercio del territorio. Con loro, in particolare, il presidente pordenonese Giovanni Pavan e il direttore del Polo Tecnologico Franco Scolari, ente che organizzerà e realizzerà la consulenza specialistica, orientata anche alla valutazione dei cosiddetti asset intangibili (brevetti, marchi e know how) utile anche al fine di accrescere il rating delle imprese nei rapporti con gli istituti bancari per l’ottenimento di finanziamenti.
L’incontro sarà occasione per presentare i dati sulla proprietà intellettuale in regione, relativi al 2013.
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Congiuntura Fvg, ancora niente crescita ma sostanziale stabilità
25 febbraio 2014
Da Pozzo (Unioncamere Fvg) «Riforme urgenti, protesta seria delle Pmi arrivate allo stremo. Impegno di tutti a gestire il cambiamento verso il futuro» L’ultima indagine evidenzia cifre stabili (dove non leggermente negative) rispetto all’anno precedente, ma il dato congiunturale è positivo. La necessità di una trasformazione verso un “nuovo manifatturiero” dell’economista Daniele Marini

Un altro trimestre – la chiusura del 2013 – con un nulla di fatto in termini di ripresa, ma con una sostanziale stabilità o una leggera negatività, in termini statistici, praticamente in tutti i settori, a esclusione del vitivinicolo e alcune specializzazioni del manifatturiero come il legno, che vanno meglio.
Cifre comunque prossime allo zero per vendite, fatturati e produzione, se non di segno meno, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, anche se il dato congiunturale, ossia rispetto al trimestre precedente, è positivo. Sono alcuni dei risultati dell’ultima indagine congiunturale, la sesta realizzata insieme dalle quattro Cciaa riunite in Unioncamere Fvg, che è stata presentata nella sede camerale di Trieste dal presidente dell'ente camerale udinese e dell'Unioncamere Fvg Giovanni Da Pozzo e dai colleghi delle altre tre Cciaa provinciali, da Nicola Ianuale di Questlab e dall'economista Daniele Marini, con le conclusioni del vicepresidente e assessore alle attività produttive della Regione Sergio Bolzonello.
L’analisi, effettuata sempre tramite la società Questlab su un campione di circa 1400 imprese di tutta la regione – del manifatturiero, delle costruzioni, del commercio al dettaglio, dell’ospitalità e del vitivinicolo –, è andata a registrare i dati a consuntivo del 4° trimestre 2013 e le attese degli stessi imprenditori per il trimestre in corso.
Se la precedente indagine aveva lasciato segnali maggiormente positivi, il trend positivo non ha avuto le attese conferme.
In particolare, sul manifatturiero aveva inciso positivamente una crescita della domanda estera nel 3° trimestre 2013, ma nel 4° questa è venuta a cadere. Le risposte degli imprenditori intervistati fanno registrare perciò un -0,9% della produzione (dato tendenziale) e un -2,6% dei fatturati, mentre più contenuto appare il calo di quello estero: -1,6%.
Quanto all’occupazione, l’indagine evidenzia per tutti i settori una sostanziale stabilità e cifre prossime allo zero; diminuiscono inoltre le imprese che ricorrono alla cassa integrazione. Come sempre, sono le aziende che innovano e internazionalizzano a dare le risposte più promettenti. Due fattori chiave - internazionalizzazione e soprattutto innovazione, a 360 gradi - evidenziati anche dall'analisi di Marini ampliata al Nordest.
La sua indagine ha fornito la visione di un campione di imprese nordestine circa la necessità di una trasformazione verso un "nuovo manifatturiero" o, meglio e più in generale, un nuovo sistema di produzione, come ha evidenziato Marini, che metta al centro proprio queste due linee strategiche, oltre alla formazione del capitale umano.
