Archivio anno 2013

Comunicazione Regione FVG su presentazione domande contributive anno 2014
Presentazione domande contributive anno 2014
L.L. R.R. 4/2005, 11/2011, 5/2012 E 4/2013 Delega ad Unioncamere

18 dicembre 2013
Comunicazione della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia del 16.12.2013:

1) A decorrere dal 1° gennaio 2014 sono trasferiti ai Cata i seguenti canali del settore artigiano L.R. 12/2002:
  • finanziamenti a favore dell'artigianato artistico, di cui all'art 54
  • incentivi per le consulenze concernenti l'innovazione, di cui all' art 56, co 1, lett a)
  • incentivi per l'acquisizione da parte delle imprese artigiane della qualificazione per gli esecutori di lavori pubblici, di cui all'art 56, co 1, lett c bis)
  • incentivi a favore delle nuove imprenditorialità e per la successione nell'impresa di cui agli artt 61 e 62
2) I termini di presentazione delle domande risultano chiusi sino a nuovo termine, che verrà fissato con deliberazione della Giunta Regionale (come previsto dalla L. R. 27/2012 art. 2 co 59) per le seguenti misure:
  • incentivi alle agenzie di viaggio e turismo di cui all'art 54 della L. R. 2/ 2002,
  • contributi alle imprese turistiche di cui agli articoli 155, 156 e 157 L. R. 2/ 2002,
  • interventi a favore di investimenti industriali finalizzati alla tutela dell'ambiente di cui all'art 1 della L.R. 18/2003;
  • interventi a favore della riattivazione di impianti idroelettrici di cui all'art 2 della L.R. 18/2003;
  • promozione all'estero di comparti produttivi di cui all'art 6 della L.R. 18/2003;
  • incentivi alle PMI per programmi pluriennali di promozione all'estero di cui alla L.R. 2/1992
  • contributi alle imprese industriali per il contenimento dei consumi energetici di cui all'articolo 8, della L. R. 4/1999
3) I termini di presentazione delle domande risultano chiusi, sino a nuovo termine da stabilire sulla base delle disposizioni regionali, per le seguenti misure:
  • contributo a favore delle nuove imprese femminili (L.R.11/2011)
  • contributo a favore delle nuove imprese giovanili (L.R. 5/2012)
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Congiuntura economica UNIONCAMERE FVG - Da Pozzo: "Primi importanti segnali di luce e prudente ottimismo"
Elementi leggermente positivi dall’indagine, da accogliere con fiducia, pur senza sottovalutare la permanenza di molte situazioni difficili. Buoni i risultati dichiarati dalle imprese della meccanica e rallentamento delle negatività per costruzioni e commercio. Bene come sempre il vitivinicolo. Permangono criticità nel commercio, ospitalità e costruzioni.
11 dicembre 2013
I timidi segnali di luce per l’economia del Fvg, rilevati nelle precedenti indagini congiunturali Unioncamere Fvg, cominciano a prendere corpo nell’ultima analisi, presentata oggi a Pordenone, a palazzo Montereale Mantica. L’indagine tiene conto delle risposte sui risultati del 3° trimestre e le aspettative per il 4° date da un campione di 1.374 imprese di tutta la regione.
«Per alcuni settori - ha commentato il presidente Unioncamere Fvg Giovanni Da Pozzo - registriamo la tanto attesa inversione di tendenza, con dati finalmente positivi. In particolare nell’industria manifatturiera, in cui il segno, pur di poco, è di nuovo un “più”, dopo tanto tempo, sia per la produzione (+0,6% tendenziale, ossia rispetto allo stesso periodo dello scorso anno) sia per il fatturato (+2,6%, con una punta di +5,2% per il fatturato estero), soprattutto per le province di Udine e Pordenone e soprattutto per le imprese che internazionalizzano».
Se «ovviamente continuano a preoccuparci le tante crisi industriali che si stanno verificando sul nostro territorio, dobbiamo anche guardare con fiducia e cauto ottimismo questi primi segnali - ha detto il presidente -, che ci riavvicinano ai risultati delle altre regioni del Nord. Sono sempre le piccole imprese a soffrire di più in termini occupazionali, ma restando al manifatturiero registriamo una sostanziale tenuta dell’occupazione, con un +0,4%, migliore nel “sottosettore” della meccanica, meno per il legno mobilio - ha aggiunto Da Pozzo -. Importante anche il fatto che gli imprenditori del comparto si siano dichiarati più fiduciosi: si attendono ulteriori miglioramenti nel quarto trimestre».
I dati della congiuntura, dopo l’introduzione del “padrone di casa” Giovanni Pavan (presente anche il nuovo presidente della Cciaa di Gorizia Gianluca Madriz), sono stati poi approfonditi da Nicola Ianuale, presidente di Questlab, società che realizza la rilevazione per conto dell’Unioncamere Fvg. Ianuale ha evidenziato come, in generale, questa indagine abbia registrato anche altri elementi che si presentano meno negativi delle passate rilevazioni. Per esempio, nel commercio, rallenta il calo delle vendite (-0,5% tendenziale), pur con criticità per l’occupazione (-2,4% gli addetti, anche se si segnalano i -3,2%, -2,5%, -2,7%, -2,4% nei trimestri precedenti).
Analogo discorso per le costruzioni, negli ultimi anni il settore più critico: ora invece rallenta la diminuzione degli addetti (-4,6% tendenziale, ma era -8,3%, -6,6%, -4,8%, -5,9% nei trimestri precedenti) e rallenta pure il calo del fatturato (-1,9% tendenziale, ma era -9,1%,-13,4%, -17,5%, -12,1% nei trimestri precedenti). Ancora. Resta tutta positiva la situazione delle imprese del vitivinicolo sia per chi esporta sia, anche se in misura minore, per chi opera solo sul mercato interno, mentre al contrario l’ospitalità resta ancora in zona negativa, con un pesante calo degli addetti (-7,3% tendenziale, rispetto ai -4,0%, -3,5%, -6,4%, -5,4% dei trimestri precedenti), dato però certamente influenzato dalla stagionalità che caratterizza il comparto.

L’indagine congiunturale ha realizzato questa volta anche un focus « per analizzare quali sono le ricadute del turismo sull’attività delle imprese - ha detto Da Pozzo -. Il turismo, infatti, se messo nelle condizioni di essere efficiente, può garantire un importante recupero di punti di Pil, ma ciò significa creare politiche turistiche serie e fortemente ancorate a un percorso regionale di efficacia anche del sistema pubblico che ne sta alla base».
Secondo l’indagine, il 35,9% delle aziende si sente coinvolta nei flussi turistici, direttamente o indirettamente, e ne trae vantaggi. Ben il 50,1% di quelle non coinvolte, ritiene che però potrebbe trarre vantaggi per la sua attività se riuscisse a rientrare nei flussi turistici.
Il vitivinicolo è il comparto che si ritiene maggiormente coinvolto direttamente nel flusso turistico, mentre nel commercio solo il 17,1% si ritiene coinvolto. Secondo le imprese intervistate, le caratteristiche del Fvg in grado di soddisfare le esigenze di un turista sono in particolare la tipicità del territorio, l’offerta enogastronomica, le strutture ricettive, come anche il rapporto qualità-prezzo e le variabili ambientali. Criticità all’attrazione di turisti sono invece percepite per i trasporti pubblici e per le informazioni in loco.
Tra le strategie per migliorare i servizi accoglienza nel 2014, le priorità espresse dalle imprese sono il controllo dei costi gestione, azioni singole o congiunte di promozione, il miglioramento dell’informatizzazione.

Altri dati presentati oggi:

L’andamento del Pil italiano: negativo da ben 9 trimestri (l’ultimo positivo si è registrato nel 2.o trimestre 2011). Nel 3° trimestre del 2013 il Prodotto Interno Lordo è diminuito dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e del 2,1% nei confronti del 2° trimestre del 2012. Nel confronto con il trimestre precedente, il Pil negli Stati Uniti è di +0,6%, nel Regno Unito e in Germania del +0,7%, in Francia del +0,5%.

L’andamento del credito alle imprese: nel 2013 è proseguita la contrazione dei prestiti bancari. In calo soprattutto i finanziamenti alle imprese e, in minor misura, alle famiglie consumatrici. La qualità del credito concesso alle famiglie è rimasta stabile; per le imprese sono aumentati il flusso di nuove sofferenze, così come l’incidenza delle altre posizioni che presentano difficoltà di rimborso.

I bilanci delle imprese: diminuiscono i fatturati e crescono le società in perdita; la contrazione del fatturato si riflette sulla redditività delle imprese: il Roi (indicatore della redditività operativa del capitale investito), in particolare quello del manifatturiero, presenta un deciso calo nel 2012 (dal 3% calcolato sui bilanci 2011, all’1,8% calcolato sui bilanci 2012).

Risultati di dettaglio dell’indagine congiunturale del Friuli Venezia Giulia.
Imprese intervistate: 1.374
Periodo di rilevazione: dall’11 al 29 ottobre 2013
Tasso di risposta: 35% di cui 72% via web

Manifatturiero
Consuntivo: le variazioni sono positive (dopo 4 trimestri negativi)
Sensibile Crescita della Produzione: +0,6% tendenziale (-1%, -1,3%, -4%, -0,8% nelle precedenti rilevazioni)
Cresce il Fatturato: +2,6%, in particolare il fatturato estero (+5,2%) Leggera crescita degli Addetti: +0,4% tendenziale (-1,3%, -0,4%, -0,9%, -0,4% nelle precedenti)
Previsioni: cresce il numero degli imprenditori che prevedono un aumento del fatturato nel prossimo trimestre. In particolare per le imprese esportatrici si registra una sostanziale parità tra chi esprime una aspettativa positiva (33%) e che viceversa ne esprime una negativa (33%). Nelle precedenti indagini questo saldo era sempre negativo (cioè prevalenza di una previsione negativa).

Commercio al dettaglio
Consuntivo: ancora in zona negativa
Rallenta il calo delle Vendite: -0,5% tendenziale (-4,9%, -3,9%, -3,1%, -1,4% nei trimestri precedenti)
Calo degli Addetti: -2,4% tendenziale (-3,2%, -2,5%, -2,7%, -2,4% nei trimestri precedenti)
Previsioni: il 45% delle imprese prevede una riduzione delle vendite, stabilità invece per quanto riguarda l’occupazione e i prezzi alla vendita.

Servizi all’Ospitalità
Consuntivo: ancora in zona negativa
Sostanziale stabilità delle Vendite: -0,2% tendenziale (-1,5%, -4,4%, -4,3%, -4,9% nei trimestri precedenti)
Calo degli Addetti: -7,3% tendenziale (-4,0%, -3,5%, -6,4%, -5,4% nei trimestri precedenti).
Previsioni: il 44% delle imprese prevede una riduzione del fatturato.

Costruzioni
Consuntivo: ancora in zona negativa
Calo del Fatturato: -1,9% tendenziale (-9,1%,-13,4%, -17,5%, -12,1% nei trimestri precedenti)
Calo degli Addetti: -4,6% tendenziale (-8,3%, -6,6%, -4,8%, -5,9% nei trimestri precedenti).
Previsioni: il 33% delle imprese prevede una riduzione del fatturato (10 punti in meno rispetto alle precedenti indagini) ma saldo d’opinione resta sempre negativo.

Vitivinicolo
Consuntivo
Fatturato: +0,5% quelle che non esportano, +1,1% quelle che esportano
Occupazione: +2,8%
Previsioni: il 40% delle imprese prevede un aumento del fatturato. Il saldo d’opinione è il più altro delle ultime 5 congiunture.
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Imprenditoria femminile, nuove esperienze tra formazione, reti d’impresa, bioagricoltura, tecnologie e turismo
Le imprese femminili del Fvg sono il 24,79% del totale e sono distribuite soprattutto tra commercio e servizi, agricoltura e ristorazione
09 dicembre 2013
Sono 23.659, al 30 settembre 2013, le imprese femminili attive in Friuli Venezia Giulia, il 24,79% del totale delle imprese, con una percentuale lievemente maggiore nella provincia di Udine, dove le imprese “rosa” sono il 25,33% (11.713) del totale provinciale. Le imprenditrici, che mantengono una certa costanza numerica negli anni, sono più numerose nelle attività di commercio (con 5.954 imprese attive) e nell’agricoltura (5.213) e sono tante anche nei servizi di alloggio e ristorazione (2.915), dove rappresentano addirittura il 36% del totale delle imprese attive, mentre superano addirittura il 58% in attività varie dei servizi (con 2.706 imprese “rosa”). Sono elaborazioni del Centro studi Unioncamere Fvg, piattaforma in cifre che ha fatto da sfondo all’annuale appuntamento-focus sull’imprenditoria femminile della Camera di Commercio di Udine: un’intera giornata di lavori, con tante ospiti, suddivisa in due momenti, entrambi nella sede di Friuli Future Forum. Incontri in cui si sono anche presentati i servizi della Cciaa rivolti a supportare l’iniziativa imprenditoriale, femminile e pure giovanile, insistendo sull’attività di assistenza e di servizio al sistema produttivo e agli aspiranti creatori d’impresa. E in particolare nel primo incontro, al mattino, nel quale sono state coinvolte anche alcune classi dell’Isis Stringher, si sono approfondite le opportunità e l’orientamento all’occupazione e all’automprenditorialità con i ragazzi delle quinte, aiutando gli studenti a capire cosa possono aspettarsi dal mondo del lavoro, quali opportunità e le aspettative dei selezionatori, «ma soprattutto – ha evidenziato la presidente del Comitato imprenditoria femminile della camera Enrica Gallo, che ha organizzato e moderato l’incontro –, consigli e spunti su come imparare a coltivare ed esprimere il proprio talento, che accanto a una buona preparazione trasformano un candidato come tanti nel perfetto giovane collaboratore che le nostre aziende cercano». La mattinata si è concentrata così sulla formazione, la propositività e la specializzazione, con la forte necessità di conoscere le lingue e l’inglese in primis. Con l’introduzione della componente di giunta camerale Lucia Piu, hanno portato le loro esperienze le imprenditrici Luisella Bertolini (azienda agricola e responsabile provinciale Donne Impresa di Coldiretti Udine), Chiara De Nipoti (Oro Caffè), Laura Iob (Tellini), Cristina Zanello (Smoothing Len), Anna Maria Zilli, (dirigente scolastico Isis Stringher), che la Gallo in particolare ha ringraziato «per aver riconosciuto al Comitato camerale il ruolo di facilitatore in tema di orientamento». Il pomeriggio, sul tavolo, oltre alle reti d’impresa, all’internazionalizzazone e alle risorse comunitarie , altri grandi temi: la bioagricoltura, tra nuove tecnologie e ospitalità turistica, in una prospettiva europea, nonché l’occupazione nel settore agroalimentare, dov’è premiata la specializzazione. Ad approfondirli, Luisella Bertolini, Antonella Colutta (presidente Gruppo terziario donna Confcommercio Udine); Michela Sclausero (presidente Movimento Donne Impresa Confartigianato Udine); Maria Rosita Cagnina (dipartimento di Scienze economiche e statistiche dell’Università di Udine); Barbara Puschiasis (presidente Forum Consumatori-Imprese Fvg), Tiziana Michelloni (azienda agricola Ronchi Sant’Egidio di Manzano), Simona Rossotti (Olos di Udine) e la dirigente scolastica dell’Isis Zilli, sempre con la moderazione di Enrica Gallo.
Tornando ai dati, elementi significativi dell’elaborazione Unioncamere sono emersi anche in merito alla natura giuridica delle imprese femminili: la maggioranza è costituita da imprese individuali (16.621, il 70% del totale), seguono le società di persone (4.407, il 18% circa) e quindi quelle di capitale (2.341, un buon 9,9%).
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Seminario - "La mediazione civile e commerciale e la proprietà industriale ed intellettuale"
21 novembre 2013
Unioncamere FVG organizza quindi per giovedì 28 novembre 2013 alle ore 14.30 presso la Sala Maggiore della Camera di Commercio di Trieste (piazza della Borsa, 14) un incontro - la cui partecipazione è gratuita - che intende essere un momento di condivisione e di dibattito, con particolare attenzione all’applicazione della mediazione alle controversie relative alla proprietà industriale ed intellettuale in cui possono essere coinvolte le piccole/medie Imprese del FVG ed i loro Consulenti (avvocati, commercialisti, ingegneri, ecc.).
L’evento si struttura come una tavola rotonda in cui professionisti esperti della materia discutono e si confrontano con la platea per fornire i primi riscontri interpretativi e per individuare prassi conformi utili agli operatori, analizzando anche le novità normative in materia e la loro portata.
In tale occasione verrà presentato un “pool” di Mediatori - tutti avvocati accreditati presso gli Organismi di Mediazione delle Camere di Commercio di Trieste, Gorizia, Udine e Pordenone - specializzati in P.I. che discuteranno della procedura di mediazione nella sua attuazione pratica.
Programma
14.30 Registrazione dei partecipanti
14.45 Saluti
Antonio Paoletti, Presidente Camera di Commercio di Trieste
Matteo Trotta, Presidente Tribunale Ordinario di Trieste
15.15 Il c.d. decreto “del Fare”: come cambia la mediazione civile e commerciale
Chiara Giovannucci Orlandi, Docente di procedura civile presso l’Università degli Studi di Bologna
15.45 Aspetti applicativi per la proprietà industriale e intellettuale
Riccardo Merluzzi, Magistrato presso il Tribunale delle Imprese di Trieste
16.15 La procedura di mediazione nella sua attuazione pratica
Ne discutono i Mediatori delle CCIAA del FVG specializzati in P.I.:
Alfredo Antonini, Michela Brusadin, Mauro Favari,
Michele Ius, Alessia Sialino, Debora Valentini
Modera: Chiara Giovannucci Orlandi
17.00 Dibattito
17.30 Conclusioni e chiusura dei lavori
Chiara Giovannucci Orlandi

Informazioni e adesioni:
Segreteria Organizzativa Servizio di Mediazione della C.C.I.A.A. di Trieste
Tel. 040 6701275
e-mail mediazione.camerale@ts.camcom.it
La partecipazione al seminario è gratuita.

Adesioni Vai alla pagina (link esterno)
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Seminario - "La documentazione aziendale attinente la gestione dei rifiuti"
21 novembre 2013
L’Albo Gestori Ambientali – Sezione regionale del Friuli Venezia Giulia – nell’ambito del servizio attivato dall’Unione Regionale delle Camere di Commercio del Friuli Venezia Giulia “punto informativo unico” organizza il 2 dicembre c.a. presso la “Sala Maggiore” della Camera di Commercio di Trieste, un seminario di formazione sulla documentazione aziendale attinente la gestione dei rifiuti: registri di carico e scarico dei rifiuti e FIR con la seguente articolazione:
ore 14.00 Registrazione dei partecipanti
ore 14.15 Presentazione
Itala Ginanneschi - segretario della Sezione regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Albo nazionale Gestori Ambientali
ore 14.30
- introduzione e principi generali
- soggetti tenuti alla compilazione dei registri e dei FIR
- modalità di vidimazione e tenuta dei registri e dei FIR
- cenni sui rapporti con la scheda di movimentazione SISTRI
dott. Marco Righini - responsabile del settore ambiente del CATAS S.p.a.
ore 16.30 Quesiti e chiusura lavori.