«Le Pmi del Friuli Venezia Giulia risentono di una crisi esplosa in ritardo che proprio ora sta facendo sentire con più forza i suoi contraccolpi – ha commentato il presidente Giovanni Da Pozzo, che ha aperto i lavori dopo l’introduzione del “padrone di casa” Antonio Paoletti –. Oggi, però, queste nostre Pmi davvero non ce la fanno più, sono arrivate al limite, come hanno dimostrato chiaramente anche scendendo in piazza e chiedendo con serietà ascolto al Governo, chiedendo quelle riforme, finora costantemente disattese, in grado di poter ridare fiducia. Fisco, burocrazia, costo e condizioni del lavoro e costi dell’energia, competitività e credito, taglio della spesa pubblica. Su queste partite da troppi anni il Paese è immobile – se non ha posto condizioni peggiorative. Il nuovo Governo si giocherà qui la vera partita del rilancio, una partita immensa ma cruciale, in cui, oltre alle grandi imprese, sono coinvolte quelle piccole e micro realtà che costituiscono il 95% del tessuto produttivo, l’ossatura e la speranza del nostro Paese. La crisi ha rivoltato la nostra economia e la nostra società nel profondo e le risposte devono essere altrettanto nuove e decisive, perché la voglia di reagire da parte delle imprese c’è ed è forte: per una visione e un cambiamento strategici, per il futuro, dev’esserci uno sforzo comune, di politica, istituzioni, territorio, verso un nuovo manifatturiero o nuovo sistema imprenditoriale».
Come ha commentato infine l’assessore Bolzonello, «questo “nuovo manifatturiero” è l’unica strada che vediamo e riteniamo percorribile, il problema riuscire a trovare la competitività di un intero territorio, quella che va al di là della sola parte infrastrutturale, che si tocca con mano. Penso che Unioncamere debba con grande forza provare a fare una rivoluzione culturale in questa regione, e l’idea del Future Forum è stata straordinariamente importante in questo senso, ha creato una capacità di dibattito e approfondimento che vorrei fosse portata su tutta la regione. Abbiamo bisogno di creare la capacità di approfondimento, di sognare, dobbiamo ricreare la capacità di creare positività nel nostro Fvg, mettendo a regime una serie di azioni e il sistema delle Camere di Commercio può giocare un ruolo importante. Purtroppo, nelle situazioni economiche più difficili, rischiamo di ricadere negli errori di sempre, rischiamo di rientrare nell’ottica dell’individualismo, dove tutti sono convinti di salvarsi da soli. Invece ci vuole un grande lavoro di strategia, contestualizzata in un’azione comune: riuscire a mettere nelle condizioni l’intera regione di essere più competitiva in tutte le sue componenti. C’è la possibilità nei prossimi sei mesi di mettere in atto una serie di azioni che possano dare competitività al nostro territorio».

La congiuntura in sintesi.
I risultati dell’indagine dicono che l’economia del Fvg ancora non cresce come ci si attendeva dallo scorso trimestre e le aspettative degli imprenditori sono in genere orientate all’incertezza e, in qualche caso, al pessimismo. Se i Le imprese del manifatturiero, nel 4° trimestre del 2013, hanno dichiarato un -0,9% della produzione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (tendenziale) e un -2,6% di fatturato (-1,6% di quello estero). Il calo delle vendite e degli occupati segnalato dagli imprenditori del commercio è stato rispettivamente del -2,4% e del -2,7%. Vendite al -2% e addetti al -1,1% anche per l’ospitalità e pure le costruzioni restano in zona negativa – pur se meno rispetto alle precedenti rilevazioni, magra consolazione –, con un -1,5% di produzione e -5,3% degli addetti (sempre tendenziale).
Come sempre, gli unici elementi di segno più arrivano da un settore importante, pur naturalmente con numeri meno significativi, come il vitivinicolo: + 0,1% di fatturato per le aziende che non esportano, +2,8% per quelle che esportano, anche se l’occupazione segna sostanziale stabilità, con un -0,5%. Il focus. L’indagine ha realizzato un focus sull’uso di internet da parte delle aziende intervistate. Le imprese utilizzano soprattutto l’Adsl (75%), mentre solo l’1,8% dispone della fibra ottica.