La partecipazione al seminario è gratuita.
Adesioni: Vai alla pagina (link esterno)
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Dal Canada imprese e delegati soddisfatti
Da Pozzo, «importante far sentire la presenza del sistema regionale alle Pmi che si internazionalizzano». Una due-giorni intensa, ricca di B2b per la selezione di aziende che ha affiancato la delegazione istituzionale formata dalla presidente della Regione Serracchiani, dal presidente di Unioncamere Fvg Da Pozzo, dal presidente di Confindustria Udine Tonon e dal rettore dell’Università di Udine De Toni, con il coordinamento del console onorario a Udine Di Luca
04 novembre 2013
«Ottimi contatti, soprattutto presentandoci con la forza di una rete». È il commento di Franco Morgante di Eat Friuli, tra gli imprenditori che stanno partecipando alla missione regionale in Canada, dopo le due «giornate intense» che l’hanno visto impegnato in una decina di incontri B2b con importatori e distributori di Toronto e del territorio limitrofo. «Qui rappresento le cinque aziende del nostro gruppo – precisa –. Noto che è molto apprezzato dalle realtà canadesi, diverse gestite da manager o imprenditori di origine italiana e friulana, il fatto di poter avere un interlocutore unico in rappresentanza di servizi e prodotti diversi, cosa che noi possiamo garantire». Un network dell’agroalimentare che per la prima volta si presenta come tale sul mercato canadese, dove le prospettive «appaiono molto buone, soprattutto nel settore dei salumi, più difficili invece per i formaggi, che sono contingentati. Ma c’è l’impegno a elevare la soglia d’ingresso, fatto che costituirebbe un’interessante prospettiva per le tante imprese friulane del settore». Passando al settore arredo, soddisfatto anche Adamo Montina della Tirolo Srl, già presente negli Stati Uniti e che perciò vede il Canada «come una naturale continuazione della nostra azione in America del Nord, in particolare nell’area a est». Se anche in Canada c’è grande diffusione di prodotti d’arredo di provenienza orientale, «dai sette incontri che ho avuto – commenta Montina – ho appurato che conoscono molto bene la realtà del manzanese. Noi qui ci stiamo orientando soprattutto sul mercato del contract di design e sugli arredi di residenze per anziani, su cui abbiamo un’esperienza che ci viene riconosciuta». Montina sottolinea anche l’importanza dell’appoggio della comunità italiana e friulana in Canada, «fatto che ci ha invogliato ad avvicinarci al mercato e che facilita notevolmente le relazioni con le controparti locali». Una decina anche i B2b realizzati nella due-giorni da Alessandro Rocchetto di Hitrac, società con sede a Pradamano, Roma e Ivrea, con un centinaio di dipendenti, specializzata nell’engineering, dal progetto alla messa in opera, di impianti di condizionamento ed elettrici. «Per noi è la prima volta in Canada: il nostro percorso di internazionalizzazione ci porta a essere presenti sui mercati della Guyana Francese e dell’Arabia Saudita – racconta –. Abbiamo ritenuto importante valutare il mercato canadese perché è uno dei più stabili al mondo e tiene in grande attenzione il comparto dell’oli&gas in cui noi prevalentemente operiamo. Abbiamo avuto contatti interessanti qui in Ontario, sia per realizzare progetti direttamente in Canada sia anche per instaurare partnership con aziende canadesi per operare insieme sui mercati internazionali». Dai commenti positivi delle aziende, dunque, ulteriore soddisfazione da parte del presidente Unioncamere Fvg Giovanni Da Pozzo, che ha guidato la missione con la presidente della Regione Debora Serracchiani, assieme al presidente di Confindustria Udine Matteo Tonon e al rettore dell’Università di Udine Alberto Felice De Toni, grazie al coordinamento del consolato canadese di Udine guidato da Primo Di Luca, la collaborazione dell’Ice Toronto e del sistema Italia in loco. «Con questa missione  e con i proficui incontri con autorità e principali referenti economici – riferisce Da Pozzo –, abbiamo rinforzato la già buona base di relazioni istituzionali, fondamentali per costruire un terreno favorevole all’internazionalizzazione delle nostre Pmi in Canada. È importante far loro capire che possono contare su tutto il sistema regionale per muoversi all’estero con più efficacia e coordinamento».
Dopo Toronto e Ottawa, il presidente Da Pozzo prosegue ora il viaggio verso Montréal, una tappa esplorativa con incontri istituzionali che lo vedrà insieme al rettore De Toni, per valutare una possibile missione nel Québec, il prossimo anno, che possa coinvolgere anche realtà aziendali e del mondo della ricerca e dell’innovazione.
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Canada, in partenza la missione del Fvg
A Toronto, Ottawa e tappa esplorativa a Montréal, con il coordinamento del Consolato di Udine. Il 4 e 5 novembre una selezione di aziende accompagnate dalla presidente della Regione Serracchiani, dal presidente Unioncamere Fvg Da Pozzo, con il rettore De Toni e il presidente di Confindustria Udine Tonon
04 novembre 2013
È pronta a partire la missione regionale che vedrà in Canada, il 4 e 5 novembre, una selezione di imprese di vari settori (arredo, agroalimentare, impiantistica ad alta specializzaione) e una delegazione istituzionale formata dalla presidente della Regione Debora Serracchiani e dal presidente Unioncamere Fvg Giovanni da Pozzo, assieme al magnifico rettore dell’Università di Udine Alberto Felice de Toni e al presidente di Confindustria Udine Matteo Tonon. Il viaggio d’affari assume quindi una portata di sistema e rinforza ulteriormente le relazioni con il grande Paese nordamericano, già così strettamente legato al Friuli Venezia Giulia. Tutta la missione si realizzerà con il coordinamento del  Consolato del Canada a Udine – grazie alla presenza del console onorario Primo Di Luca –, che è insediato proprio in Cciaa e che per questo diventa prezioso partner dell’iniziativa, assieme a tutto il sistema Italia in loco.
Mentre le aziende saranno impegnate a Toronto in una serie di B2b con controparti locali preselezionate, a cura dell’Ice locale, la delegazione istituzionale volerà anche nella vicina Ottawa, dove sarà ricevuta dapprima dal Ministro federale Julian Fantino, originario anche lui del Friuli, che introdurrà alla visita al Parlamento canadese.  Lì è previsto un incontro ufficiale e il saluto istituzionale ai rappresentanti del Fvg durante una sessione del Parlamento. Nella serata del 4 novembre, rientrata da Ottawa, la delegazione sarà ospite del ministro Fantino e del console Di Luca alla Famee Furlane di Toronto, per un appuntamento di networking in cui saranno presenti imprenditori  e autorità canadesi. Nella mattinata di martedì 5 novembre è previsto l’incontro con il Premier dell’Ontario Kathleen Wynne, cui seguirà quello con il sindaco di Toronto Rob Ford.
«Ritengo un dovere istituzionale “accompagnare” le nostre imprese sui mercati esteri: oggi ancora di più, di fronte alla crisi che stiamo attraversando, e al fatto che sempre più l’internazionalizzazione e l’export possono rappresentare una scelta vincente», sottolinea la presidente Serracchiani. «Ci presentiamo in Canada su una piazza importante per il “made in Fvg”, puntando su prodotti d’eccellenza che costituiscono l’ossatura della nostra produzione industriale, nella convinzione di dover perseguire la strada dell’alta specializzazione sui vecchi e nuovi mercati esterni – ha aggiunto la presidente –. Eccellenza, ricerca & sviluppo, design possono essere le carte che il Fvg deve giocare sul mercato interno e all’estero». Per la presidente, «la prima missione fuori Europa della Giunta regionale assume anche un significato simbolico, oltre che economico e sociale: il Canada è stato Paese ospitale per i nostri migranti friulani e giuliani, che ancora mantengono stretti rapporti con la terra d'origine: la Regione intende riaffermare i legami storici e umani anche al livello istituzionale, con una serie di importanti incontri a Toronto ed Ottawa, da cui certamente trarremo spunti e occasioni per rendere approfondire le nostre reciproche relazioni», conclude Serracchiani. «È importante –  aggiunge poi il presidente Unioncamere Fvg Da Pozzo – che le nostre imprese non si sentano lasciate sole nel complesso percorso di sviluppo sul mercato internazionale, e invece sentano il supporto di una realtà regionale che si muove unita per la promozione della loro crescita all’estero, specie sui mercati più promettenti. A ulteriore garanzia e sostegno di tutte le aziende friulane che vi operano o che vorranno operarvi, confidiamo, con la nostra azione congiunta, di rafforzare il quadro entro cui esse si muovono per costruire nuove relazioni economico-commerciali. Un ringraziamento va dunque a Regione, Università e Confindustria, che con Unioncamere Fvg e il Consolato onorario si stanno impegnando in questo percorso».
Il presidente Da Pozzo, il 6 novembre, proseguirà poi la missione fino a Montreal, in Québec, assieme al rettore De Toni, tappa esplorativa in previsione di una possibile nuova missione nel 2014 che coinvolga anche realtà della ricerca e dell’innovazione.
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Movimprese Fvg, ancora un segno (pur di poco) negativo: -10 imprese tra luglio e settembre
Dall’inizio dell’anno sono nate 4.844 nuove imprese di queste quasi il 30% è impresa giovane. Aumentano le imprese under 35 iscritte nel terzo trimestre, anche se la percentuale sul totale è al ben al di sotto della media nazionale e se lo stock si assottiglia rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E così nei primi nove mesi il saldo iscrizioni-cancellazioni si porta a -554.
28 ottobre 2013
«Generalmente il terzo trimestre è un periodo piuttosto positivo nella demografia delle imprese, nel senso che prevalgono le iscrizioni alle cancellazioni: quest’anno registriamo invece un saldo negativo, pur di pochissimo, per quanto riguarda il Friuli Venezia Giulia, con 1.236 iscrizioni, a fronte di 1.246 cancellazioni. Due valori abbastanza simili, però segno che in Fvg permane una situazione di sofferenza dell’economia: negli ultimi dieci anni solamente una volta si era verificato un saldo negativo».
Così il presidente Unioncamere Fvg Giovanni Da Pozzo, commentando la dinamica della nati-mortalità del sistema produttivo relativo al 3.o trimestre 2013, il Movimprese diffuso oggi da Unioncamere nazionale e rielaborato dal Centro Studi Unioncamere Fvg per la nostra regione.
A preoccupare è l’intero bilancio demografico dei primi nove mesi del 2013, che evidenzia una situazione difficile proprio dopo il rientro dalle ferie. Il terzo risultato trimestrale porta, con gli altri due, un saldo complessivo di -554 imprese nell’intero periodo gennaio-settembre.
Imprese GIOVANI
In Italia dall’inizio dell’anno sono nate 100mila imprese under 35 anni su un totale di quasi 300mila iscrizioni, quindi più di un terzo. In Friuli Venezia Giulia questa percentuale è più bassa ma comunque sempre significativa se è vero che in nove mesi sono nate 1.444 imprese under 35 sulle complessive 4.844 iscrizioni.
Inoltre, se le imprese in generale diminuiscono in questo terzo trimestre, quelle giovanili crescono leggermente rispetto al trimestre precedente, ma lo stock, ossia il numero complessivo di imprese giovani registrate, diminuisce rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: le imprese under 35 registrate in regione sono ora 8.254, mentre lo scorso anno erano 8.529.
«Le percentuali di nuove imprese giovani sul totale delle nuove iscritte restano comunque a livelli inferiori rispetto alla media nazionale e questo deve farci potenziare le iniziative di supporto, orientamento e assistenza ai giovani, per aiutarli a credere nell’imprenditoria e a poter realizzare le proprie idee e la propria creatività», conclude il presidente Da Pozzo.
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Intervento presidente Unioncamere Fvg Giovanni Da Pozzo al Forum Balcani di Unicredit
17 ottobre 2013
«Nonostante le prospettive di crescita mondiale si stiano spostando su nuovi mercati, abbiamo tutto l’interesse a lavorare su quelli a noi vicini, Balcani innanzitutto, con cui il sistema camerale sta infatti operando da anni con tante progettualità. E in un’ottica regionale, con l’Unioncamere Fvg collettore delle sinergie di tutti i territori per aiutare le aziende a sviluppare occasioni commerciali».
Così il presidente Unioncamere Fvg Giovanni Da Pozzo, intervenuto in apertura dell'odierno Forum Balcani organizzato da Unicredit in Sala Valduga della Cciaa di Udine per accrescere le opportunità di business delle imprese regionali verso quest'area, prevista in costante crescita anche nei prossimi anni. Da Pozzo ha anche ricordato come «è indispensabile che le strutture economiche e finanziarie facciano sistema per l’internazionalizzazione, con una regia unica della Regione per non disperdere iniziative e risorse».
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Azerbaijan, nuovo Business Forum per conoscerne le opportunità
14 ottobre 2013
Si terrà mercoledì 16 ottobre alle 10 in Sala Valduga e vedrà la presenza dell’ambasciatore azero Sadiqov e della presidente della Regione Serracchiani, ospiti del presidente Unioncamere Fvg Da Pozzo. Incontro preparatorio alla missione della prossima primavera.
Dopo il Kazakhstan, un nuovo Business forum di Unioncamere Fvg sarà dedicato all’Azerbaijan, per comprendere come il Paese, che rappresenta l’“incrocio energetico” più trafficato dell’Eurasia, punta a diversificare la propria crescita economica, rappresentando un’occasione per le Pmi friulane, in particolare per a quelle delle infrastrutture, dei macchinari, delle costruzioni e d’ingegneria civile, ma anche per i beni di consumo: contract, agroalimentare e tessile-abbigliamento.
L’approfondimento, che si realizza nell’ambito del progetto Fvg Vs Global Competition, promosso in collaborazione dalle quattro Cciaa provinciali e cofinanziato dalla Regione, si terrà in Sala Valduga a Udine mercoledì 16 ottobre, dalle 10 (registrazione dalle 9.30). Dopo l’apertura lavori del presidente Giovanni Da Pozzo, interverrà S. E. Vaqif Sadiqov, l’ambasciatore della Repubblica dell’Azerbaijan, per presentare la realtà politica ed economica del Paese, e quindi la presidente della Regione Debora Serracchiani, che si soffermerà sulla collaborazione tra Regione e Unioncamere per l’internazionalizzazione delle Pmi. Parlerà poi Martina Urbani, Responsabile dell’Ufficio Nuova Impresa della Cciaa di Udine, presentando le opportunità derivanti dalle sezioni speciali per l’internazionalizzazione del Fondo centrale di garanzia per le Pmi, e concluderà una testimonianza aziendale. L’Italia occupa una posizione di grande prestigio nella opinione pubblica azera: in aumento la presenza degli imprenditori italiani nel Paese contribuendo così a diffondere lo stile di vita italiano.
La partecipazione delle imprese al business forum è gratuita ed è preparatoria ai servizi di consulenza che si terranno tra ottobre e novembre e alla prossima missione economica nella primavera 2014. Per partecipare contattare la Camera di Commercio di Udine (Telefono 0432.273295, progetti.info@ud.camcom.it)
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Avvio dell'indagine congiunturale - 3° trimestre 2013 e previsioni 4° trimestre 2013
11 ottobre 2013
E’ iniziata l'11 ottobre 2013 la quinta indagine congiunturale promossa da Unioncamere Friuli Venezia Giulia, che ha lo scopo di analizzare l’andamento dell’economia regionale e indagare sulle sue prospettive.
I dati raccolti ed elaborati forniscono in tempo reale alle quattro Camere di Commercio ma anche alle altre istituzioni della regione, significativi elementi per supportare i processi di crescita e di sviluppo del sistema economico locale.
L'indagine coinvolge i settori dell’industria con particolare riferimento ai comparti del legno e arredo e della meccanica, dell’edilizia, del commercio al dettaglio, degli alberghi e ristoranti ed il comparto vitivinicolo. Dall'11 ottobre al 9 novembre saranno intervistate circa 1.400 imprese regionali.
Unioncamere Friuli Venezia Giulia ha affidato l’indagine alla Questlab (http://www.questlab.it - link esterno), società specializzata nella realizzazione di indagini campionarie. I risultati dell’indagine saranno diffusi dopo il 20 novembre 2013. Si ricorda che qualsiasi tipo di ricerca o di sondaggio proveniente da Unioncamere Friuli Venezia Giulia è sempre verificabile presso il numero telefonico diretto 0432 273210 273200 (Centro Studi Unioncamere FVG).
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Unioncamere Fvg: Kazakhstan, in primavera la missione economica
Da Pozzo: «Export in forte crescita, ma le Pmi friulane possono affrontare meglio il mercato kazako mettendosi in rete, anche usufruendo del bando Cciaa». Oggi (25 settembre) ospiti in Sala Valduga l’ambasciatore Yelemessov e il console onorario Bellinello
25 settembre 2013
Se l’export generale del Fvg non sta andando bene, quello specifico verso il Kazakhstan è in controtendenza: un +67% tra 2011 e 2012 e in questi primi sei mesi del 2013 già un nuovo +50%, con valori che entro fine anno sembrerebbero tornare ai livelli pre-crisi. Segno che c’è interesse per il prodotti della regione (soprattutto macchinari e mobili), tanto che l’Unioncamere Fvg sta preparando in questi mesi il percorso che porterà le Pmi regionali a una missione in Kazakhstan, già programmata per la primavera 2014. Un primo approfondimento c’è stato oggi con un Business Forum, intera giornata di lavori realizzata nell’ambito del progetto “Fvg Vs global competition” (cofinanziato dalla Regione) e dedicato proprio al Paese, ponte fra Europa e Asia, deciso a contare sempre più sulla scena mondiale, grazie alla sua dimensione (9° Paese più vasto del mondo), alla ricchezza mineraria (6° Paese in termini di risorse disponibili) e alla collocazione strategica. A parlarne, assieme al presidente Unioncamere Fvg e Cciaa Udine Giovanni Da Pozzo, l’Ambasciatore del Kazakhstan in Italia, S.E. Andrian Yelemessov, e il console onorario a Trieste Luca Bellinello, oltre a Paolo Palmieri di Sace, pronti a illustrare le nuove tendenze di sviluppo sociale ed economico del Kazakhstan e le opportunità per le Pmi del Fvg. Che, come ha rimarcato il presidente Da Pozzo, «devono però cercare di proporsi in forma aggregata, per “pesare” di più ed essere più competitive e appetibili su un mercato come questo: un’operazione che la nostra Cciaa sostiene, anche con un bando che è aperto e a disposizione delle imprese, specifico per sostenere progetti di rete per percorsi di internazionalizzazione». Una strada che cercando di esplorare, per esempio, un gruppo di aziende friulane, come ha ricordato Bellinello, che si sono consorziate raggruppando una serie di professionalità, facendo squadra per superare così i problemi pratici che una singola piccola impresa non potrebbe affrontare. E le opportunità in Kazakhstan sono davvero significative, ha confermato l’ambasciatore, evidenziando come il Paese disponga anche di 10 zone economiche agevolate. «Spero possiate beneficiare di queste occasioni – ha rimarcato – e noi siamo disponibili ad aiutarvi». Ma sono opportunità da cogliere con prontezza «e con il supporto di tutte le istituzioni», ha auspicato l’ambasciatore, per evitare che concorrenti di altri Paesi arrivino prima, come accaduto anche in passato. In Kazakhstan c’è notevole favore verso gli investimenti stranieri e soprattutto italiani, in tantissimi campi, dall’arredo di lusso alla logistica all’agroindustria, dal ricchissimo mercato dell’oil&gas ai comparti obiettivo della nuova strategia del governo, che ha deciso per i prossimi anni di puntare sull’impresa innovativa dando sostegno a settori quali energia pulita, robotica, nanotecnologie, ingegneria aerospaziale. Per le aziende friulane è consigliabile trovare un partner kazako per entrare nel Paese e in alcuni settori specifici dev'esserci una percentuale societaria e di occupati kazaka, ma ciò permette di accedere in molti casi a consistenti agevolazioni. «La partecipazione all’Unione doganale con Russia e Bielorussia, poi, apre a un mercato di 170 milioni di persone», ha evidenziato Yelemessov, con un’aspettativa di flussi commerciali di 125 miliardi di dollari. Molto interessati e curiosi gli imprenditori friulani che hanno partecipato al Business Forum, in conclusione nel pomeriggio con i focus settoriali. Un lavoro di preparazione che proseguirà in questi mesi, culminando in una prima missione esplorativa istituzionale in dicembre, in vista della missione economica con le imprese di tutta la regione, nella primavera 2014.
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La lunga coda della crisi in Fvg
Ancora difficile la situazione delle imprese secondo l’indagine congiunturale Unioncamere Fvg, con il consuntivo del II trimestre e le previsioni per il III. Qualche piccolo segnale positivo comincia però a intravedersi: cresce la percentuale di imprese che si attende uno sviluppo rispetto allo scorso anno. Focus sulle strutture finanziarie regionali: giudizi positivi per chi le utilizza, ma sono ancora in pochi a farlo. E in pochi a conoscerle, da Mediocredito a Friulia a Finest. Va un po’ meglio solo per i Confidi.