Certamente l’indagine fa emergere la necessità di un investimento sulle reti anche in termini “culturali” o di utilizzo, se circa il 9% delle imprese intervistate non è connesso. Un sito aziendale è presente nella quasi totalità delle imprese grandi, fino a raggiungere una impresa su due per quelle più piccole, ma sembra abbastanza diffuso l’uso del sito come “vetrina”.

Il «nuovo manifatturiero» nell’analisi di Daniele Marini.
L’economista ha incentrato il suo intervento sulla revisione del sistema manifatturiero a Nordest, il “nuovo manifatturiero” – ha evidenziato nella sua presentazione – che come tratti distintivi, secondo ricerche basate su dati della Fondazione Nordest sulle risposte di un campione di imprenditori, si caratterizza in una “torta” formata da produzioni di nicchia ad alto valore aggiunto (38,6%), qualità del prodotto (30,8%) e centralità del cliente (30,6%).
La trasformazione verso il nuovo manifatturiero risulta dunque l’unico percorso possibile per il 77,3% dei rispondenti, che però sono in maggioranza (75,7%) convinti che questa trasformazione sarà possibile solo per una parte del manifatturiero (il 24,3% la crede una via percorribile da tutto il manifatturiero), perché serve un salto tecnologico ma anche un salto culturale.
Le direttrici strategiche di questo nuovo manifatturiero sono innanzitutto l’innovazione a 360 gradi (65,5%), la formazione del capitale umano (48,4%) l’apertura ai mercati esteri (32,4%) e, a seguire, alleanze e aggregazioni, capitalizzazione, finanza e brand. Il nuovo manifatturiero è dunque un manifatturiero di valore, che evidenzia una nuova “vision” del fare impresa: innovare, porsi obiettivi strategici (prodotto-cliente-servizio) e valorizzare il capitale umano. Ma anche una nuova mission: entrare in filiere internazionali, rafforzare logistica e commercializzazione e stringere alleanze aggregative.
«Ci vuole dunque una rinnovata complicità fra imprese, società, territorio e istituzioni», ha concluso Marini. Il nuovo manifatturiero è dunque condizione necessaria, ma non sufficiente. Bisogna costruire un eco-sistema per l’innovazione e ricostruire le relazioni con il territorio. Alcuni segnali positivi ci sono, ma il cammino appare molto lento.
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Presentazione nuova indagine congiunturale Unioncamere Fvg
18 febbraio 2014
Com’è andato il quarto trimestre 2013 e che cosa si aspettano dal primo 2014 gli imprenditori del Fvg. Focus sull' utilizzo dell’e-commerce da parte delle imprese Fvg

La nuova indagine congiunturale regionale - consuntivo del quarto trimestre 2013 e aspettative degli imprenditori Fvg per il trimestre in corso - sarà presentata venerdì 21 febbraio, alle 13.00, in Camera di Commercio a Trieste (Sala Rossa).
Introdurrà i lavori il presidente della Cciaa ospite, Antonio Paoletti, e interverrà quindi il presidente della Cciaa di Udine e Unioncamere Fvg Giovanni Da Pozzo. Assieme a loro ci saranno i colleghi presidenti delle Cciaa di Gorizia e Pordenone, Gianluca Madriz e Giovanni Pavan.
A illustrare l’indagine congiunturale, realizzata dalla società Questlab su un campione di imprese di tutto il territorio regionale, dei settori legno-arredo e meccanica, edilizia, commercio al dettaglio, alberghi e ristoranti e vitivinicolo, sarà Nicola Ianuale, presidente di Questlab. Ad analizzare il quadro dell’intero Nordest sarà poi l’economista Daniele Marini.
L’indagine congiunturale prevede come sempre un focus, che questa volta evidenzierà l’utilizzo dell’e-commerce da parte delle imprese del Fvg.
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Paniccia da 20 anni alla guida della Solari, gli auguri del presidente Unioncamere Fvg
10 febbraio 2014
Da Pozzo, «Azienda che ha fatto dell’innovazione e dell’internazionalizzazione le chiavi del successo, mantenendo la produzione anche in montagna»

Un esempio di azienda storica che ha trovato nell’innovazione e nell’internazionalizzazione la chiave di successo del proprio business, mantenendo la produzione anche in un piccolo centro della montagna, elemento tanto più importante in un momento così difficile per l’economia.
L’azienda è la Solari Spa che oggi “compie” 20 anni sotto la guida del presidente Massimo Paniccia, cui il presidente Unioncamere Fvg Giovanni Da Pozzo indirizza il suo augurio.
«In un momento in cui, anche a livello mediatico, emergono elementi di difficoltà all’interno del sistema economico, causati dal perdurare di una crisi sempre più complessa – commenta Da Pozzo – è giusto portare alla conoscenza della pubblica opinione le tante positività che permangono e riescono a eccellere, esempio del nostro Fvg. Mi unisco perciò alla valutazione positiva sia dell’imprenditore sia del personale dell’azienda Solari, un pezzo di storia dell’imprenditoria friulana, partita da un piccolo paese carnico e che attraverso una strada di rinnovamento, innovazione e apertura all’estero è riuscita e continua a ottenere importanti risultati. Peraltro conservando un impegno verso la montagna, in un piccolo centro come Prato Carnico, con un’unità produttiva preziosa per l’occupazione e la vita stessa di quel territorio. Un esempio importante anche in termini di valori, in un momento in cui non sempre l’etica imprenditoriale è al centro delle scelte. La Solari ha una grande storia, è conosciuta ovunque grazie alla presenza in innumerevoli tantissimi porti, aeroporti, stazioni di tutto il mondo, è un brand dell’eccellenza del made in Italy – conclude Da Pozzo –. Al presidente Paniccia e all'impresa, tutta l’imprenditoria regionale, in questo momento, fa un augurio per la ricorrenza , con i migliori auspici per il futuro».
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Movimprese 2013: altro anno difficile per le aziende del Fvg
23 gennaio 2014
Il rapporto sulla nati-mortalità delle aziende dell’anno appena chiuso, dal Centro studi Unioncamere Fvg. Le chiusure hanno superato le aperture, di 881 unità. In crescita le imprese dei servizi, a pagare la crisi l’edilizia e l’industria manifatturiera

Sono 6.180 le imprese nate nel 2013 in Friuli Venezia Giulia, 340 in più rispetto al 2012. Ma se sono cresciute le nuove imprese iscritte nei registri delle quattro Cciaa, sono aumentate anche quelle che hanno cessato l’attività: nel 2013 ben 7.061 (+383 rispetto al 2012).
Il bilancio perciò dà un saldo anagrafico annuale ancora una volta negativo (per il terzo anno consecutivo): -881, il più elevato nell’ultimo triennio. Sono dati elaborati dal Centro Studi Unioncamere Fvg relativi all’intera regione, diffusi in concomitanza del rapporto di Unioncamere nazionale, che invece riporta un incremento, pur lievissimo: nel 2013 in Italia il saldo è positivo di 12 mila unità (+0,2%).
In Fvg, a ridurre la propria base imprenditoriale – al netto dell’agricoltura che prosegue nella contrazione strutturale della sua base imprenditoriale - sono stati l’industria manifatturiera, le costruzioni e il commercio.
Al contrario, hanno accresciuto la propria consistenza i servizi, sia quelli alle imprese sia quelli alle famiglie.
Delle nuove iscrizioni, il 30% ha riguardato imprese giovani e una percentuale leggermente inferiore quelle femminili.