24 settembre 2013
In Fvg la crisi è arrivata con un po’ di ritardo rispetto al resto del Nordest, perciò si fa ancora sentire in questa sua lunga coda. E si spera fortemente che di coda si tratti, leggendo i dati dell’ultima indagine congiunturale di Unioncamere Fvg, che conferma un andamento ancora non positivo pressoché di tutti i settori interessati dall’analisi (manifatturiero, commercio al dettaglio, servizi di ospitalità, costruzioni e vitivinicolo), ma che lascia intravedere la tanto attesa luce in fondo al tunnel nelle aspettative di crescita delle imprese intervistate, in miglioramento rispetto alle rilevazioni precedenti. L’indagine regionale è stata presentata oggi in Camera di Commercio a Udine, nella nuova Sala dell’Economia, al piano interrato del palazzo camerale con ingresso da piazza Venerio, che con questa “prima” ufficiale – con lo scoprimento della targa – si propone come ulteriore sede a disposizione della Cciaa ma anche delle istituzioni e delle realtà economiche del territorio, per conferenze, riunioni ed esposizioni. La congiuntura è stata introdotta dal presidente Cciaa e Unioncamere Fvg Giovanni Da Pozzo, assieme ai colleghi Antonio Paoletti, Giovanni Pavan ed Emilio Sgarlata (Ts, Pn, Go). Nei dettagli dell’analisi è entrato Nicola Ianuale, presidente di Questlab, la società che trimestralmente si occupa di effettuare ed elaborare l’indagine, mentre in conclusione è intervenuto Daniele Marini, direttore scientifico della Fondazione Nordest, che ha aperto lo sguardo sulla situazione dell’intera area nordestina.
«L’economia della nostra regione non è ancora uscita dalla fase negativa – ha confermato Da Pozzo introducendo i lavori – e ci sono ancora indicatori importanti che ci preoccupano, come per esempio l’andamento dell’export regionale, che pur in miglioramento nel secondo trimestre (-0,73%) resta negativo per tutto il primo semestre 2013, con un -3,3%». Altri nodi cruciali restano l’occupazione, in primis, come pure il sistema imprenditoriale. «Nel primo semestre 2013 in Fvg sono nate 3.608 imprese e se ne sono cancellate 4.152, con un saldo negativo di 544 unità», ha precisato Da Pozzo. Sono entrate in scioglimento e liquidazione o altra procedura concorsuale 851 imprese: il fenomeno dei fallimenti ha interessato in particolare le industrie manifatturiere, le costruzioni e il commercio, quello delle liquidazioni e scioglimento il commercio, i servizi alle imprese, e le industrie manifatturiere, le costruzioni e il turismo.
L’indagine. Difficoltà che l’indagine congiunturale, effettuata su circa 1.400 imprese di tutte e quattro le province (periodo di rilevazione: dal 2 al 29 luglio), va a confermare. I dati a consuntivo relativi al 2° trimestre, in base alle risposte degli imprenditori, sono negativi praticamente per tutti i comparti, costruzioni purtroppo ancora in testa, con un calo tendenziale del fatturato (ossia rispetto allo stesso periodo dello scorso anno) del 13,1%. A frenare meno, o a migliorare addirittura, sono in genere le imprese che esportano, fenomeno evidente anche in quel manifatturiero che ha risentito così pesantemente della crisi e che in questo secondo trimestre vede anche un contenimento del calo occupazionale, che si ferma a un -0,4% tendenziale. Come al solito, va un po’ meglio il vitivinicolo: le imprese che esportano dichiarano un +1,6% di fatturato (pur con un – 0,9% dichiarato dalle non esportatrici), con un’occupazione in crescita del 4%.
Le previsioni degli imprenditori per il trimestre in corso pure risultano improntate al pessimismo o comunque non si attendono a breve sostanziali miglioramenti, anche se la percentuale di imprese che crede nella crescita è aumentata rispetto allo scorso anno. Sistema finanziario regionale poco conosciuto dalle imprese. Come sempre, l’indagine congiunturale ha realizzato anche un focus. Questa volta, alle imprese intervistate è stato chiesto quanto conoscono le strutture finanziarie della regione (Mediocredito, Friulia, Finest, Confidi) e quanto le utilizzano.
«Emerge un fatto significativo – ha commentato Da Pozzo –: cioè che pur se quello dell’accesso al credito è il problema cruciale delle nostre imprese, esse conoscono molto poco strutture come Friulia, Mediocredito e Finest. Va un po’ meglio con i Confidi, ma tuttavia non sono molte quelle che ne fanno ricorso o sanno quale sia la loro mission, anche se chi le usa poi è tendenzialmente soddisfatto. Un dato che fa riflettere tutte le istituzioni, anche quelle economiche, ci fa mettere tutti in discussione per una miglior diffusione delle opportunità offerte da questi strumenti». Circa il 5% delle imprese intervistate conosce Finest, e la percentuale sale al 37% per il sistema dei Confidi in regione. Per le aziende che conoscono bene gli strumenti di finanziamento regionale esiste una differenziazione settoriale e per classi di dimensione in termini di addetti. Nel primo caso (le imprese per settore) i Confidi sono gli strumenti più conosciuti, seguiti da Mediocredito, dove il 50% dei rispondenti del manifatturiero afferma di conoscerne bene finalità e caratteristiche. Il motivo della richiesta di finanziamento è principalmente dovuto a squilibri di cassa per l’edile e il vitivinicolo, per i rimanenti settori prevale la motivazione legata alla realizzazione di investimenti. Per classi dimensionali emerge che le grandi aziende ricorrono agli strumenti finanziari per nuovi investimenti, mentre la cassa viene coperta con la maggior capacità di autofinanziamento o ricorrendo al sistema creditizio, mentre per le piccole aziende utilizzano prevalentemente per far fronte alle esigenze di cassa Per quanto riguarda la soddisfazione di chi ha usufruito dei finanziamenti da parte delle organizzazioni preposte dalla Regione la valutazione è mediamente positiva. Circa il 50% è abbastanza o molto soddisfatto per gli adempimenti richiesti e flessibilità degli strumenti tale quota di soddisfazione raggiunge quasi il 76% per la durata del finanziamento.
Il confronto con il Nordest. La crisi in Fvg è stata tardiva e dunque si fa sentire ancora, più che nelle regioni limitrofe. L’analisi arriva da Daniele Marini, che ha evidenziato alcuni dati elaborate sulle risposte di un panel di circa 300 imprese di tutta l’area, comunque significative per definire un “sentiment”. Quanto alle aspettative di crescita per la produzione per i prossimi tre mesi, la risposta data dalle imprese del Nordest, a settembre 2013, è balzata a +8%, mentre è ancora negativa, al 17,8% in Fvg. Risultati analoghi anche per le attese sugli ordini, mentre il segno meno vale sia per Nordest sia per Fvg relativamente all’occupazione. Le attese sono invece positive in entrambe le realtà per la crescita degli ordinativi esteri, pur con percentuali di gran lunga più elevate tra le imprese del Nordest. Per Marini, le soluzioni vanno ricercate in due pilastri, che hanno dato risultati anche nei periodi più duri della crisi e ne potranno dare ancora. Internazionalizzazione innanzitutto, e quindi innovazione, a 360 gradi, all’interno delle aziende. Per le quali vanno fatte operazioni di sistema. «Bisogna cioè che su creino le precondizioni affinché le imprese possano farcela da sole», ha detto. E, a puro scopo di “divertissement”, come l’ha definito il professore, ha evidenziato il Nordest non in base alle divisioni amministrative attuali, ma in aree economicamente omogenee. Una sorta di nuova mappa di province e regioni più funzionali allo sviluppo, come spunto di riflessione e “ispirazione” alla politica.
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"Tonon, ottima scelta, segno di lungimiranza"
Il commento del presidente della Cciaa di Udine e Unioncamere Fvg Da Pozzo, che ringrazia anche Luci per il grande impegno «e la forte presenza espressa a tutela delle esigenze delle imprese in questi anni difficili»
24 luglio 2013
Un plauso alla scelta di Confindustria Udine, un augurio di buon lavoro al nuovo presidente Matteo Tonon e un ringraziamento sentito ad Adriano Luci. Arrivano anche dal presidente della Camera di Commercio e Unioncamere Fvg Giovanni Da Pozzo, che ribadisce come «Tonon sia giovane, ma preparato e già con molta esperienza, tanto in azienda quanto nella vita associativa, come presidente del Gruppo giovani. Ma conosce molto bene anche il sistema camerale, il Catas e ha inoltre guidato Promosedia davvero da giovanissimo. Non possiamo che congratularci per questa decisione, che è anche fortemente simbolica: dà fiducia ed è esempio per tutte le istituzioni». E soprattutto per un territorio come il Friuli, «dove il lavoro e soprattutto l’impresa giovanile – precisa Da Pozzo – sono vere emergenze da affrontare sempre con idee nuove e di prospettiva. La presenza di Tonon a capo dell’associazione degli industriali udinesi è un segno di lungimiranza, così come l’impegno già annunciato di proseguire sulla strada delle razionalizzazioni e delle ottimizzazioni dei servizi. Su questo fronte, un segnale di continuità con l’opera portata avanti da Adriano Luci – conclude Da Pozzo –, cui va il sentito ringraziamento da parte della Camera di Commercio, per l’ottimo lavoro e la forte presenza sempre espressa con sincera passione al fianco delle imprese e per lo sviluppo produttivo del territorio, in questi anni così difficili».
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Movimprese (2° trimestre): +334 il saldo tra imprese iscritte e cancellate in Fvg
Da Pozzo (Unioncamere Fvg): Agire a livello di sistema-Paese ma incidere anche a livello regionale su fiscalità, credito, ma anche internazionalizzazione e aggregazioni. Ridotto ma sempre negativo (-544) il saldo gennaio-giugno (era -878 nel 1° trimestre); le imprese cancellate nel 2° trimestre sono il numero più negativo dal 2009 e lo stock delle attive registra il minimo storico da 13 anni. Se nel Nordest c’è chi “sta peggio”, il tasso di crescita delle imprese Fvg (+0,31%) resta inferiore alla media italiana (0,43%). Continuano a crescere, comunque, le società di capitali
17 luglio 2013
Ritorna positivo, di + 334 unità, il bilancio tra imprese del Fvg iscritte e cancellate nel 2° trimestre 2013. E pur se «il dato ci fa tirare un piccolo respiro di sollievo dopo un primo trimestre per nulla positivo seguìto a un 2012 in cui la crisi si è fatta sentire con crudezza - commenta il presidente Unioncamere Fvg Giovanni Da Pozzo -, siamo lontani dalle performance pre-crisi», secondo il dato “Movimprese”, diffuso da Unioncamere nazionale ed elaborato per la regione dal Centro Studio Unioncamere Fvg. Le nuove imprese del 2° trimestre sono 1.555 in Fvg, «137 in più di quanto registrato nello stesso periodo del 2012 – precisa Da Pozzo –. Si è ridotto, ma resta sempre negativo (-544) anche il saldo gennaio-giugno (erano -878 nel 1° trimestre) e purtroppo le imprese che hanno cessato l’attività nel 2° trimestre sono 1.221, 133 in più che nel 2012, il numero più negativo dallo stesso trimestre 2009». Anche lo stock delle imprese attive continua a diminuire, raggiungendo il minimo storico da 13 anni. Al Nord Italia e nel Nordest c’è anche chi “sta peggio”, ma il tasso di crescita delle imprese Fvg (+0,31%) resta inferiore alla media italiana (0,43%). «La recessione - ha proseguito Da Pozzo - ha colpito soprattutto le economie della cosiddetta “periferia” europea: Italia, Spagna, Grecia, Portogallo e Irlanda, Paesi che hanno descritto un ciclo sfasato dal resto dell’economia mondiale, evidenziando un crollo dei livelli della domanda interna. L’Italia delle imprese, pur non brillando, tiene, anche se in Friuli Venezia Giulia presenta maggiori difficoltà. Pur conoscendo la complessità della situazione, questo ci sprona ad agire senza indugi, come sistema regionale, per far fronte a una situazione che presenta peculiarità anche per la posizione geografica, agendo subito sulle leve del credito e della fiscalità,  ma anche su quelle dell’internazionalizzazione, dell’innovazione e dell’aggregazione tra Pmi, perché senza imprese - conclude Da Pozzo - non ci può essere ripresa».
Distribuzione geografica. Al 30 giugno 2013 sono 107.871 le imprese iscritte nelle Camere di Commercio del Fvg, mentre le attive sono 95.639, toccando il minimo storico degli ultimi 13 anni. Le imprese attive sono localizzate per il 48,5% in provincia di Udine, per il 26,5% in quella di Pordenone, per il 10% in quella di Gorizia e per il 15% nella provincia di Trieste.
Settori e natura giuridica. Il 23% delle imprese attive al 30 giugno opera nel commercio, il 18% nei servizi alle imprese e distribuzione, il 17% nel primario, il 16% nelle costruzioni, il 10-11% nell’industria, l’8% nell’ospitalità, il 6-7% nei servizi alle persone. «Nell’affrontare la crisi, il sistema produttivo mantiene l’inclinazione verso le forme giuridiche più strutturale», spiega Da Pozzo. In Fvg le società di capitali crescono dello 0,58% (+132 unità il saldo di aprile-giugno, in valore assoluto il 40% del saldo totale); sostenuta la crescita anche delle altre forme giuridiche (+2,16%, +49 imprese) e invece continuano a rallentare le ditte individuali (+0,12%, +71 imprese). Se è vero che la tendenza congiunturale (cioè rispetto a marzo 2013) mostra un leggero aumento delle attive (correlato anche all’apertura di molte attività stagionali), il confronto tendenziale (rispetto a giugno 2012) mostra un calo, soprattutto nei comparti tradizionali: le imprese attive nell’industria calano del 2,6%, quelle del commercio dell’ 1,3%, le costruzioni del 2%. Vanno meglio i servizi, con le attività di noleggio, agenzie di viaggio e supporto alle imprese, le attività di alloggio e ristorazione, le attività artistiche, sportive e  d’intrattenimento e le attività scientifiche e tecniche.
Procedure fallimentari. In Italia, nei primi 6 mesi 2013, sono aumentate le aperture di procedure fallimentari (6.456 imprese hanno portato i libri in tribunale, mentre nello stesso periodo del 2012 erano 6.095). In Friuli Venezia Giulia le imprese (non cessate) che nel 1.o semestre hanno aperto la procedura di fallimento sono 122, di cui 43 a Udine, 38 a Pordenone, 24 a Trieste e 17 a Gorizia. Gli 11 concordati avviati nel 1.o semestre in Fvg sono 5 a Udine, 4 a Pordenone e 2 a Gorizia.
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Nuova collaborazione con il Montenegro: si parte dal legno-arredo
Una delegazione di aziende nonché di rappresentanti di Ministero dell’Economia e Camera di Commercio del Montenegro accolta in Cciaa a Udine. Previsti anche visite in aziende e realtà del settore e meeting con la Regione
10 luglio 2013
Ritorna a crescere, dopo un 2012 negativo, l’interscambio commerciale del Fvg con il Montenegro, registrando un + 24% nel primo trimestre 2013. E si intensificano anche i rapporti istituzionali, come si è visto ieri in Cciaa di Udine, dove una delegazione della Camera di Commercio e del Ministero dell’Economia del Montenegro ha incontrato una rappresentanza del sistema camerale, guidato dal vicepresidente Marco Bruseschi, nonché di associazioni di categoria dell’industria e della cooperazione e dell’Asdi Sedia, rappresentata dal presidente Giusto Maurig. Quest’ultima realtà, particolarmente interessante per la delegazione straniera, vista la volontà di instaurare un partenariato strategico che parta proprio dalle aziende del settore del legno. È infatti questo il settore economico prevalente nel Paese balcanico, che per il 60% è coperto da foreste e boschi e la cui attività principale è proprio la trasformazione primaria. Attività che, come hanno spiegato gli ospiti dell’incontro promosso da Unioncamere Fvg, ha necessità sempre più forti di svilupparsi. E ci si sta perciò indirizzando verso una seria politica di certificazione a garanzia della qualità e delle collaborazioni commerciali con l’estero, cominciando proprio dalla certificazione delle foreste. Una collaborazione nel comparto si rende dunque particolarmente importante, visto che, come ha evidenziato Bruseschi, «i mobili sono sempre il primo prodotto esportato negli ultimi quattro anni dal Fvg al Montenegro, così come il legno tagliato e piallato è sempre il primo prodotto importato nella nostra regione».
Oltre ai mobili, le nostre esportazioni verso il Montenegro comprendono anche abbigliamento, prodotti da forno e prodotti dell’agroalimentare, mentre importiamo anche metalli di base preziosi e altri metalli non ferrosi. Come hanno evidenziato gli ospiti, a partire dal referente del settore legno della Camera del Montenegro e dalla rappresentante del Ministero dell’Economia, Goran Popovic e Renata Milutinovic, le principali occasioni di collaborazione potranno instaurarsi dunque nel settore legno-arredo, compreso il contract relativo soprattutto all’industria del turismo, altro comparto centrale dell’economia montenegrina. Occasioni poi anche nel settore della logistica, dell’energia idroelettrica e verde, dove sono favoriti gli investimenti.
Il programma della delegazione montenegrina in Fvg è intenso: oltre all’incontro in Cciaa, in scaletta vi sono visite ad alcune delle principali realtà aziendali del comparto e istituzionali, a partire dalla Regione.
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Avvio dell'indagine congiunturale - 2° trimestre 2013 e previsioni 3° trimestre 2013
28 giugno 2013
E’ iniziata il 27 giugno 2013 la quarta indagine congiunturale promossa da Unioncamere Friuli Venezia Giulia, che ha lo scopo di analizzare l’andamento dell’economia regionale e indagare sulle sue prospettive. I dati raccolti ed elaborati forniscono in tempo reale alle quattro Camere di Commercio ma anche alle altre istituzioni della regione, significativi elementi per supportare i processi di crescita e di sviluppo del sistema economico locale.
L'indagine coinvolge i settori dell’industria con particolare riferimento ai comparti del legno e arredo e della meccanica, dell’edilizia, del commercio al dettaglio, degli alberghi e ristoranti ed il comparto vitivinicolo.
Dal 27 giugno al 31 luglio saranno intervistate circa 1.400 imprese regionali. Unioncamere Friuli Venezia Giulia ha affidato l’indagine alla Questlab (http://www.questlab.it - link esterno), società specializzata nella realizzazione di indagini campionarie. I risultati dell’indagine saranno diffusi dopo il 1° settembre 2013.
Si ricorda che qualsiasi tipo di ricerca o di sondaggio proveniente da Unioncamere Friuli Venezia Giulia è sempre verificabile presso il numero telefonico diretto 0432 273210 273200 (Centro Studi Unioncamere FVG).
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Commento del presidente di Unioncamere Fvg Giovanni Da Pozzo sull’inchiesta Cospalat Fvg
24 giugno 2013
«Se i fatti contestati saranno confermati, sono di una gravità eccezionale e si inseriscono in un filone di alterazioni alimentari che sentiamo troppo spesso nelle cronache quotidiane. Non solo minano la correttezza dell’economia ma il bene primario in assoluto, quello della salute, in modo subdolo e intollerabile per una società a economia avanzata». Così il presidente di Unioncamere Fvg Giovanni Da Pozzo in merito all’inchiesta sulla Cospalat Fvg.
Con l’augurio, prosegue il presidente, «che i controlli in questo campo siano sempre severi e, quando accertati i fatti dolosi, lo siano anche la repressione e l’azione giudiziaria.
I fatti - aggiunge Da Pozzo - pongono peraltro anche un problema di alterazione del mercato e di concorrenza sleale, mercato che deve essere regolato da atteggiamenti economici, ma soprattutto da atteggiamenti etici. Il sistema camerale, con le categorie, esprime dunque un sentito elogio alle forze dell’ordine per aver portato alla luce questa situazione, con la certezza che continueranno a perseguire casi in cui si evidenziano scorrettezze nei confronti del libero mercato e delle normative sanitarie».
Da Pozzo conclude con un auspicio.
«Che tutti gli accertamenti di natura tecnico-giuridica possano essere effettuati nel più breve tempo possibile e che in tal caso le pene possano essere esemplari. Perché il comportamento increscioso di alcuni non ricada negativamente su un intero comparto, un settore basilare della nostra economia e della nostra identità, garanzia di qualità che tantissimi produttori del territorio possono assicurare, poiché operano in modo onesto e corretto, offrendo prodotti genuini, che hanno grande appeal sul mercato e sono simbolo di quel made in Italy eccellente che è tra le nostre bandiere più importanti nel mondo».
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11a Giornata dell’Economia
Lunedì 17 giugno 2013, ore 11.00 Camera di Commercio di Gorizia, Palazzo De Bassa - Sala Verdi, Passaggio Edling 2
12 giugno 2013
I presidenti delle Camere di Commercio di Gorizia Emilio Sgarlata, di Pordenone Giovanni Pavan, di Trieste Antonio Paoletti e di Udine Giovanni Da Pozzo promuovono l'11a Giornata dell’Economia, che consentirà di fotografare e presentare da un osservatorio unico lo stato di salute e le dinamiche economiche in atto sul territorio regionale. L’incontro è previsto per lunedì 17 giugno, alle 11, a palazzo De Bassa a Gorizia.