«Le difficoltà dell’anno appena trascorso erano purtroppo ben evidenti – commenta il presidente Unioncamere Fvg Giovanni Da Pozzo – e molte situazioni ancora ci preoccupano fortemente. I numeri non fanno che confermarci la criticità di questo 2013 sul nostro territorio, che ha cominciato più tardi a soffrire e che perciò sente così duramente proprio ora questa lunga crisi. Dobbiamo però rimarcare che le indagini congiunturali effettuate tra gli imprenditori negli ultimi mesi dell’anno cominciavano a far intravedere alcuni segnali positivi. Elementi che non possono ancora farci tirare un sospiro di sollievo, ma che non dobbiamo sottovalutare e, come istituzioni, dobbiamo anzi sostenere e valorizzare affinché possano diventare attese conferme».
La stessa indagine congiunturale di fine 2013 ha mostrato infatti come una quota non trascurabile di imprese, soprattutto manifatturiere, continua a produrre e a esportare e chi innova e internazionalizza sta invertendo il trend negativo.
«Nella nostra regione molti stanno puntando su settori che offrono più opportunità: dal turismo ai servizi passando per le produzioni che il mondo continua a premiare, come l'agroalimentare e alcuni comparti del nostro manifatturiero ad elevato contenuto tecnologico». Un grande problema, però, resta la capacità di spesa delle famiglie, legata alla grave emergenza occupazionale. E per le imprese è sempre più dura andare avanti senza un mercato interno capace di sostenere consumi e occupazione, in particolare quella giovanile.

Il quadro regionale
Dal 2007, -6,21% imprese registrate. Continuano a calare le imprese del Fvg: al 31 dicembre 213 sono 107.418 le imprese registrate, mentre le attive sono 94.900. «Facendo un confronto con il periodo pre-crisi – aggiunge Da Pozzo – possiamo osservare che le imprese registrate al 31 dicembre 2007 erano 114.540, ne abbiamo cioè perse 7.122 , ossia il -6,21%. Quelle attive erano 101.097: oggi sono 6.197 in meno, il 6,13%».
Dal 2007 a oggi le iscrizioni sono risultate costantemente sotto la soglia delle 7mila unità: se consideriamo il 2007 come ultimo anno di congiuntura positiva le iscrizioni di nuove imprese in Fvg sono calate dell’11,9%.

Pordenone e Udine le più colpite dalla crisi
Nel 2013, Pordenone e Udine appaiono le economie più colpite dalla “depressione demografica” delle imprese: il saldo di Udine è di -599 unità con un tasso di crescita di -1,13%, il saldo di Pordenone è di -282 unità con tasso di crescita di -1,01%.
Osservando i dati nazionali, l’intero Nord “appare l’epicentro della depressione demografica delle imprese nel 2013: senza il suo saldo negativo (-6.725 unità), il tasso di crescita nazionale sarebbe restato infatti invariato rispetto al 2012”, commenta Unioncamere nazionale.
Che continua così: “volendo cogliere maggiori specificità, si può osservare come nel Nord Est si registrino saldi negativi in tre regioni su quattro, infatti l’unica regione con saldo positivo è il piccolo Trentino Alto Adige”.

Le forme giuridiche: più società di capitale, meno ditte individuali e società di persone
Nel 2013 si registra una netta dicotomia nelle dinamiche delle principali tipologie rispetto al 2012.
Da un lato, le Società di capitale e le “altre forme” (società cooperative, forme consortili e soprattutto persona fisica, fenomeno collegato ai soggetti registrati per effetto della Nuova Direttiva Servizi) realizzano un saldo positivo, pari, complessivamente, a 516 unità: +277 le Società di capitali e +239 tra le “Altre forme”.
Dall’altro lato, Ditte individuali e Società di persone sono in arretramento: nel 2013, lo stock delle Società di persone è diminuito di 264 unità, mentre le Ditte individuali di ben -1.304 unità, riducendo dal 56,2% del 2012 al 55,5% del 2013 la loro incidenza sul totale delle imprese registrate. Nonostante la diminuzione in termini assoluti, le ditte individuali hanno comunque determinato il 66%) delle nuove iscrizioni (ma anche il 75,6% delle cessazioni complessive).