INTRODUZIONE
“L’economia reale dal punto di osservazione delle Camere di Commercio e delle Imprese”
GIOVANNI DA POZZO
Presidente Unioncamere Fvg

CONVERSAZIONE
Quattro giovani imprenditori a confronto
modera PAOLO POSSAMAI
Direttore Il Piccolo

CONCLUSIONI
SERGIO BOLZONELLO
Vicepresidente Regione Fvg, Assessore alle attività produttive, risorse rurali, agroalimentari e forestali
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Expo 2015, grande chance anche per le Pmi friulane, ma bisogna accelerare sulle reti
I rappresentanti di Expo e Pwc Grassi e Tranfo e Morelli di Illy Caffè hanno evidenziato le opportunità di business date dall’esposizione. Ma non c’è tempo da perdere: moltissimi bandi già attivi
Da Pozzo, «Grande impegno camerale sulle reti d’impresa anche con nuovo bando». Unioncamere cercherà di fare da collettore delle istante delle imprese per Expo. Serracchiani parteciperà al tavolo operativo del 1° luglio con il Sottosegretario Martina.

10 giugno 2013
Accelerare sulle reti d’impresa. Perché se le aziende -  ma anche le istituzioni - danno concretezza al concetto ormai retorico del “fare sistema” realizzando vera aggregazione, le chance per l’economia  possono essere davvero interessanti. Soprattutto sul piano internazionale. E, pure, su quell’immenso bacino di potenzialità che esprime Expo 2015, come è stato sottolineato giovedì 6  al convegno di apertura del Connecting event, seconda edizione dell’iniziativa promossa da Unioncamere Fvg per favorire la conoscenza fra imprese - 109 quelle aderenti - che vogliano mettersi in rete per affrontare l’estero con maggior competitività. Un appuntamento, portato avanti dalla Cciaa di Udine, in collaborazione con le altre Cciaa provinciali nell’ambito del progetto Fvg vs Global Competition (cofinanziato dalla Regione, L.r. 11/2011), che si è snodato fra seminari, orientamento e incontri B2b tra giovedì 6 e venerdì 7 e che ha visto sul palco della Sala Congressi della fiera, con il presidente Unioncamere Fvg Giovanni Da Pozzo, anche Vincenzo Grassi (Associate Partner PwC Advisory, responsabile del coinvolgimento di imprese e istituzioni all’Expo 2015); Massimiliano Tranfo, consulente business development di Expo2015; e Roberto Morelli Business Development Manager di IllyCaffé, moderati dal direttore del Messaggero Veneto Omar Monestier, in un dibattito concluso dalla presidente della Regione Debora Serracchiani. Un incontro in cui, tra l’altro, il sistema camerale si è impegnato a fare da raccordo con le imprese per concorrere insieme anche alla partita di Expo e che ha trovato l’intesa anche della Regione per la regia complessiva, come confermato dalla presidente Serracchiani, che peraltro sarà presente a un tavolo operativo per Expo, il 1°  luglio a Milano, con il sottosegretario Maurizio Martina e i vertici delle Regioni che saranno maggiormente coinvolte dalla partita. Un tavolo in cui la Regione Fvg vuole essere parte attiva, ha evidenziato la presidente, «affinché un Fvg efficiente dal punto di vista delle reti, a partire da quelle infrastrutturali ed energetiche, diventi protagonista anche grazie al suo confine, diventi il primo biglietto da visita dell’Italia per l’est». E la partita Expo diventa occasione principe da divulgare, perché, come hanno spiegato i relatori, non è ancora conosciuta e “sfruttata” al massimo dalle imprese, anche se presenta già tantissime chance. Da giocarsi subito, ha evidenziato Grassi. Perché sono già tantissimi i bandi  sempre in evidenza sul sito ufficiale www.expo2015.org, e perché il team organizzativo è sempre disponibile a essere contattato. «Basta avere delle idee innovative. O anche, “semplicemente”, delle buone idee», hanno rimarcato Grassi, Tranfo e Morelli, poiché il “cantiere” è sempre in movimento e nuove chance possono nascere dall’iniziativa diretta di imprese e istituzioni. Expo ha opportunità strategiche, perché consentirà di conoscere personalmente delegazioni da oltre 130 Paesi, opportunità di business sui temi amplissimi della sostenibilità, dell’alimentazione e delle smart city, opportunità di contribuire alla costruzione dei padiglioni e alla fornitura di innumerevoli servizi che saranno richiesti dai Paesi aderenti, oltre che, indirettamente, di attrarre flussi turistici: le previsioni sono di una ventina di milioni di visitatori, da intercettare anche in forma di sistemi regionali in grado da diventare punti di riferimento per l’evento, che si svolgerà materialmente per 6 mesi, ma che già è efficace ora e lo sarà successivamente. Come un’occasione imperdibile di “internazionalizzazione inversa”, nel senso che tutto il mondo sarà in Italia.
Chance migliori, confermato anche in questo caso, per chi farà rete. E di qui l’impegno della Regione ma anche dell’Unioncamere, da tempo attenta a sostenere e diffondere la cultura dell’aggregazione.  «Internazionalizzazione e aggregazioni – ha detto infatti il presidente Da Pozzo – sono capisaldi imprescindibili per la crescita del nostro sistema produttivo e vanno letti insieme in una sistema composto per il oltre il 85% da piccole o micro imprese che sul mercato globale non possono competere da sole. Su questi capisaldi il sistema camerale sta realizzando azioni di sensibilizzazione e supporto. Il Connecting event è una di queste, ma il sostegno alle imprese in questo campo si è snodato su più azioni in questi anni, che hanno visto anche l’introduzione con legge di nuovi strumenti, come per esempio il contratto di rete».
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Costruzioni, energia e turismo, le migliori opportunità di investimento in Croazia
L’approfondimento, seguito a check up aziendali con gli esperti, si è tenuto alla Cciaa di Udine in vista dell’ingresso del Paese, dal 1° luglio, nell’Unione Europea
03 giugno 2013
Investire in costruzioni, turismo, agroindustria, energia, con ottime opportunità anche per la vendita di macchinari e apparecchiature, prodotti metallurgici, ma anche prodotti alimentari o articoli di abbigliamento. Dal 1° luglio la Croazia diventerà il 28esimo stato membro dell'Ue, con legislazione armonizzata e la possibilità di utilizzare i fondi strutturali dell'Ue (la Croazia, già nella seconda metà del 2013, avrà a disposizione circa 665 milioni di euro dall'Europa). Cui vanno aggiunte la sostanziale stabilità politica, la presenza di manodopera qualificata e le importanti strategie agevolative degli investimenti, come è stato spiegato in Camera di Commercio a Udine, all’approfondimento che è stato aperto dal vicepresidente Marco Bruseschi. La Croazia è il 19esimo Paese di destinazione dell’export del Fvg (dato 2012) e 14esimo da cui in Fvg importa, anche se la bilancia commerciale ha subito una contrazione negli ultimi anni, dovuta al clima generale di difficoltà dell’economia mondiale, pesato particolarmente anche sulla Croazia e, come noto, pure sull’export generale del Fvg. Nel 2012 le esportazioni Fvg-Croazia sono calate meno, ma sono sempre scese, del 12%; una decrescita cominciata proprio dal 2008, dopo anni di “segni più”. Nel 2012 dal Fvg abbiamo esportato prevalentemente prodotti della siderurgia (19,6%), quindi mobili (5%) e prodotti in metallo (4,7%). Abbiamo invece importato materiali di recupero dell’industria (26%), legno tagliato e piallato (14,8%), legno grezzo (10%) e pesce, prodotti della pesca e dell’acquacoltura  (5,6%). «Grazie a questo nuovo ingresso nell’Ue – ha rimarcato – si potranno intensificare gli investimenti e le collaborazioni d’affari fra Fvg e Croazia, sulla scia di un percorso che già da tempo ci vede coinvolti, anche come sistema camerale, nell’avvicinare le nostre due realtà. Sono tante infatti le iniziative che le Camere di Commercio hanno già avviato, anticipando e favorendo i rapporti d’amicizia attraverso le opportunità di reciproca conoscenza e crescita economica. Oltre a incontri B2b fra imprese, cito per tutti la partecipazione congiunta alla rete Nuova Alpe Adria, che vede riunite le realtà camerali e le aziende dei Paesi e delle regioni dell’area, fra cui ovviamente Fvg e Croazia», ha spiegato Bruseschi. Il seminario, attuato da Unioncamere regionale nell’ambito del progetto "Fvg Vs Global Competition", è co-finanziato dalla Regione (L. r. n. 11/2012). Ad approfondire il mercato croato da tutti i punti di vista sono stati l’esperto Sasa Omeragic, che ha offerto uno sguardo d’insieme sul fare affari in Croazia, l’avvocato Savin Vaic, per il quadro giuridico di riferimento, dall’esportazione all’investimento, oltre alle norme di pagamento in Croazia e sul recupero del credito, mentre su fisco e tributi in Croazia è entrato nel dettaglio il commercialista Gian Luca Giussani. A conclusione del seminario sono stati realizzati check up con gli esperti da parte degli imprenditori partecipanti.
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World pass: nuovi Sportelli per l’internazionalizzazione anche per le imprese del Fvg
L’iniziativa promossa su tutto il territorio nazionale per offrire strumenti e servizi comuni e omogenei per supportare le imprese che vogliono diventare più competitive operando con l’estero
14 maggio 2013
L’internazionalizzazione in un unico strumento, completo e uniforme, di supporto alle imprese che vogliono puntare sull’estero per essere più competitive. “World Pass” (www.worldpass.camcom.it) è la nuova rete online di Sportelli ideata dal sistema camerale nazionale, cui aderiscono fin dai lavori preparatori anche le Camere di Commercio provinciali riunite nell’Unioncamere Fvg. «L’iniziativa mira a dare una strategia comune e omogenea a tutti i soggetti coinvolti nelle attività di supporto all’internazionalizzazione delle nostre Pmi», ha commentato il presidente Unioncamere Fvg Giovanni Da Pozzo, assieme ai colleghi presidenti Antonio Paoletti, Giovanni Pavan ed Emilio Sgarlata. «Le Camere di commercio – ha precisato Da Pozzo – diventano primario “punto di contatto” sul territorio, grazie alle tante opportunità e servizi che, con lunga esperienza, mettono a disposizione per supportare le Pmi “matricole” nell’avvicinamento a nuovi mercati o per aiutare a consolidare la presenza all’estero delle aziende che già vi operano». E se in Italia sono solo il 3,5%, secondo le stime di Unioncamere sarebbero oltre 70mila le imprese con le carte in regola per varcare i confini nazionali ma ancora non si sono decise a farlo. Matricole, appunto, cui in particolar modo è rivolto World Pass, che prevede servizi consolidati e strumenti nuovi, messi in comune con l’Agenzia Ice, con un valore aggiunto: un nuovo modello di assistenza specializzata, costruita sulle esperienze d’eccellenza, che realizzerà il collegamento tra le imprese che vogliano operare oltre confine e tutte le strutture che si occupano di promozione dell’internazionalizzazione: Regioni, rete diplomatica consolare, Camere di commercio italiane all’estero, Camere miste, uffici dell’Agenzia Ice, sistema associativo. La rete degli Sportelli, il cui completamento è in progress, si avvarrà di strumenti informativi messi a disposizione sul sito, tra schede Paese, opportunità, missioni o certificazioni necessarie, assieme al servizio l’Esperto Online. Negli Sportelli, le imprese potranno contare sul supporto di oltre 300 unità di personale formato nelle Camere italiane, e su un pool di oltre 30 esperti che risponde in real time su servizi certificativi per l’estero (informazioni su normative attinenti i documenti necessari per esportare, convenzioni internazionali, certificati, visti e tutti gli atti per l’estero, e rilascio dei certificati e documenti necessari all’impresa); primo orientamento (su Paesi e mercati, settori economici, normative internazionali, trend di mercato…); informazione a assistenza (su formalità per aprire un’impresa import-export, fasi di un’operazione commerciale internazionale, principi di marketing internazionale, analisi sull’esportabilità dei prodotti; assistenza specializzata (su certificazione, procedure doganali, fiscali e assicurative; normative; costituzione di società all’estero; finanziamenti, informazioni sulle opportunità offerte da Simest e Sace...)
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Canada, al via oggi la missione istituzionale ed economica
Da Pozzo, «Per la prima volta in Saskatchewan, regione ricca di opportunità, quindi a Toronto e infine, per alcune aziende, anche a Vancouver». Guidata dal sistema camerale regionale riunito nell’Unioncamere Fvg, in collaborazione con il consolato onorario insediato in Cciaa (guidato da Primo Di Luca) e con il Gruppo Giovani di Confindustria Udine
09 maggio 2013
In Canada, con una quindicina tra aziende del Friuli Venezia Giulia e partner istituzionali, «per portare una sintesi del sistema economico più giovane e innovativo della regione a sviluppare occasioni di conoscenza e di business nel vasto e diversificato Paese nordamericano». Le parole del presidente della Camera di Commercio di Udine e Unioncamere Fvg Giovanni Da Pozzo rimarcano l’importanza del viaggio d’affari che comincia mercoledì 8 maggio con l’avvio della parte istituzionale della missione, guidata proprio dal sistema camerale regionale. «Il legame che unisce Fvg e Canada è fortissimo – specifica Da Pozzo – e le relazioni economiche si stanno intensificando, con una crescita del nostro export che ha superato l’11% nel 2012, fatto positivo in un anno difficilissimo proprio per le nostre esportazioni. La Cciaa di Udine, prima in Italia ad avere nella sue sede un consolato, ha voluto partire proprio da quello del Canada, perché intende arricchire le occasioni di scambio tra le due realtà produttive, sulla scia dell’importante azione avviata in questi ultimi anni. E il consolato, che sta portando avanti un’intensa attività grazie all’impegno del console Primo Di Luca, si sta dimostrando un perfetto partner e assistente per questa missione economica». I primi appuntamenti in Canada si terranno nel Saskatchewan, nel capoluogo Regina, per proseguire poi nei prossimi giorni a Toronto, cuore del viaggio d’affari, e per alcune imprese, gran parte del gruppo giovani di Confindustria Udine guidato da Massimiliano Zamò, anche a Vancouver. «Per fare business all’estero non solo a parole ma con i fatti – ha detto Zamò, che sarà impegnato in prima persona nel viaggio d’affari –, siamo orgogliosi come Gruppo Giovani di aver contribuito a questa missione sviluppando un format replicabile che vede coinvolti, da una parte, la nostra associazione di categoria, dall’altra, le istituzioni nella figura della Camera di Commercio e Unioncamere, e dall’altra parte ancora, il Consolato canadese a Udine. Siamo riusciti nel nostro piccolo a fare sinergia e rete, cosa che servirebbe su ampia scala anche a livello di sistema Italia». L’iniziativa si svolge all’interno del progetto “Fvg Vs Global competition”, cofinanziato dalla Regione, e fa seguito a una serie di attività preparatorie, la più recente, con l’arrivo in Cciaa del Ministro consigliere Ralph Jansen dell'Ambasciata del Canada a Roma, e poco prima, in marzo, con l’incontro per le istituzioni e gli imprenditori con console generale a Vancouver Fabrizio Inserra. Oltre a questi appuntamenti, l’attività preparatoria ha visto numerosi approfondimenti, a fine gennaio. Le adesioni delle imprese sono state oltre 50 e personale delle Camere di Toronto e Vancouver ha incontrato per check up individuali 46 imprese. E se il progetto Canada era già stato al centro delle iniziative camerali fin dal 2009, in Saskatchewan sarà la prima volta. Lì, la delegazione friulana potrà verificare dal vivo le opportunità offerte in particolare da corposi interventi programmati dalle autorità locali, innanzitutto per le imprese della logistica-edilizia – per esempio con il costruendo Global trasportation Hub di Regina, principale polo logistico dell’area, connessione verso gli Stati Uniti ma anche trampolino per il Far East asiatico –, e pure per quelle dei comparti agricoli e agroindustriali, delle biotecnologie, della formazione e della ricerca scientifica. Il Saskatchewan è una terra giovane, ricca di risorse naturali e molto stabile, all’interno di un mercato canadese che si conferma tra i più stabili e promettenti al mondo, uno dei rarissimi a conservare la Tripla A e per quattro anni consecutivi.
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Logistica, accesso al credito, sburocratizzazione, costi dell'energia, occupazione giovanile
Le priorità del mondo economico presentate al presidente Serracchiani e agli assessori Bolzonello e Santoro. Lunedì mattina l’incontro organizzato da Unioncamere Fvg con i rappresentanti dell’economia: i presidenti di tutte le Cciaa e i rappresentanti delle categorie produttive. Focus su patto di stabilità, Palmanova-Manzano, riorganizzazione delle strutture finanziarie della regione e sviluppo del territorio
08 maggio 2013
Misure per facilitare l’accesso al credito delle imprese, sburocratizzare e incidere su fiscalità e costi per evitare l’esodo dell’imprese friulane nei Paesi limitrofi. Riorganizzare le strutture finanziarie regionali, da Friulia a Mediocredito ai Confidi, evitando duplicazioni e a sostegno delle esigenze di liquidità delle Pmi. Definire una filiera virtuosa per accompagnare all’estero le imprese, ma anche riordinare le strategie della regione quanto allo sviluppo logistico e anche in chiave turistica, con un cappello di fondo: attenzione al lavoro e all’occupazione, soprattutto quella giovanile. Sono tanti i temi che le categorie economiche e i presidenti delle quattro Camere di Commercio hanno posto sul piatto nel positivo incontro organizzato da Unioncamere Fvg e ospitato stamattina in Cciaa a Udine dal presidente Giovanni Da Pozzo, cui hanno preso parte la presidente della Regione Debora Serracchiani, il vicepresidente e assessore alle attività produttive e all’agricoltura Sergio Bolzonello e l’assessore alla pianificazione territoriale, lavori pubblici e università Maria Grazia Santoro. «Le priorità sono dunque molteplici, in un momento ancora difficilissimo per la nostra economia, che non possiamo definire più un’isola felice – ha commentato il presidente Da Pozzo introducendo i lavori –. Sappiamo che nessuno ha la bacchetta magica, ma se ognuno di noi s’impegna a un confronto che superi i provincialismi e si ponga in una visione regionale di sviluppo, credo che possiamo impostare insieme, compattamente, un percorso di nuova crescita».
E l’apertura al confronto è stata confermata dalla presidente Serracchiani, che ha spiegato come «in giunta abbiamo assunto come metodo di lavoro la collegialità, perché gli assessori non possono lavorare solamente all’interno dei propri settori, ma devono operare come una squadra pronta a dare un contributo forte, muovendosi sul territorio con metodo per avere sempre un quadro complessivo della gestione della regione, anche per la posizione geopolitica che ha». Serracchiani ha evidenziato alcune priorità, da mettere in campo immediatamente, di pari passo con una riorganizzazione della struttura regionale che sia più rispondente alle esigente operative di cittadini e imprese sulle diverse tematiche, come hanno confermato poi anche i due assessori Bolzonello e Santoro. «Innanziattutto – ha detto la presidente – un’azione legata al patto stabilità, che tocca da vicino la nostra economia: già da giovedì mattina il vicepresidente Bolzonello sarà presente a un incontro della Conferenza delle Regioni che comincerà a delineare i punti da trattare con il Governo e il primo sarà proprio il patto di stabilità, perché il blocco delle amministrazioni comunali incide anche sul bilancio regionale. L’altra emergenza riguarda il sistema finanziario regionale che va messo in logica di sistema, da Mediocredito, Friulia e Frie ai Confidi: mettere in rete significa anche ripensare in parte le missioni affidate negli anni a questo sistema, che va ora ritarato in conseguenza di questa crisi importante, sulla necessità di trovare nuovi spazi e fare “mestieri” nuovi. Penso anche alla necessità di trovare una stretta collaborazione con sistema bancario: riuscire per esempio a fare una convenzione per permettere di aumentare il moltiplicatore dei Confidi potrebbe essere una prima azione da mettere in campo». Sulla logistica, le deleghe sono rimaste in capo alla presidente. «Avendo anche le relazioni internazionali, possono così essere armonizzare e coordinate al meglio, anche per una competenza che ho acquisito da parlamentare europeo e perché credo – ha detto Serracchiani – che il presidente debba impegnarsi in prima persona su temi così delicati strategici, dalla portualità ai corridoi europei alle sinergie dell’aeroporto. Non a caso abbiamo voluto un primo incontro sulla rete ferroviaria, per creare le condizioni che ci portino a scongiurare una marginalizzazione, con treni che ci permettano collegamenti in tempi ragionevoli con Milano e con Mestre».
Sulle infrastrutture locali, attenzione particolare è stata data al progetto della Palmanova-Manzano, su cui le categorie hanno espresso posizioni variegate, dando comunque la disponibilità a un confronto aperto con la Regione e con un senso di fiducia espresso da tutte le categorie. Più favorevoli all’attuale progetto sono state per esempio Confindustria e Asdi Sedia, nella posizione espressa sia da Michelangelo Agrusti, in rappresentanza del presidente Calligaris («Si tratta di trovare compatibilità tra infrastrutture e territorio, ma si possono fare cose sensate nella salvaguardia di entrambi. Dobbiamo rendere la nostra regione una piattaforma logistica e abbiamo bisogno anche di infrastrutture, come la Cimpello-Sequals Gemona o la Palmanova-Manzano, perché riteniamo che possa esserci uno sviluppo futuro e il progetto possa dare risposta anche all’edilizia e ai settori collegati) sia del presidente Asdu Giusto Maurig (che oltre a chiedere una revisione del sistema delle Asdi, sulla Palmanova-Manzano ha chiesto di considerare nel suo insieme il progetto, con una visione a medio-lungo termine, guardando all’opportunità di una riorganizzazione di tutto il territorio, con i collegamenti alle altre infrastrutture e altri poli logistici). Più favorevoli a rivalutare la portata del progetto infrastrutturale, invece, in generale le categorie dell’agricoltura (Dario Ermacora di Coldiretti ha evidenziato come «non siamo contro grandi opere, anzi, però cerchiamo di fare quelle necessarie allo sviluppo economico e a non emarginare la nostra regione, con la giusta attenzione a evitare gli sprechi o lavori inutili, che potrebbero portare a danni al territorio che non saremo in grado di riparare»), e pure l’Api (come ribadito dal presidente Massimo Paniccia, «premettendo la necessità di sapere se si tratta di un contributo a fondo perso o un mutuo, per cui ci sarebbero considerazioni leggermente diverse, resta la considerazione principale, cioè che si ritiene inutile un impatto così forte sul territorio e si riterrebbe invece sufficiente e utile, secondo quanto ho sentito dagli associati del manzanese e dai nostri autotrasportatori, dato che verrà spostato il casello di Palmanova verso Aiello, di realizzare da lì la bretella che congiunga la zona artigianale di San Vito al Torre. E quindi riqualificare la strada esistente fino a Manzano»).
Sulle priorità economiche generali, comunque, tutti concordi, così come sul metodo di confronto impostato. E se il presidente di Confindustria Udine Adriano Luci ha evidenziato la necessità di rispondere in tempi rapidi ai progetti delle imprese, di incidere sui costi dell’energia e rendere attrattivo il territorio regionale di fronte ai «tappeti rossi» stesi dai Paesi vicini, specificando anche la necessità di rendere attrattiva un’area come l’Aussa Corno «e far sì che tutti i consorzi industriali comincino a dialogare e a sburocratizzare, evitando doppioni», il presidente di Confartigianato Graziani Tilatti ha rimarcato l’esigenza di intervenire in un settore in piena emergenza come quello dell’edilizia, ma più in generale di sostenere l’accesso al credito fondamentale per permettere di salvaguardare tutte le aziende che hanno voglia, struttura e capacità di operare». Quanto alle grandi infrastrutture, Tilatti ha sottolineato che «sono importanti, ma bisogna valutare anche l’impatto che hanno sulla finanza. Inoltre, bisogna fare in modo che le merci non corrano solamente, ma si possano anche fermare per dare lavoro qui. In ogni caso – ha sottolineato – la partita importante si gioca su energia, fisco, burocrazia, ma anche su un turismo, legato ad agricoltura e artigianato artistico, che non si basi su contributi a fondo perso, ma vada verso fondi du rotazione».
A tirare le conclusioni, con i due assessori, la presidente Serracchiani, che ha evidenziato in particolare la volontà di partire con la sburocratizzazione cominciando da una riorganizzazione coerente della struttura regionale. Sulla logistica ha ricordato lo studio dell’Ocse presentato con la Cciaa alcuni mesi fa, «il quale ha evidenziato che, dallo sviluppo logistico, questa regione può esprimere lavoro per circa 5000 persone sull’intera filiera», ha sottolineato. La presidente ha dunque rimarcato l’esigenza di rivedere il piano delle infrastrutture, in termini di governance e di priorità. Se in termini di governance, per esempio, «è assurdo avere una “Fvg strade” dove non sono convogliate le strade provinciali e che non sia collettore di tutte le infrastrutture stradali della regione, in grado di diventare interlocutore vero per l’Anas», in termini di priorità, riferendosi al progetto della Palmanova-Manzano, la presidente ha sostenuto che «non è una strada che fa ridiventare improvvisamente produttivo un settore economico. La strada è elemento sinergico che aiuta a fare tutti gli interventi che necessita l’attività produttiva. Quella strada in particolare, immaginata come collegamento veloce, significa realizzare un progetto del 1964, che porterebbe alla fine a un risparmio di tempi di percorrenza di 5 minuti. Non è una questione di andare contro a una scelta della precedente amministrazione, ma ora ci troviamo con una strada che non è vero che tutti vogliono; anche se è corretto sentire le opinioni di tutti, io personalmente ritengo non sia questa la soluzione più adeguata. Con un intervento di riqualificazione di minore impatto si otterrebbe l’obiettivo di consentire quel collegamento più veloce che serve all’area, e si potrebbe contemporaneamente mettere parte dei milioni previsti sull’innovazione delle attività produttive, sull’internazionalizzazione, sull’efficientamento
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Terre di cuore, un nuovo comitato per uno sviluppo economico etico
I rappresentanti del sodalizio si sono presentati al presidente di Unioncamere Fvg Da Pozzo
15 aprile 2013
Imprenditori a servizio di uno sviluppo più etico del territorio e dell’economia. Sulla scorta della positiva esperienza formativa realizzata con il docente indiano, "guru" della crescita sostenibile, Dipak Pant, un gruppo di imprenditori, manager e formatori del Fvg ha deciso di costituire un comitato spontaneo, ispirato a uno dei progetti del professore, che prende proprio il nome  di “Terre di cuore” e che si sta ora mettendo all’opera per studiare, approfondire e proporre idee innovative per rivitalizzare il tessuto economico, soprattutto le piccole imprese, mettendole in rete fra loro e con le principali istituzioni, per una nuova cultura del fare impresa e sviluppo. Alcuni rappresentanti del comitato, che ha già trovato a San Daniele del Friuli interesse e attenzione del mondo produttivo e istituzionale locale, si è presentato oggi al presidente di Unioncamere Fvg Giovanni Da Pozzo. Accompagnati dal commissario straordinario della cittadina collinare, Daniele Damele, hanno presentato le proprie idee il coordinatore Riccardo Romanzin, titolare di FormTeam, con Nicola Bosello di Nordest Servizi e Fabio Pettarin di Tecnest. Da parte di Da Pozzo la disponibilità alla collaborazione alle future progettualità del sodalizio, «iniziative e proposte che possano valorizzare al meglio – ha detto – quel rapporto uomo-prodotto-territorio che caratterizza la specialità della nostra regione e che ora va rinvigorito e rinnovato per una nuova rinascita da questo periodo di crisi così difficile».
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Seminario sulla tutela della proprietà industriale
10 aprile 2013
L’Unione Regionale delle Camere di Commercio del FVG e il Gruppo Giovani Imprenditori dell’Industria di Confindustria Gorizia, con il supporto del Ministero dello Sviluppo Economico organizzano il Seminario
Proteggiamoci!
La tutela della Proprietà Industriale come valore aziendale ed asset strategico per l’internazionalizzazione

martedì 23 aprile 2013 alle ore 15.00
Camera di Commercio di Gorizia
Palazzo De Bassa – Passaggio Edling 2 – Gorizia
Informazioni sul sito www.go.camcom.it
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Salone del mobile: oltre 100B2B con Sudafrica e Russia per le aziende Fvg
Sono 21 le imprese regionali coinvolte nei business meetings organizzati dalla Cciaa di Udine in collaborazione con il sistema camerale regionale. Da Pozzo (Unioncamere Fvg) "Per favorire l’export, via maestra per rivitalizzare il comparto", che in regione contava 2.517 aziende a fine 2012, ancora in calo. Segno positivo, però, per l’export dalla provincia di Udine e verso i due Paesi
10 aprile 2013
Superano il centinaio gli incontri B2b che la Camera di Commercio di Udine sta coordinando in questi giorni (martedì 9  e mercoledì 10) al Salone del Mobile di Milano: 21 delle aziende Fvg presenti alla kermesse sono coinvolte nei meeting, che vedranno alternarsi 15 operatori del settore provenienti da Sudafrica e Russia.
I primi - sei fra interior designer, importatori e distributori dell’arredo oltre a due giornalisti specializzati - sono arrivati grazie al progetto "Gateway to South Africa", i secondi, prevalentemente importatori e buyer dalla Federazione russa, grazie a "Filiera Abitare", entrambe progettualità realizzate in collaborazione con le altre Cciaa provinciali e cofinanziate dalla Regione.
"Crediamo nella fondamentale importanza dell'apertura all’estero per le nostre imprese del settore arredo - ha commentato il presidente di Unioncamere Fvg Giovanni Da Pozzo -, che può essere promossa e concretizzata anche attraverso questi incontri diretti. B2b che interessano peraltro due Paesi in cui i mobili sono tra i principali prodotti esportati dalla nostra regione. Sappiamo quanto il comparto abbia bisogno di risposte, che possono venire sempre più dallo sviluppo di relazioni commerciali con nuovi e promettenti mercati".
Le imprese attive del settore legno e mobili in regione, a fine 2012, erano 2.517, con un calo di un centinaio di unità rispetto a fine 2011, e l’export del settore ha registrato di nuovo qualche criticità (-4,8%), dopo una ripresa nel 2010 e 2011, segno di un 2012 particolarmente gravoso per il comparto, e non solo. Ma un primo cenno incoraggiante arriva proprio dal fronte internazionale per la provincia di Udine: l’export di prodotti in legno e mobili è cresciuto del 3,65% fra 2011 e 2012. Quanto ai Paesi specifici considerati dal B2b, il Sudafrica presenta ancora numeri ridotti, ma l’interesse resta elevato e i mobili sono il settimo prodotto esportato dal Fvg, mentre in Russia sono addirittura al primo posto, con un valore di oltre 70 milioni di euro e con addirittura un +16,5% tra 2011 e 2012. "Segnale incoraggiante, verso mercati diversificati, stimati in crescita anche nei prossimi anni", ha concluso Da Pozzo.
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Ambiente, attivazione punto informativo e calendario incontri informativi
26 marzo 2013
Unioncamere Friuli Venezia Giulia ha attivato per tutte le imprese del Friuli Venezia Giulia un punto informativo unico sugli adempimenti connessi con gli aspetti ambientali di pertinenza delle Camere di Commercio della regione.
Le informazioni disponibili all’utenza riguardano l’adempimento MUD2013, modalità di consegna, documentazione e software, diritti di segreteria e c.c.p., la comunicazione al Registro AEE, al Registro pile e la tenuta dei registri di carico e scarico dei rifiuti e dei formulari di identificazione al trasporto dei rifiuti.
Per le informazioni è stato attivato il numero telefonico 0432-747201 e la casella di posta elettronica ambiente.unioncamerefvg@catas.com che risponde nel rispetto dei seguenti orari:
fino al 30 aprile 2013:
•    da lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30
•    da lunedì al giovedì dalle 14.30 alle 16.30
dal mese di maggio al 31.12.2013
•    da lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30