Settori: giù agricoltura, manifatturiero, costruzioni, commercio. Sù i servizi
Per il settore agricolo, il ridursi delle imprese (-1.132 unità nel 2013) è ormai fenomeno abituale e non riconducibile – almeno nella sua portata generale – agli effetti diretti della crisi.
Tra le cause, le principali sono l’abbandono di aziende agricole per la loro marginalità economica e il venir meno dei molti vecchi titolari, da cui il frequente cambio di destinazione dei suoli agricoli (seconda casa, edilizia turistica, diffusione di fabbricati industriali, strutture economiche di servizi, opere pubbliche, promozione della mobilità delle persone e delle merci, eccetera).
A riflettere il “peso” della crisi è invece l’andamento delle costruzioni e quello dell’industria manifatturiera che, anche nel 2013 vedono ridursi ulteriormente la propria base imprenditoriale: nel primo caso confronto 2012-13 porta ad una riduzione di 176 imprese registrate, nel caso dell’industria manifatturiera il calo è di 172 unità. Registrano una crescita, invece, varie attività di servizi: da quelli di alloggio e ristoriazione, d’informazione e comiìunicazione, istruzione, sanità e assistenza sociale, ma anche attività finanziarie e assicurative come pure attività artistiche, sportive e d’intrattenimento.
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Da Pozzo, primo incontro con il nuovo Prefetto
22 gennaio 2014
Primo incontro ufficiale, ieri mattina, per il presidente della Camera di Commercio di Udine e Unioncamere Fvg con il nuovo prefetto, Provvidenza Delfina Raimondo.
Il presidente le ha fatto visita negli uffici di via Gorghi e le ha portato il benvenuto a nome delle categorie economiche, augurandole un proficuo lavoro e assicurando la collaborazione del mondo produttivo, con l’impegno a operare in sintonia per aiutare il Friuli e i friulani a dirigersi verso il tanto atteso rilancio, dopo questi anni di crisi.
Il prefetto ha anche evidenziato come l’obiettivo prioritario sia la sicurezza del territorio e si è rimarcata l’importanza di tutelare in particolare le attività terziarie, che pure devono sempre più essere sensibilizzate ad attivarsi per utilizzare gli strumenti tecnologici oggi disponibili - e validi - a loro difesa.
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Avvio dell'indagine congiunturale - 4° trimestre 2013 e previsioni 1° trimestre 2014
08 gennaio 2014
Inizia l'8 gennaio 2014 la sesta indagine congiunturale promossa da Unioncamere Friuli Venezia Giulia, che ha lo scopo di analizzare l’andamento dell’economia regionale e indagare sulle sue prospettive.
I dati raccolti ed elaborati forniscono in tempo reale alle quattro Camere di Commercio ma anche alle altre istituzioni della regione, significativi elementi per supportare i processi di crescita e di sviluppo del sistema economico locale.
L'indagine coinvolge i settori dell’industria con particolare riferimento ai comparti del legno e arredo e della meccanica, dell’edilizia, del commercio al dettaglio, degli alberghi e ristoranti ed il comparto vitivinicolo. Dall'8 gennaio al 3 febbraio saranno intervistate circa 1.400 imprese regionali.
Unioncamere Friuli Venezia Giulia ha affidato l’indagine alla Questlab (http://www.questlab.it - link esterno), società specializzata nella realizzazione di indagini campionarie. I risultati dell’indagine saranno diffusi dopo il 10 febbraio 2014. Si ricorda che qualsiasi tipo di ricerca o di sondaggio proveniente da Unioncamere Friuli Venezia Giulia è sempre verificabile presso il numero telefonico diretto 0432 273210 273200 (Centro Studi Unioncamere FVG).