Per le informazioni agli utenti ciascuna Camera di Commercio del Friuli Venezia Giulia ha organizzato i seguenti seminari:
Camera di Commercio di Trieste
Il giorno 5 aprile 2013, alle ore 09:00.
Informazioni sul sito www.ts.camcom.it
Camera di Commercio di Pordenone
Il giorno 8 aprile 2013, alle ore 15.00
Informazioni sul sito www.pn.camcom.it
Camera di Commercio di Gorizia
Il giorno 10 aprile dalle ore 14.30
Informazioni sul sito www.go.camcom.it
Camera di Commercio di Udine »leggi tutto
Il giorno 12 aprile dalle ore 15.00
Informazioni sul sito www.ud.camcom.it
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Canada, in maggio la grande missione istituzionale ed economica
Visita del console a Vancouver Fabrizio Inserra. Da Pozzo (Unioncamere Fvg) «Export in crescita dal Fvg: +11,58%, in controtendenza rispetto al dato generale delle nostre esportazioni».
Guidata da Unioncamere Fvg, porterà una quarantina fra aziende e realtà industriali e della ricerca fra Toronto, Vancouver e Regina, in Saskatchewan, tra le aree a crescita più elevata

19 marzo 2013
Una nuova grande missione porterà in Canada, a metà maggio, circa una quarantina tra imprese dei settori meccanica, arredo, edilizia e turismo e partner istituzionali (da realtà distrettuali e di sviluppo imprenditoriale all’Università a enti di ricerca), sotto la guida di Unioncamere Fvg. «Una vera sintesi del sistema economico più innovativo della nostra regione per una viaggio d’affari che si svilupperà fra Toronto, Vancouver e Regina, nella regione del Saskatchewan, realtà ancora non molto conosciuta ma tra le più promettenti per disponibilità di risorse energetiche e naturali, la stabilità di governo e le occasioni d’investimento», ha spiegato oggi il presidente Cciaa Udine e Unioncamere Fvg Giovanni Da Pozzo, introducendo la visita in Friuli e l’incontro con istituzioni e imprenditori del console generale a Vancouver Fabrizio Inserra. Una visita che, proprio per rimarcare il senso aggregativo della missione, ha visto i saluti anche del sindaco di Udine Furio Honsell e del magnifico rettore Cristiana Compagno, oltre che del console onorario a Udine Primo Di Luca. «Siamo il primo consolato onorario insediato in una Cciaa», ha evidenziato Di Luca, friulano che in Canada è diventato uno degli imprenditori più affermati e apprezzati anche per l’impegno sociale, e che da console sta portando ora avanti un’attività intensa, utile anche ad approfondire le chance di crescita delle Pmi friulane nel Paese nordamericano. E con il Canada l’interscambio commerciale dal Fvg «fortunatamente continua a crescere – ha evidenziato Da Pozzo –. Se la performance è stata straordinaria nel 1°semestre 2012 con un +22% dell’export verso il Canada, l’intero 2012 si chiude è chiuso in ogni caso con una crescita complessiva del 11,58%, dato ancor più significativo in un momento molto critico per l’andamento generale dell’export della nostra regione, che è invece negativo dell’8,9% nel complesso». Nel 2012 abbiamo esportato prevalentemente mobili (17,7%), elementi da costruzione in metallo (14,7%) e bevande 13,7%, mentre abbiamo importato antracite (45%), pasta-carta, carta e cartone  (33,2%) e minerali metalliferi ferrosi (14,3%).
L’incontro con il console è stato dunque ulteriore occasione di conoscenza , possibile grazie al progetto “Fvg Vs Global competition”, cofinanziato dalla Regione e iniziativa promossa in partnership con il Gruppo Giovani di Confindustria Udine presieduto da Massimiliano Zamò. Il console Inserra si è soffermato in particolare sui punti di forza del Saskatchewan, rimarcando le opportunità per i friulani di prendere parte a corposi interventi programmati, innanzitutto per le imprese della logistica-edilizia – per esempio con il costruendo Global trasportation Hub di Regina, che diverrà il principale polo logistico dell’area, connessione verso gli Stati Uniti ma anche trampolino per il Far East asiatico –,  ma anche per quelle dei comparti agricoli e agroindustriali, delle biotecnologie, della formazione e della ricerca scientifica. Tutte opportunità che saranno approfondite con visite già pianificate per la missione che, oltre al cappello istituzionale, prevede una serie di incontri B2b per le aziende del Fvg in ciascuna città canadese. 
«La missione confermerà il nostro già forte legame con il Canada – ha concluso Da Pozzo –, aggiungendosi all’intensa attività che negli ultimi anni la nostra Cciaa ha realizzato, all'interno di progettualità cofinanziate dalla Regione (L.r.1/2005)». Per descriverle in numeri: due missioni esplorative e altrettante imprenditoriali, con il coinvolgimento di 44 Pmi della regione, che hanno beneficiato di B2b personalizzati, visite in azienda e presentazioni settoriali. Sono stati inoltre ospitati 6 incoming di operatori canadesi, con il coinvolgimento di oltre 200 Pmi regionali, e infine
Oltre all’incontro di oggi e sempre in preparazione alla missione, a fine gennaio sono stati organizzati vari approfondimenti. Le adesioni delle imprese sono state oltre 50 e personale specializzato delle Camere di Toronto e Vancouver ha incontrato per check up individuali 46 imprese (22 da Udine, 10 Gorizia e 14 da Pordenone).
INTERSCAMBIO COMMERCIALE TRA IL FRIULI VENEZIA GIULIA E IL CANADA (2012)
Fonte: Centro Studi della Camera di Commercio di Udine su dati Istat
    Esportazioni (in Euro)    43.841.345,00       
    Graduatoria     47.a posizione       
    Variazione % rispetto al 2011    11,58%       
    Importazioni (in Euro)    75.678.715,00       
    Graduatoria     25.a posizione       
    Variazione % rispetto al 2011    51,74%       
CANADA: ANNI 2011 e 2012 (valori in euro)   
                                             2011                                2012 rettificato            Variazione percentuale
                                      import           export              import              export          import      export
Italia Nord-Orientale    246.698.635    953.867.455    268.711.818    1.043.753.404      8,92%     9,42%
Friuli-Venezia Giulia      49.873.652     39.289.941      75.678.715        43.841.345    51,74%    11,58%
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Il convegno di Unioncamere Fvg, Mediocredito Fvg, Banca Ubae e PricewaterhouseCoopers. Libia, esserci oggi per assicurarsi un futuro
Ancora rischi, ma sono tante le opportunità nel paese nordafricano date da una ricostruzione piuttosto veloce. I settori più favoriti: le costruzioni, la logistica, le telecomunicazioni, ma anche i beni di consumo made in Italy per una classe media locale in costante crescita dopo la fine della guerra civile
14 marzo 2013
Da Pozzo, «Si è ancora lontani dalle performance pre-rivoluzione, ma l’export Fvg è cresciuto lo scorso anno del 127%. C’è dunque la massima attenzione del nostro sistema produttivo, anche nell’ottica della ricostruzione del Paese che procede con tante opportunità»
Ravidà ha anticipato i dati di bilancio e le strategie di Mediocredito, sempre più orientato a rispondere alle esigenze “a breve” delle imprese e concentrato sul territorio del Fvg, dov’è stato erogato il 96% del credito. Pur ancora con tanti rischi, chi è presente oggi in Libia si assicura le relazioni e le opportunità per esserci anche domani, puntando a un futuro concreto e promettente. Una parafrasi alle parole di Licia Balietti, direttore commerciale estero di Banca Ubae, Istituto a capitale italo-arabo da oltre 40 anni presente nell’area nordafricana con un ufficio di rappresentanza in Libia, che è stata oggi tra i relatori al convegno organizzato in Sala Valduga dall’Unioncamere  Fvg, da Mediocredito Fvg, assieme proprio a Ubae e a PriceWaterhouseCoopers, primaria società di revisione e consulenza presente in 158 Paesi. Occasione per mettere in luce le opportunità anche per le Pmi friulane di «aggiungersi a quelle 120 imprese italiane già presenti in Libia, mercato di sbocco ideale per molti settori, dalle costruzioni alle telecomunicazioni, dall’agroindustria alla logistica, fino ai beni di consumo made in Italy, a cui una classe media in crescita dimostra di essere sempre più interessata», ha precisato il partner Pwc e strategy manager Nicola Anzivino. Ma con grande attenzione alle modalità di accesso al mercato, com’è emerso anche dalla testimonianza di Laura Trevisan, vicepresidente dell’associazione Sme Task Force Nordest per la Libia; all’associazione fanno riferimento circa 160 aziende che si aggregano in filiere per operare nel Paese, dov’è indispensabile andare con un piano strategico approfondito e concreto, individuando partner locali affidabili sia per partecipare a tender per opere e cantieri sia per la distribuzione di prodotti, impegno non semplice e spesso oneroso.
Il seminario è stato realizzato nell’ambito del progetto congiunto del sistema camerale regionale "Fvg Vs Global Competition 2012" cofinanziato dalla Direzione regionale Attività produttive (L.r. 11/2011), «per evidenziare i cambiamenti del mercato in seguito alle grandi trasformazioni che il Paese ha vissuto a partire dalla cosiddetta Primavere Araba fino alla guerra civile e come questi nuovi assetti abbiano influenzato e stiano influenzando i rapporti economici», ha precisato il presidente della Camera di Commercio udinese e Unioncamere Fvg Giovanni Da Pozzo, introducendo l’incontro. «La Libia – ha aggiunto Da Pozzo – è un Paese che fino al 2010 ha avuto trend in costante crescita quanto ai rapporti commerciali con l’Italia e anche con la nostra regione, che poi hanno risentito evidentemente degli effetti della guerra. Ma per il Fvg, dopo un 2010-2011 in calo nettissimo, una ripresa si segnala nei dati provvisori del 2012. Si è ancora lontani dalle performance pre-rivoluzione, ma l’export Fvg è cresciuto lo scorso anno del 127%. Con questo seminario, evidenziamo dunque la massima attenzione del nostro sistema produttivo, anche nell’ottica della ricostruzione del Paese che procede con tante chance. Va sottolineato – ha concluso Da Pozzo – che anche il Confidi Friuli è stato assegnatario da parte della Regione di fondi che hanno permesso di dar vita a finanziamenti per le aziende friulane che hanno rapporti internazionali e con la Libia in particolare. Un intervento mirato sollecitato proprio dal sistema camerale, che va a individuare un importante supporto per quelle imprese che operano con la Libia e che possono avere avuto o avere tuttora problemi di natura creditizia in seguito alla guerra civile». Anche Banca Mediocredito Fvg ha voluto essere tra i partner organizzatori dell’evento, sulla linea di una strategia di supporto alle imprese, anche nei loro processi di internazionalizzazione, in quanto collabora attivamente sia con Pwc sia con Ubae. «Se noi impieghiamo risorse in Fvg – ha detto il presidente Giovanni Battista Ravidà – dobbiamo ringraziare anche Ubae: in corso c’è una linea di credito di 30 milioni di euro cui Mediocredito attinge, linea che è stata recentemente rivisitata e ampliata da Ubae a 50 milioni». Ravidà ha colto l’occasione per evidenziare anche l’impegno dell’istituto a puntare sempre più, accanto ai tradizionali interventi agevolativi e ai finanziamenti a medio-lungo termine, sugli interventi a breve, «impiegando risorse umane, attuando una rivoluzione nell’ambito del sistema informativo e individuando partner validi per arrivare al risultato, per rispondere al grido di dolore del sistema imprenditoriale». E ha inoltre anticipato. «Anche se il bilancio di Mediocredito non sarà un “bel” bilancio perché sconterà le criticità vissute da tante aziende, soprattutto del manifatturiero, c’è la soddisfazione di una banca che continua a fare proprio lavoro nel suo territorio. Alcuni dati – ha elencato Ravidà –: nel 2012 abbiamo concesso fidi per 265 milioni di euro ed erogato nuovo credito per 223 milioni. Di questi, il 96,24% è stato erogato in Fvg e il 3,76% nel Veneto, in aderenza alla nuova policy della banca che concentra le attività d’impiego sul nostro territorio. Abbiamo favorito 494 aziende, aziende in prevalenza piccole e micro, e abbiamo da erogare, operazioni deliberate che verranno a maturare durante l’anno, altri 220 milioni di euro. E se a livello nazionale il sistema imprese registra flessioni nel credito, noi nel Fvg nel 2012 abbiamo aumentato dell’1% le erogazioni, in controtendenza».
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Da Pozzo, «Evitare il blocco dei pagamenti alle imprese che operano con i Comuni»
All’appello si aggiunge la voce di Unioncamere Fvg che, in attesa che vengano tempestivamente modificate dal Parlamento le disposizioni sul patto di stabilità, verificherà con i Confidi la possibilità di mettere in campo misure che possano scongiurare il blocco
14 marzo 2013
Attivarsi subito «per evitare che le disposizioni sul patto di stabilità si concretizzino, nei prossimi mesi, nel blocco di pagamenti nei confronti delle imprese che prestano opere o servizi per le pubbliche amministrazioni». Il rischio è concreto, come emerso anche dalle cronache di questi giorni, e all’appello si aggiunge con forza anche la voce dell’Unioncamere Fvg, che tramite il presidente Giovanni Da Pozzo, con i colleghi delle Cciaa provinciali Antonio Paoletti, Giovanni Pavan ed Emilio Sgarlata, fa sapere come «ultimamente si moltiplichino le richieste preoccupate di tante aziende che lavorano con i Comuni, dalle costruzioni ai servizi, ma anche di tanti sindaci, che si trovano con le spalle al muro e già preannunciano questo rischio». Da parte dei presidenti, dunque, «l’impegno in prima persona a sollecitare l’attenzione delle istituzioni regionali sul tema, e contemporaneamente ad attivarci con il sistema dei Confidi, per verificare la possibilità di mettere in campo misure e garanzie che possano fare almeno da ponte, confidando che il nuovo Parlamento, prima possibile, ponga mano in modo positivo alla normativa», ha preannunciato Da Pozzo. «Dobbiamo tutti impegnarci in fretta perché non si arrivi al blocco dei pagamenti alle imprese – ha concluso il presidente –: in questo momento difficilissimo, hanno già dato tanto e questa nuova batosta avrebbe un effetto drammatico sulla nostra economia».
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Congiuntura Unioncamere, strada ancora in salita per l'economia del FVG
Presentata dai presidenti delle quattro Cciaa a Trieste, assieme a Ianuale di Questlab e Marini di Fondazione Nordest. Marini «Chi internazionalizza è più innovatore. Forte effetto trascinamento delle medie imprese sulle piccole nei processi di apertura all’estero. Si guardi ai mercati lontani» Da Pozzo, «Criticità in tutti i settori e ancora centrale il nodo del credito. Fvg circondato da Paesi a forte appeal per le nostre imprese: la politica nazionale deve intervenire» «Credo nelle nostre imprese, che devono però sempre più strutturarsi e fare rete. Si affidano molto alle Cciaa per internazionalizzazione, un segnale che la Regione non dovrebbe snobbare»
05 marzo 2013
Una serie di segni meno continua a caratterizzare l’economia del Friuli Venezia Giulia. E le speranze degli imprenditori per il prossimo futuro sono tutt’altro che orientate all’ottimismo. La conferma arriva dalla nuova indagine congiunturale - consuntivo del 4° trimestre 2012 e previsioni 1° trimestre 2013 con focus su internazionalizzazione - che Unioncamere Fvg ha presentato in Camera di Commercio a Trieste. Il secondo appuntamento con i dati a livello regionale e momento itinerante nei quattro capoluoghi (il primo si è tenuto in novembre a Pordenone), che ha visto stavolta ospiti del presidente Antonio Paoletti il presidente udinese e di Unioncamere Fvg Giovanni Da Pozzo, con gli altri presidenti camerali provinciali, oltre a Nicola Ianuale di Questlab, la società cui Unioncamere Fvg ha affidato la ricerca, e Daniele Marini, direttore scientifico di Fondazione Nordest, che ha ampliato il focus sull’internazionalizzazione all’intera area produttiva nordestina.
Il presidente Unioncamere Fvg. «Le attività che operano sul mercato interno sono in grande difficoltà - ha esordito Da Pozzo - e ciò colpisce maggiormente settori come pubblici esercizi e ospitalità. Ma anche se andiamo a guardare il manifatturiero vediamo che, sia nella meccanica sia ne legno-arredo, i dati di fatturato e occupazione non sono certo positivi». Gli imprenditori intervistati, un campione di 1500 imprese di tutte e quattro le province che hanno risposto al questionario a fine gennaio, hanno dichiarato cali di fatturato, nel 4° trimestre 2012, del -2,4%, con una certa stabilità nell’occupazione, ferma al -0,4%. Qualche spiraglio si intravede nell’occupazione del legno-mobilio del pordenonese (+1%), segno di una volontà di ripartire nonostante i cali di produzione e fatturato. «Se questo è il quadro, l’indagine evidenzia ancora una volta come siano soprattutto le imprese medie e le più strutturate per essere competitive sui mercati internazionali a soffrire meno ed avere anche performance positive - ha evidenziato Da Pozzo -. Per una regione come la nostra a forte vocazione esportatrice è un segnale che deve vederci tutti impegnati. Il sistema camerale sull’internazionalizzazione sta lavorando da prima della crisi, soprattutto verso i Paesi più lontani e promettenti, su cui bisogna insistere, sia accompagnando le imprese su quei mercati, sia facilitando e promuovendo forme aggregative tra le imprese, facendo in modo che si rafforzino per conquistare quei mercati. Non a caso le rilevazioni dimostrano come le imprese del Nordest - se pure in gran parte, purtroppo, si muovono da sole per andare all’estero - riconoscano nel sistema delle Cciaa e delle Associazioni di categoria i primi punti di riferimento per l’internazionalizzazione. Un dato che andrebbe guardato con grande attenzione dalla politica regionale, che spesso snobba il sistema camerale a favore di altre forme di assistenza all’internazionalizzazione. Verso cui però, per le imprese, non sembrano dimostrare lo stesso appeal». Da Pozzo ha anche ribadito un punto fondamentale. «La nostra regione sta subendo una deindustrializzazione forzata a causa delle condizioni decisamente migliorative dei Paesi che ci circondano. Questo è un problema che deve essere affrontato in ambito nazionale, con la fiscalità di vantaggio o altri strumenti che cerchino di arginare il fenomeno. Ma il problema principe - ha precisato – resta il credito, che sta attanagliando migliaia di nostre Pmi. Pur con matrici di natura politico-finanziaria internazionale, si scontra anche con l’inadeguatezza patrimoniale del nostro sistema bancario e con la scarsa patrimonializzazione delle imprese stesse. Situazione destinata ad aggravarsi con le condizioni stringenti imposte da Basilea 3».
Nonostante questo quadro negativo, Da Pozzo resta fiducioso. «Se non nella capacità della politica, che più deve ora riformarsi, credo invece moltissimo nella capacità di milioni di imprenditori in Italia e nella nostra regione, che ogni mattina si alzano, mettono tutta la loro creatività, il loro talento nella propria attività, tengono duro al di là di ogni aspettativa e continuano a dare posti di lavoro: questo è il vero patrimonio e una ricchezza che il sistema camerale ha il privilegio di rappresentare e vuole supportare con forza, decisione e iniziative sempre più adeguate alle loro esigenze».
I numeri. A presentarli è stato Ianuale, che ha anticipato la prossima rilevazione ad aprile e la presentazione in occasione della Giornata dell’economia. Le imprese intervistate in questa rilevazione sono state 1.537, tra il 7 e il 28 gennaio 2013. Il tasso di risposta si è attestato come sempre sul 34% (di cui 77% via web). Ecco le risposte in sintesi, per settori:
Manifatturiero 4° trimestre 2012
Calo della produzione: -1,3% tendenziale (anno), era -1% nella precedente rilevazione trimestrale. Ma soffrono di più le imprese piccole-micro: la variazione annuale di produzione per le imprese da 2 a 9 addetti arriva addirittura al -3,4%.
Calo del fatturato: leggermente migliore per le imprese che esportano (-2,3%), mentre cade al -2,9% per quelle che non esportano. Il manifatturiero ha una quota di fatturato estero del 41%, definito da Ianuale «in molti casi un vero salvagente dell’economia regionale».
Occupazione: -0,4% tendenziale (-1,3% nella precedente rilevazione). Qui è evidente ancor più la dicotomia fra micro imprese ( 3-9 addetti) con un -4% di addetti, e medie imprese, fra 50 e 249 dipendenti, che invece segnalano un +3,3% di addetti.
Previsioni 1° trimestre 2013: il 45/50% delle imprese prevede una riduzione del fatturato (aumento rispetto al trimestre precedente)
Commercio al dettaglio 4° trimestre 2012
Calo delle vendite: -3,9% tendenziale (era -4,9% nel trimestre precedente)
Calo degli addetti/occupazione: -2,5% tendenziale (era -3,2% nel trimestre precedente)
Previsioni 1° trimestre 2013: il 65/70% delle imprese prevede una riduzione del fatturato (molto più forte che nel trimestre precedente)
Servizi all’Ospitalità 4° trimestre 2012
Calo delle vendite: -4,4% tendenziale (era -1,5% nel trimestre precedente)
Calo dell’occupazione: -4 % addetti sul tendenziale (anno), dato analogo al trimestre precedente
Previsioni 1° trimestre 2013: il 60% delle imprese prevede riduzione del fatturato (in leggero aumento rispetto al trimestre precedente)
Costruzioni 4° trimestre 2012
Calo della produzione: -13,4% dovuto principalmente alle imprese dai 2 ai 9 addetti, che segnano addirittura un -17,3%
Calo del fatturato: -16,3% tendenziale (era -9,1% nel trimestre precedente)
Calo degli addetti: -6,6% tendenziale (era -8,3% nel trimestre precedente, quindi va leggermente meglio)
Previsioni 1° trimestre 2013: il 60% delle imprese prevede una riduzione del fatturato (in netto aumento rispetto al trimestre precedente)
Vitivinicolo 4° trimestre 2012
Aumenta il Fatturato: +5,1% per quelle che non esportano, addirittura +14,3% quelle che esportano
Stabili gli addetti: (+0,9%), con addirittura un +13,2% per le aziende vinicole dai 10 ai 49 addetti
Previsioni 1° trimestre 2013: il 35% prevede una riduzione del fatturato (tendenza stabile rispetto al trimestre precedente)
Focus internazionalizzazione
FVG. L’indagine evidenzia le risposte delle imprese del vitivinicolo e del manifatturiero del Fvg, che si rivolgono all’estero per la vendita (rispettivamente il 93% e l’82% delle intervistate) e molto anche per l’acquisto per quanto riguarda il manifatturiero (65%). La prevalente area d’interesse è ancora l’Ue (93% per vitivinicolo e 98% manifatturiero), ma vi sono percentuali interessanti anche in Nordamerica per il vino (ci va il 54% delle intervistate), in Africa per il manifatturiero (9%), in Asia (23% vitivinicolo e 18% manifatturiero) e in Centro-Sud America (21% vitivinicolo e 10% manifatturiero). Ben il 37% delle aziende vitivinicole ha personale dedicato all’export. Che cosa chiedono le imprese per l’internazionalizzazione? Soprattutto fiere e missioni e incontri B2b, ma anche strumenti finanziari (52% del manifatturiero).
Il Nordest. L’intervento di Daniele Marini. Daniele Marini ha ampliato il focus internazionalizzazione alle imprese di tutto il Nordest, presentando i risultati di un’indagine condotta su 1200 imprese. «Il mondo - ha detto - è previsto in crescita, per il 2013, del 3,5%. L’Europa sarà l’unica a non crescere e noi italiani siamo tra i fanalini di coda dell’Europa. Il tema dell’export diventa dunque sempre più un tema di globalizzazione: bisogna essere in grado di andare oltre i confini tradizionali». Se il Nordest ha tenuto nell’export nel 2012, «bisogna rimarcare che altre aree di Italia, invece, sono proprio riuscite a crescere», ha evidenziato. Le strategie non sono più rivolte tanto alla delocalizzazione, quanto alla vera internazionalizzazione. «Le Pmi , cioè - ha spiegato Marini -, vanno sui mercati esteri per presidiare quei mercati e diventare leader là, non più tanto per contenere i costi o spostare le produzioni a scarso valore aggiunto». Ed è la media impresa del Nordest a trainare. «Ogni media impresa ha rapporti produttivi e commerciali con 274 piccoli fornitori - ha evidenziato Marini -. Questo crea un positivo effetto di trascinamento: infatti il 60% delle imprese intervistate, quando internazionalizza, dichiara di tenersi i fornitori locali». Ciò significa che il processo di internazionalizzazione delle medie spinge anche le imprese più piccole a fare un salto di qualità, innovazione e rafforzamento per mantenere il rapporto con la media impresa di riferimento e diventare più forti di per sé. «Il tema negativo resta la dimensione - ha rimarcato Marini -. Chi sta bene all’estero sono le imprese sopra i 50 dipendenti: il tema della strutturazione delle Pmi è la chiave». Se Cciaa e Associazioni di categoria sono quelle che assistono meglio imprese all’estero, c’è purtroppo ancora una grandissima quantità di imprese che va all’estero da sola, aumentando spesso le difficoltà e il rischio di insuccesso. «Gli imprenditori però evidenziano che stanno emergendo nuovi modelli consumo, e che le imprese si stanno innovando per rispondere a queste nuove esigenze. Quanto più un’impresa innova tanto più internazionalizza, e viceversa», ha concluso Marini. Le slide lo evidenziano: le imprese fortemente internazionalizzate nel 2011 sono state per il 48,7% anche grandi innovatori, percentuale che è salita al 50,5% nel 2012. Situazione capovolta per chi si rivolge solo al mercato domestico, che nel 2011 è risultato non innovatore per il 38,5% e nel 2012 non innovatore addirittura per il 45% dei casi.
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Movimprese in Fvg: -838 il saldo tra iscritte e cessate nel 2012
I dati diffusi da Unioncamere nazionale ed elaborati per la regione dal Centro studi di Udine. Da Pozzo (Unioncamere Fvg) «Bisogna avere fiducia e fare gioco di squadra fra le istituzioni: confidiamo che l’incertezza si sblocchi e che, con le elezioni, si mettano rapidamente in campo misure per le imprese, con meno carico fiscale e strumenti per agevolare il credito e favorire i giovani e l’innovazione»
28 gennaio 2013
«Il 2012 è stato un anno durissimo per la nostra economia e di nuovo oggi lo confermano i numeri: in Friuli Venezia Giulia, a fronte di 5.840 iscrizioni, le nostre Cciaa hanno segnato 6.678 cancellazioni ai Registri imprese, con un saldo di -838 (-0,76%) e uno stock totale di imprese registrate che si è attestato sui 108.530.Non sono numeri confortanti, ma è necessario avere fiducia e rinnovare un maggiore impegno e un miglior gioco di squadra tra le istituzioni per stare vicine al nostro sistema produttivo con soluzioni concrete ed efficaci». Il presidente di Unioncamere Fvg Giovanni Da Pozzo commenta i dati Movimprese diffusi oggi da Unioncamere nazionale e rielaborati dal Centro studi di Udine su base regionale.
Dati negativi soprattutto per il Nordest, che si attesta su un -0,41%, unica circoscrizione italiana con segno negativo, a fronte di un resto d’Italia dove, pur senza grandi numeri, l’economia ha sostanzialmente tenuto.
In Fvg calano leggermente anche le componenti femminili dell’impresa, con 1.562 iscritte e 1.851 cessate (saldo 2012: -289), mentre il saldo è positivo tra iscritte e cessate fra le imprese giovanili: al 31 dicembre 2012 sono 8.690 quelle registrate in Fvg, con 1.682 iscritte e 875 cessate (saldo 807), anche se quelle attive sono calate del 6,3% rispetto all’anno precedente.
«Su queste realtà le istituzioni devono puntare, sui donne e giovani, sull’innovazione, per permettere al nostro sistema di imprese di guardare al futuro - ha aggiunto il presidente Da Pozzo -. Confidiamo che questo periodo d’incertezza si sblocchi anche con le elezioni e che si possano poi mettere in campo rapidamente nuove politiche che tengano in maggior considerazione l’impresa, l’aiutino a insediarsi e a crescere alleggerendone i carichi fiscali e agevolandone le richieste di credito per attività e investimenti, per invertire nuovamente il trend di quest’area, soprattutto, che nel tempo ha dimostrato di lavorare sempre al massimo e da cui dipende la tenuta occupazionale e la vitalità necessaria a proseguire con coraggio e speranza». Tra i settori con il maggior numero di cessazioni, anche il Fvg segue il trend nazionale, dunque i comparti con saldi più negativi risultano l’agricoltura, le costruzioni, le manifatture e il commercio, pur se sono quelle con le quantità più elevate. In controtendenza, oltre a quelle giovani, anche le imprese straniere: delle 10.682 registrate, il 2012 ha visto 1.182 iscritte e 986 cancellate, con un saldo positivo di 200 unità.
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Agenda digitale e PMI: Google, Unioncamere insieme per "distretti sul web". Per il Friuli Venezia-Giulia, il distretto della termoelettromeccanica (PN) e della sedia (UD). Google mette a disposizione 120.000 euro per finanziare 20 borse di studio. Aperte le candidature dal 9 gennaio 2013
10 gennaio 2013
“Distretti sul web”: insieme per costruire il futuro delle imprese Italiane. Il progetto si propone di favorire la digitalizzazione di 20 distretti italiani – fra essi, per il Fvg, il Distretto della Componentistica e TermoelettroMeccanica (Pordenone) e il Distretto della Sedia (Udine) – offrendo borse di studio a giovani laureandi o neolaureati, con l’obiettivo di accrescere la competitività e la collaborazione all’interno di questi sistemi territoriali e favorire un migliore accesso delle Pmi ai mercati internazionali.
Grazie all’accordo tra Google e Unioncamere, 20 giovani neolaureati o laureandi avranno la possibilità di seguire un percorso formativo sugli strumenti e sulle opportunità offerte dall’economia digitale e aiutare le Pmi di 20 distretti italiani, identificati congiuntamente da Unioncamere con Google, a iniziare o a rafforzare il proprio percorso di digitalizzazione.

» Leggi comunicato stampa sul sito di Unioncamere nazionale